<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615</id><updated>2012-01-04T11:13:28.017+01:00</updated><title type='text'>guccia</title><subtitle type='html'>Va bene l'auto-psicanalisi... ma in fondo non si scrive per essere letti?</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>172</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-5709973549767119512</id><published>2011-10-29T17:59:00.007+02:00</published><updated>2011-10-29T21:16:56.195+02:00</updated><title type='text'>L'ultimo zingaro</title><content type='html'>Autunno tempo di scrittura. Elaboro strategie sempre più sottili per ritagliarmi angoli.&lt;br /&gt;La casa è calduccia, Pablita dorme sul termosifone e quando la guardo ricambia la mia apprensione di mamma gatta lanciandomi un'occhiata a mezz'occhio "sono qui per il tuo e il mio piacere, sto bene e intanto che ci sono mi sto anche meritando la ciotola, ti pare?".&lt;br /&gt;Ieri sono partita per Milano Rogoredo. Avendo di fronte a me un'oretta di autostrada mi sono messa comoda ben cacciata dentro ai miei stivaletti verdi pelosi nonostante i diciotto gradi (eh, ma io l'aspetto con ansia il vecchio dignitoso inverno e intanto mi preparo) e ho acceso l'autoradio sintonizzandomi su Radio Tre, emittente che, nonostante qualche caduta, mi ha più volte salvato la vita, sempre più spesso devastata dallo sgombro in scatola.&lt;br /&gt;- Concerto di Klezmer - intervista alla direttrice della libreria delle donne di Milano - (al ritorno) concerto per ciabattino e bottaio -&lt;br /&gt;Oltre lo spartitraffico ho sorriso al passaggio di due camion scassati degli "Jommi" che viaggiavano nella direzione opposta alla mia, che viaggiavano verso casa.&lt;br /&gt;La destinazione del viaggio era il campo nomadi di Rogoredo.&lt;br /&gt;Alyosha mi aspettava sorridente all'uscita della metropolitana, era una bella giornata di sole e avevamo da raccontarci più di quello che il tempo ci avrebbe concesso.&lt;br /&gt;Non appena individuate le prime roulotte un simpaticissimo bastardino tutt'orecchi ha cominciato a correrci dietro segnalando a più non posso la nostra infrazione nel perimetro del campo. &lt;br /&gt;Mentre noi, un po' spiazzati, ci chiedevamo dove dirigerci si è affacciata una signora, attirata dai lamenti del cagnolino, più spaventato che aggressivo. &lt;br /&gt;Siamo così stati introdotti al vecchio patriarca.&lt;br /&gt;L'ultimo zingaro indossava pantaloni a costine, una camicia a scacchi e un vecchio cappello sdrucito. Sulla tesa del cappello aveva una testa di cavallo di metallo, precisa visualizzazione dei suoi ricordi più cari.&lt;br /&gt;Siamo stati in piedi per ore - di fronte al neonato Museo del viaggio intitolato alla memoria di Fabrizio De Andrè - ad ascoltarlo raccontare. Ogni mia singola sensazione si concentrava sul suono della sua voce, sulle sue pause di riflessione, mi è stato assolutamente impossibile l'uso - pure così essenziale in quel momento - del registratore vocale o, peggio, della macchina fotografica.&lt;br /&gt;Non ho mai incontrato nessuno che fosse consapevole, come lui ha imparato ad esserlo non senza aver pagato il prezzo più caro, della propria identità.&lt;br /&gt;Il signor Bezzecchi ci ha raccontato i suoi viaggi in carovana, le nottate in spiaggia a riscaldarsi vicini al falò (quando ancora il mare era loro), le lunghe gonne delle donne a portare la primavera nell'inverno delle città. La stessa gonna che adesso ha proibito d'indossare a sua moglie, accusata ingiustamente di furto in quanto riconosciuta come zingara.&lt;br /&gt;Allo scomparire della civiltà contadina e con l'avvento dell'automobile non è più possibile essere zingari, se non in riserva, se non nel campo, nel piccolo campo, che i campi grandi sono ghetti di piccola delinquenza e disperazione.&lt;br /&gt;Ai suoi tempi quando una carovana si fermava in un paese, il paese era protetto. I contadini ti davano da mangiare. Rubare era peccato, era proibito dalla legge severa del gruppo, è concesso rubare solo per fame.&lt;br /&gt;Della donna si aveva la massima considerazione e i rapporti erano, nei fatti, paritari. Un rom difende tutte le donne, le zingare come le gadje. Fare un torto ad una donna era il crimine più grave che si potesse commettere e quello sanzionato con la massima durezza, dato che "la donna ragiona col cervello, ma l'uomo, si sa, ragiona col sesso".&lt;br /&gt;Il signor Bezzecchi ha capito che i suoi figli non avrebbero più potuto essere zingari la prima volta che ha incrociato un guard-rail. Il cavallo si è impennato per la paura di trovarsi di fronte ad un oggetto sconosciuto, e per poco non sono stati investiti da un tir. Da quel momento in poi le tangenziali si sono moltiplicate, la velocità ha distrutto la lentezza, i vecchi mestieri artigiani sono scomparsi, non c'è più spazio per esseri zingari.&lt;br /&gt;Suo zio è morto ad Auschwitz e suo padre dalla guerra non è più tornato.&lt;br /&gt;A quel punto, tornato esso stesso dalla deportazione, ha preteso che tutti i suoi ragazzi, ben otto, trovassero un lavoro - perché in questa società se vuoi essere uno zingaro devi essere disposto a rubare, quindi non si può più essere zingari - ha cercato di mandarli via dal campo, ma tanti di loro sono rimasti, coi figli e i figli dei figli, condannati in una posizione liminale: non più zingari, mai accettati dai gadji. Una comunità solidale di una quarantina di persone, una grande famiglia. Un luogo in cui tornare e trovare protezione quando si perde il lavoro, quando si perde la casa, quando si perde la dignità. L'unico luogo veramente sicuro della periferia milanese.&lt;br /&gt;Ho ascoltato rapita una storia di miseria, di razzismo, di sgomberi, di privazioni di ogni tipo, ma anche dell'ultima forma di libertà. Una storia che mi assomiglia, riflessa nei miei tratti somatici.&lt;br /&gt;Di fronte alla resa, all'alzata di mani ho urlato al crimine, ho preteso il dovere della resistenza. Quando anche la cultura zingara sarà scomparsa non avremo più nulla che valga la pena di essere difeso se non riusciremo ad aprire fratture, a continuare a produrre sub-cultura, quella pasolinina, per intenderci senza allungare ulteriormente questo sfogo, senza voler condannare la dignità di un urlo a toni striduli, che possano infastidire qualcuno, uscire dai margini.&lt;br /&gt;Il piccolo Museo è nato e ora prova ad alzarsi e a camminare. L'archivio (strano materiale scritto per una comunità di cultura orale), la carovana anni '50, gli amici che passano a portare un saluto, a vedere se possono dare una mano adesso che le cooperative gliele hanno chiuse. &lt;br /&gt;Certo, il Museo stesso è la prova della resa, una sorta di mummificazione della cultura, una presa di coscienza del genocidio culturale. Ma è anche un tentativo di difesa del campo, della comunità, della famiglia; una risposta all'ignoranza, al razzismo, all'omologazione, al vuoto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-5709973549767119512?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/5709973549767119512/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=5709973549767119512' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5709973549767119512'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5709973549767119512'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2011/10/lultimo-zingaro.html' title='L&apos;ultimo zingaro'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-7171375565801189213</id><published>2011-08-30T18:20:00.005+02:00</published><updated>2011-08-30T19:05:33.287+02:00</updated><title type='text'>Desiderio di cieli d'Irlanda (céad míle fáilte)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-3vG0_T39hK4/Tl0Xx0vhEBI/AAAAAAAAHD0/8ozjcSRYJ_Q/s1600/IMG_3532.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-3vG0_T39hK4/Tl0Xx0vhEBI/AAAAAAAAHD0/8ozjcSRYJ_Q/s400/IMG_3532.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5646695652531441682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;                                                     Galway - Irlanda, 26 agosto 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pare impossibile da credere, ma è arrivato anche per me il momento di fare le valigie. Mi fermo a guardare la stanza irlandese in cui ho passato un mese della mia vita chiedendomi cosa mi aiuterebbe a rendere meno dolorosa la partenza, cosa potrei ancora infilare a forza nello spazio stracolmo dei ricordi, quanto sentimento mi resta per pagarne la sovrattassa al momento del check-in. Sulla scrivania rimangono le lettere, i disegni, le fotografie che mi sono state spedite dall'Italia: àncore fatte carta e inchiostro che mi richiamano - donna affacciata sull'oceano - al mio mare; l'ultima tazza di tè che ho - volutamente - dimenticato di riportare in cucina. &lt;br /&gt;Lancio uno sguardo furtivo al cortile dove Bernadette e Christian stanno sfamando i gatti randagi; sì, sono parte della famiglia ormai (desiderio di estati più miti).&lt;br /&gt;Scriverò cartoline per Natale? Penserò che anche in Irlanda bastano cinque centimetri di neve per mandare in panico il servizio pubblico di trasporti?&lt;br /&gt;Domani avrò una lunga attesa all'aereoporto di Dublino.&lt;br /&gt;Spero ci saranno ampie vetrate trasparenti per godere ancora degli incredibili cieli d'Irlanda.&lt;br /&gt;Gli amici, le isole, i megaliti, gli insegnanti, le scogliere si sono presi ognuno una comoda tasca della valigia, senza chiedere permesso, sta a me ora infilarci anche il modo in cui questo paese si sta disfacendo: un amplesso dovuto alla voluttosità del tempo; la solitudine del percussionista; la voglia di stringersi l'uno all'altro nei vaporosi pub di Gallimh.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-7171375565801189213?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/7171375565801189213/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=7171375565801189213' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/7171375565801189213'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/7171375565801189213'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2011/08/desiderio-di-cieli-dirlanda-cead-mile.html' title='Desiderio di cieli d&apos;Irlanda (céad míle fáilte)'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-3vG0_T39hK4/Tl0Xx0vhEBI/AAAAAAAAHD0/8ozjcSRYJ_Q/s72-c/IMG_3532.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-1646803002616596171</id><published>2011-08-01T14:45:00.006+02:00</published><updated>2011-09-02T19:24:23.210+02:00</updated><title type='text'>"Mum, mum we are landing on the clouds!"</title><content type='html'>Con queste parole, pronunciate da una bimba affascinata dal volo e dai panorami vaporosi del cielo grigio d'Irlanda sono atterrata a Dublino. Le nuvole qui corrono talmente forte che verrebbe voglia di stare a guardarle per ore e ore. Squarci di blu intensissimo appaiono a volte a far da contrappunto ai verdi incredibili della campagna.&lt;br /&gt;Due giorni nella capitale sono stati sufficienti a farmi innamorare dell'Irlanda e degli irlandesi. Tanti stereotipi si sono già infranti e, ora che sono arrivata a Galway, sulla costa atlantica, il desiderio di affacciarmi sull'oceano si fa sempre più forte.&lt;br /&gt;Dublino, è quasi inutile dirlo, è una città piena di colori, musica, cultura. Per le sue strade sono passati scrittori e uomini di teatro del calibro di Joyce, George Bernard Shaw, Wilde, Beckett. Scopro di averli amati da profana, perché amarli nella loro terra d'origine assume un altro rilievo. Vi sono infiniti giardini e splendide corti in cui meditare, validissimi musei da esplorare. Dopo aver camminato per chilometri e chilometri lungo le vie del centro sono riuscita a trovar tempo per il Museum of Decorative arts &amp; History (che ospitava un'interessantissima mostra sull'arte giapponese, nonchè un angolino etnografico), L'Irish Film Institute, L'Irish Museum of Modern Art e, grazie a Stefano, la biblioteca storica del Trinity College. &lt;br /&gt;La cucina è ottima, sempre grazie a Stefano ho potuto assaggiare una bayles chocolate cheese cake che si è assicurata un posto eterno nella mia memoria gustativa. Realizzo solo ora che, pur avendo sangue nomade, non ero mai partita per l'estero da sola e tantomeno ero stata via così a lungo. Casa mi manca, ma in maniera strana: piuttosto che tornare vorrei portare casa qui, impacchettare tutti gli affetti, tutti gli oggetti, tutti i sapori, gli odori, i sorrisi e portarli a Galway almeno per un po'. Mi rendo conto che già pianifico come ritornare, se rimanere. Per cominciare spero che questo agosto non sia né troppo lungo, né troppo corto, ma per una volta a misura dei miei sentimenti che ho portato a scongelare al nord, data la mitezza della temperatura umana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-1646803002616596171?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/1646803002616596171/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=1646803002616596171' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1646803002616596171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1646803002616596171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2011/08/mum-mum-we-are-landing-on-clouds.html' title='&quot;Mum, mum we are landing on the clouds!&quot;'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-6815175622245187831</id><published>2011-04-16T19:40:00.004+02:00</published><updated>2011-04-16T19:45:26.113+02:00</updated><title type='text'>Bozza intervento convegno sulla scrittura al femminile Assessorato alle pari opportunità - Comune di Morro d'Alba</title><content type='html'>Buongiorno a tutti, innanzitutto ringrazio gli organizzatori e in modo particolare l’Assessore Cingolani per avermi invitato a questo convegno che ritengo doppiamente importante visto che riguarda due argomenti che mi appassionano enormemente quali sono il racconto e la donna e, in particolare, la scrittura al femminile. E la ringrazio doppiamente, arrossendo un poco, per la qualifica di scrittrice della quale mi onora, decisamente esagerata per quanto riguarda la mia tutto sommato limitata (non solo in quantità - perlomeno quella resa pubblica - ma soprattutto in qualità) produzione narrativa. E la ringrazio per una terza volta perché, essendo impegnata in questo periodo nella redazione di un saggio utile all’attività didattica del corso dell’università di Bologna del quale mi occupo, avevo da diverso tempo trascurato il mio sempre insoddisfatto prurito di narrativa.&lt;br /&gt;Avrei voluto inaugurare il mio discorso con la lettura di un passo di un meraviglioso saggio di Virginia Woolf il cui tema è assolutamente simile a quello che ci proponiamo di trattare oggi e la cui abilità di conferenziera è ben diversa dalla mia, ma mi prendo la libertà – e vi chiedo scusa per questa parentesi di tempo e attenzione che vi sto coscientemente rubando - di ricordare pubblicamente un amico scomparso poche ore fa in Palestina, un attivista dei diritti umani: Vittorio Arrigoni. Siate così clementi da non considerarla del tutto un’invasione di spazio, Vittorio era infatti prima di tutto un narratore, un narratore dell’inenarrabile. E la sua opera, la sua missione al servizio degli oppressi, può essere agevolmente riassunta con il titolo del suo ultimo libro: Restiamo Umani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma passiamo, adesso, al tema del nostro incontro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*[Stralcio tratto da Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf]* &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ma insomma, potreste dire, ti avevamo chiesto di parlarci delle donne e il romanzo – cosa ha a che fare, questo, con una stanza tutta per sé? Tenterò di spiegarmi. Quando mi avete chiesto di parlarvi delle donne e il romanzo, sono andata a sedere sulla sponda di un fiume e ho cominciato a chiedermi che cosa volessero significare quelle parole. Avrebbero potuto semplicemente voler dire offrirvi alcune osservazioni su Fanny Burney; alcune altre su Jane Austen; un omaggio alle sorelle Brönte, con un ritratto della canonica di Haworth coperta di neve; forse alcune battute di spirito sulla Mitford; una allusione rispettosa a George Eliot; un riferimento alla Gaskell, e me la sarei cavata. […] Ma quando mi sono messa a considerare l’argomento […] ho dovuto presto rendermi conto del fatto che esso portava con sé un fatale risvolto negativo. Non sarei mai riuscita a raggiungere una conclusione. Non sarei mai stata in grado di adempiere quello che è, ne sono certa, il dovere primo di un conferenziere – consegnarvi, dopo un’ora di parole, un nocciolo di verità pura da serbare ripiegato tra le pagine del vostro quaderno d’appunti o da custodire per sempre sulla mensola del caminetto. La sola cosa che potevo fare era offrirvi un’opinione su un aspetto minore di questo argomento – se vuole scrivere romanzi una donna deve avere del denaro e una stanza tutta per sé.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso quesito che ci poniamo noi oggi, il motivo che spinge l’essere umano a raccontare e che può essere rintracciato fino in quelli che sono i nostri assunti culturali di base (il mito, le figure archetipiche), declinato al femminile, è parte della richiesta che venne posta a Virginia Woolf in occasione di un convegno sulle scrittrici donne di romanzo. La geniale autrice ne tirò fuori un saggio (Una stanza tutta per sé) che è oggi una pietra miliare della rivendicazione femminile della parità fra i sessi e si inserisce all’interno di un movimento femminista maturo, consapevole della valenza differenziale dei sessi studiata in particolare in campo antropologico da un’allieva di Claude Lévi Strauss: Françoise Héritier. Il primo problema che si pone Virginia Woolf riguarda, infatti, il rapporto coercitivo sull’essere femminile da parte della società patriarcale, l’impossibilità della donna, fino al secolo scorso, di assumere autonomia – anche economica - ed essere considerata a tutti gli effetti individuo, condizioni di base della produzione artistica, fatte salve rare e stupefacenti eccezioni, destinata all’occhio e alla penna maschile: lo sguardo sulla realtà è, infatti, tutt’altro che asessuato. L’Héritier ci dimostra che la donna, in tutto il mondo, vive una situazione di inferiorità sul piano dei diritti rispetto all’uomo per una costruzione culturale che prende origine con l’espressione di una volontà di controllare la riproduzione da parte di coloro che non ne dispongono, il terrore maschile della partenogenesi. Addirittura l’inferiorità intellettuale femminile viene fatta risalire, persino da Aristotele, in un parallelismo fra idea creatrice e seme riproduttore, problema di flussi sanguigni. La saggista s’impegna a dimostrare che i sistemi di parentela sono manipolazioni simboliche del reale e tale assunto, tramite l’analisi delle società cosiddette primitive, si estende anche alla disparità fra i sessi, alla sterilità (in certe popolazioni la sterilità maschile non esiste) e addirittura alla filiazione (una saggia sentenza Samo recita: è la parola che fa la filiazione, è la parola che la sopprime ad intendere che tutto ciò che è tipicamente umano è fondato sul logos) dimostrando un primato del sociale sul biologico nelle società umane. Essendo il matrimonio uno dei tre costrutti fondamentali delle società umane – stato di cooperazione economica in cui le competenze reciproche non sono dettate da attitudini naturali, ma da convenzioni sociali – la possibilità del celibato, la certezza che la realizzazione della persona non passa necessariamente per una discendenza e dunque l’idea dell’indipendenza della donna è occorsa solo nella società moderna a seguito della nascita della nozione di individuo e non è casuale se il movimento di rivendicazione della donna degli anni ’70 si sia concentrato proprio sul diritto del pieno controllo sul proprio corpo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, scrive la Woolf, la narrativa al femminile è così rara, prima del secolo scorso, perché le donne hanno avuto la funzione di specchi dal potere magico e delizioso di riflettere la figura dell’uomo ingrandita sino a due volte le sue dimensioni normali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo dunque alla necessità di avere 500 sterline all’anno, ora passiamo all’idea che sia necessaria una stanza tutta per sé. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È nota la storia di Melusina, essere mitico a metà fra una donna e un serpente (elemento di bestialità femminile presente persino nella Genesi) fondatrice della stirpe di Lusignano. Melusina, creduta donna “normale” dal compagno, discende da una società matriarcale e promette al suo uomo - reo di aver ucciso, seppure involontariamente, suo zio e per questo caduto in disgrazia - infinità felicità e ricchezza in cambio di un giorno alla settimana dedicato solo a se stessa sul quale il marito non dovrà mai indagare. Rivendica, insomma, l’appartarsi come un appartenersi. Il mito, infatti, fonda e sancisce le impossibilità umane. Ma, ben presto, il consorte di Melusina, pur reso ricco e felice dalla donna, non riesce più ad accettare questa minima limitazione del possesso sulla moglie e viola il patto attirando sulla sua famiglia una serie di disgrazie legate magicamente al suo vecchio delitto e sancendo simbolicamente l’unica possibilità di una femminilità addomesticata, tradotta oggi in immagini mass-mediatiche deprimenti. Lo stesso Gaston Bachelard, un filosofo d’approccio fenomenologico, analizza l’importanza dell’atto del rannicchiarsi come protezione della possibilità del pensare (per lui l’immagine della casa rappresenta la topografia del nostro essere intimo). La Woolf con questo si spiega l’impossibilità della donna di produrre cultura, la stanza tutta per sé protegge il sognatore, la casa è uno dei più potenti elementi di integrazione per i pensieri, i ricordi e i sogni, protegge l’intimità necessaria all’atto dello scrivere, addirittura rimodella l’essere umano che la abita. Noi ci possiamo espandere solo se ci appartiamo e per appartenerci abbiamo bisogno di avere uno spazio intimo, a nostra completa disposizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma perché si scrive? È forse impossibile rispondere a questa domanda, le teorie freudiane ci spiegano che si scrive per appagamento di un desiderio frustrato, io mi sento più vicina alle contemporanee e post-freudiane teorie di psicologia dell’arte che cercano di spiegarsi i motivi profondi della scrittura in un bisogno di riparazione, di scaricare una tensione ritenuta insopportabile. Credo che il bisogno di esprimersi faccia parte della stessa natura umana e compensi sempre un disagio dell’esistere. Considero la scrittura narrativa come un grido, come il pianto del bambino appena nato che, venuto a contatto con il mondo, ha bisogno di comunicare la sofferenza di un essere anfibio che impara a respirare catapultato in un mondo che sente estraneo, che imparerà a conoscere per mezzo della parola. Ed è su temi quali il rapporto fra generazioni, l’essenza del dolore, l’assenza di Dio, il rapporto con la morte e con la malattia, il tema della maternità che si concentra la mia scrittura che diviene una specie di autoanalisi su argomenti che sento pressanti e che mi rendo conto di non saper controllare appieno, che cerco di esternare per condividere col prossimo (gli altri: il vero senso della vita oltre l’eterno conflitto irrisolto fra scienza e religione per Ingmar Bergman) e per aiutare il processo di formazione della mia individualità. Ma, esternare la mia intimità mi è stato tanto difficile da non sapere, per lungo tempo, scrivere in prima persona o identificarmi in personaggi femminili, per i quali sentivo maggiore prossimità. Ed è proprio un’urgenza oserei dire fisiologica che mi porta a preferire le forme brevi: l’aforisma o il racconto, per sfogare tutto subito e aver poi modo di rivedere mille volte lo stile e procedere ad un processo di semplificazione. La parola rende determinato un dolore il cui peso nell’indeterminatezza risulta eccessivo, la parola ha funzione catalizzatrice, liberatrice. Liberazione che passa, innanzitutto, attraverso il gesto fisico della scrittura. Barthes, ne Il piacere del testo, meglio di chiunque altro affronta il segno come la traccia della nostra individualità e il prolungamento del nostro corpo, momento di coagulazione del nostro gioire e soffrire e momento universale  di eterna variazione stilistica e grafica degli stessi temi archetipici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il racconto non è solo scrittura e non vorrei trascurare l’importanza dell’oralità (chi non ricorda con estrema commozione le fiabe della nonna), oralità che Platone, nella parte quinta del Fedro, considera addirittura superiore alla scrittura. Tale analisi viene riconsiderata da un platonico non misologo come Pier Paolo Pasolini che, per primo, intuisce l’importanza della scrittura come mezzo di riflessione di una parola che “si esternalizza” e, dunque, permette di riflettere sull’oralità stessa. Attraverso il suo amore per le forme dialettali lo scrittore friulano diviene il portavoce del grido delle ultime civiltà mitiche – fra cui la nostra civiltà contadina - distrutte dalla storia. &lt;br /&gt;Per questo ho portato con me un video che testimonia un progetto di antropologia visuale che riguarda proprio il racconto al femminile in rapporto al tema del legame indissolubile fra cottura e cultura, condotto per conto della Fondazione Museo Ettore Guatelli e mostrato in occasione di un festival etnografico biennale ideato e voluto dall’ISRE (Istituto Superiore di studi Etnografici Sardo). Vi si trova condensato il senso del racconto prioritariamente come incontro, vi si intuisce la tonalità multicolore delle forme dialettali, il bisogno di raccontarsi radicato, in modo particolare, in donne chiuse in un panorama domestico. Ho intenzione, a questo punto, di lasciare la parola alle donne stesse, mi permetto  solo di leggervi l’introduzione che scrissi a suo tempo in occasione della presentazione di questo progetto di ricerca, unicamente per farvi capire in che stato d’animo mi apprestavo a mostrare queste interviste, di cui vi ho portato gli esempi più lievi, per non infrangere un patto che prevede l’assoluto rispetto dell’altrui intimità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;La tazzina di caffè è ormai vuota, la donna che ho di fronte col cucchiaino ne sposta i granelli di zucchero sciolti a metà. Ci troviamo in cucina; dettagli discreti ne rivelano la vita recente: una macchia di grasso sui fornelli, un’aureola di calcare sul rubinetto, una briciola. Aspettiamo ansiose che parole speziate vadano a mescolarsi nel calderone della memoria condivisa il cui fuoco tentiamo di accendere; sul tavole allestiamo vassoi immaginari, quelli del servizio buono, aspettando di portare a tavola emozioni amalgamate a ricordo. C’è sempre un caffè galeotto a spezzare la ritrosia, a permettere il racconto in presenza di un mostro dall’occhio meccanico – la videocamera – che rischia di allungare le distanze. Devo propormi all’altrui femminile confidenza non solo come donna, ma anche come ricercatrice. E allora, da ricercatrice donna, occorre che io tenga conto dell’etica, dell’eredità che mi viene affidata, della menzogna dell’obiettività, del non-filmabile, della vita in campo e di quella che devo tenere necessariamente fuori campo. Nel menù del giorno vite in cucina, nostalgie della fame, peccati di gola.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*[Proiezione del video]*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*[Stralcio tratto da Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf]*&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Vi ho già detto, nel corso della mia conferenza, che Shakespeare aveva una sorella; ma voi non cercatela nella biografia del poeta scritta da Sir Sidney Lee. Lei morì giovane, e ahimè non scrisse neanche una parola. È sepolta là dove oggi si fermano gli autobus, di fronte alla stazione di Elephant and Castle. Ora, è mia ferma convinzione che questa poetessa che non scrisse mai una parola e fu seppellita nei pressi di un incrocio, è ancora viva. Vive in voi, e in me, e in molte altre donne che non sono qui stasera perché stanno lavando i piatti e mettendo a letto i bambini. Eppure lei è viva. Perché i grandi poeti non muoiono; essi sono presenze che rimangono; hanno bisogno di un’opportunità per tornare in mezzo a noi in carne ed ossa. E offrirle questa opportunità, a me sembra, comincia a dipendere da voi. Poiché io credo che se vivremo ancora un altro secolo – e mi riferisco qui alla vita comune, che è poi la vita vera e non alle piccole vite isolate che viviamo come individui – e se riusciremo, ciascuna di noi, ad avere cinquecento sterline l’anno e una stanza tutta per sé; se prenderemo l’abitudine alla libertà e il coraggio di scrivere esattamente ciò che pensiamo; se ci allontaneremo un poco dalla stanza di soggiorno comune e guarderemo gli esseri umani non sempre in rapporto l’uno all’altro ma in rapporto alla realtà; e così pure il cielo, e gli alberi, e qualunque altra cosa, allo stesso modo; se guarderemo oltre lo spauracchio di Milton, perché nessun essere umano deve precluderci la visuale; se guarderemo in faccia il fatto – perché è un fatto – che non c’è neanche un braccio al quale appoggiarci ma che dobbiamo camminare da sole e dobbiamo entrare in rapporto con il mondo della realtà e non soltanto con il mondo degli uomini e delle donne, allora si presenterà l’opportunità, e quella poetessa morta, che era sorella di Shakespeare, riprenderà quel corpo che tante volte ha dovuto abbandonare. Prendendo vita dalla vita di tutte le sconosciute che l’avevano preceduta, come suo fratello aveva fatto prima di lei, lei nascerà. Ma che lei possa nascere senza quella preparazione, senza quello sforzo da parte nostra, senza la precisa convinzione che una volta rinata le sarà possibile vivere e scrivere la sua poesia, è una cosa che davvero non possiamo aspettarci perché sarebbe impossibile. Ma io sono convinta che lei verrà, se lavoriamo per lei, e che lavorare così, anche se in povertà e nell’oscurità, vale certamente la pena.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo non solo con un invito alla scrittura e alla lettura, ma anche con un invito a contrastare, tramite il racconto e quindi l’incontro, il predominio della tecnica, dell’efficienza, del profitto su ciò che di più profondamente umano esiste. E, per dirlo con le parole di una poetessa marchigiana – Maria Teresa Batosti – a ricercare il senso vero dell’essere donna: donne che si arricchiscono del confronto con la figura maschile, ma che “non sono né di Dio, né degli uomini”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-6815175622245187831?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/6815175622245187831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=6815175622245187831' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6815175622245187831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6815175622245187831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2011/04/bozza-intervento-convegno-sulla.html' title='Bozza intervento convegno sulla scrittura al femminile Assessorato alle pari opportunità - Comune di Morro d&apos;Alba'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-6763901949397058660</id><published>2010-11-17T18:57:00.012+01:00</published><updated>2010-11-23T16:20:48.847+01:00</updated><title type='text'>Appunti per una ricerca in corso, ovvero: "così impiegherei, se potessi permettermelo, gran parte del mio tempo"</title><content type='html'>Da quasi due anni sto lavorando su una ricerca che riguarda l'analisi dell'ambientazione del film. Inauguro oggi un sottocapitolo tramite il quale vorrei proporre il rapporto fra parola (orale vs scritta) corpo e oggetto (mi sono servita degli studi di Baudrillard per proporre un paragone fra "oggetto-reliquia" e "oggetto-utensile"). Il tutto dovrà essere inserito all'interno di un macro capitolo sugli interni del cinema del dopoguerra italiano d'ambientazione meridionale e contadina con un occhio sempre rivolto agli studi sulla cultura materiale e alla letteratura coeva (fonte di tanti film del periodo e legata al concetto di testualizzazione del visto).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A forza di sezionare e ferire i corpi pellicolari mi è capitato fra le mani un accostamento d'immagini che da solo dice di più di un intero trattato sul modo pasoliniano di esprimere il concetto di sacralità tramite il rapporto fra personaggio e ambiente. Tanto mi ha emozionato che sento la necessità di condividerlo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/TOQZtQVC_CI/AAAAAAAAHA4/DHm_lEqsTdw/s1600/medea%2Bp%25C3%25A0.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 233px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/TOQZtQVC_CI/AAAAAAAAHA4/DHm_lEqsTdw/s400/medea%2Bp%25C3%25A0.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5540581706840603682" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/TOQZtAH6WRI/AAAAAAAAHAw/m82kzGTbA10/s1600/Santit%25C3%25A0.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 208px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/TOQZtAH6WRI/AAAAAAAAHAw/m82kzGTbA10/s400/Santit%25C3%25A0.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5540581702490544402" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un insieme di citazioni, altrettanto commoventi se accostate, mi hanno spianato la strada e con esse intendo introdurre questa parte del lavoro:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font style="font-style: italic;"&gt;In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e Dio era il Verbo [...] E il Verbo si fece carne e dimorò fra noi&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;*(Gv 1,1-14).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font style="font-style: italic;"&gt;A capo de tutto ce sta Dio, padrone de lo cielo, questo tutti ce lo sanno.&lt;br /&gt;Poi viene il Principe de Torlonia, padrone de la terra.&lt;br /&gt;Poi vengono le guardie de lo Principe.&lt;br /&gt;Poi vengono li cani de le guardie de lo Principe.&lt;br /&gt;Poi niente.&lt;br /&gt;Poi ancora niente.&lt;br /&gt;E poi ancora niente.&lt;br /&gt;Poi venghene li cafoni&lt;/font&gt;.&lt;br /&gt;*[Fontamara - Carlo Lizzani]&lt;br /&gt;&lt;font style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;- Noi non siamo Cristiani, - essi dicono, - Cristo si è fermato a Eboli -.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;* [Cristo si è fermato ad Eboli - Carlo Levi]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-6763901949397058660?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/6763901949397058660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=6763901949397058660' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6763901949397058660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6763901949397058660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2010/11/appunti-per-una-ricerca-in-corso-ovvero.html' title='Appunti per una ricerca in corso, ovvero: &quot;così impiegherei, se potessi permettermelo, gran parte del mio tempo&quot;'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/TOQZtQVC_CI/AAAAAAAAHA4/DHm_lEqsTdw/s72-c/medea%2Bp%25C3%25A0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-8437649947040075687</id><published>2010-11-14T11:28:00.006+01:00</published><updated>2010-11-14T11:41:41.815+01:00</updated><title type='text'>Lo spaventasoldati.</title><content type='html'>Al Museo, qualche giorno fa, durante una delle abituali visite-laboratorio con i bimbi delle elementari, stavo approfittando degli oggetti etnografici stratificati di senso, storia, fatica e povertà, per concretizzare di fronte ai ragazzi i termini per loro soltanto astratti di "guerra", "fame", "sfruttamento", "freddo". Questo, naturalmente, soltanto dopo le doverose spiegazioni sul ciclo del grano e sul lavoro dei contadini in generale, nonché sulla figura del loro nonno-maestro Ettore Guatelli. Ebbene uno di loro, che avevo notato ascoltare in maniera particolarmente assorta il funzionamento e lo scopo dello spaventapasseri, mi tira per la giacchetta. Mi abbasso per poterlo ascoltare e noto che il suo musetto si è fatto serio serio (di solito cerco di approfittare degli oggetti più strani per giocare con loro ed evitare visite boriose e quindi inutili). A questo punto il cucciolo aspetta pazientemente di aver catturato completamente la mia attenzione e poi mi dice: "signora maestra, non ti devi preoccupare, da grande io costruirò uno spaventasoldati". Non ho saputo trattenere le lacrime. C'è ancora speranza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-8437649947040075687?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/8437649947040075687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=8437649947040075687' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/8437649947040075687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/8437649947040075687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2010/11/lo-spaventasoldati.html' title='Lo spaventasoldati.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-5778353841702115371</id><published>2010-10-11T14:21:00.009+02:00</published><updated>2010-10-11T16:39:23.429+02:00</updated><title type='text'>A Milano si compie un piccolo miracolo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/TLMUGMdJEaI/AAAAAAAAHAo/dR6zr2_s9oA/s1600/slava-snowshow-2.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 302px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/TLMUGMdJEaI/AAAAAAAAHAo/dR6zr2_s9oA/s400/slava-snowshow-2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5526783264368955810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La scrittura (se vale il nome che porta) è sempre un atto di infinita generosità. Basti pensare che per scrivere un libro (che meriti il nome che porta), possa occorrere una vita. Questa vita la si vede sfilare nello sforzo speso verso la conoscenza, nel tempo usato a riordinare idee che una volta sistemate al loro posto, magari, devono essere abortite perché già sfiorite. Pensate, poi, che tali scoperte raccolte nel corso di decenni vengono regalate ad un lettore che può farle sue nel giro di una settimana. Ma gli scrittori non sono generosi solo nei confronti dei loro lettori, lo sono anche rispetto ai loro figli: i personaggi. Lewis Carrol sapeva che non avrebbe mai potuto essere presente fisicamente nei suoi sogni oltre misura, così ne fece dono alla piccola Alice che fino a quel momento si trovava senza occupazione, se non quella di guardare sua sorella leggere libri senza figure e senza dialoghi, in una spenta british reality.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Milano ci ha accolti, o meglio, Milano non ci ha accolti con la sua consueta grigitudine di sentimenti. Facce stanche anche di domenica, carestia di sorrisi e cortesia. Molti disperati nei tunnel della metropolitana. Come talpe ci siamo mossi sottoterra dal parcheggio al Piccolo Teatro. Le bambine che ci accompagnavano ci confortavano con il loro entusiasmo per ogni piccola cosa, per loro era tutto nuovo e ci ricordavano che nei nostri percorsi quotidiani non siamo più capaci di vedere quello che ci circonda e in cui possono nascondersi infinite sorprese e infiniti incontri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Usciti dal tunnel della metropolitana abbiamo cominciato a vedere piccoli fiocchi di neve di carta, un percorso che ci ha portato, improvvisati segugi, fino alle porte del teatro milanese.&lt;br /&gt;Seduti sulle rosse poltroncine si è sempre un po' in attesa che accada una magia, stavolta aspettavamo di respirare l'aria di un sogno. Quando Slava Polunin è entrato in scena, cappio al collo e sospirando forte nella sua gialla tuta da lavoro e nelle sue buffe pantofole rosse, noi siamo entrati in una bolla spazio-temporale di pura poesia e fascinazione infantile, idiozia dostoevskijana.&lt;br /&gt;Un caleidoscopio di suggestioni si sono succedute lasciandoci sconvolti da tanta bellezza e da emozioni di tale struggente intensità da renderci partecipi di una realtà parallela, nella quale ci trovavamo, con una giusta dose di assurdo, pienamente coinvolti e pienamente coinvolti erano tutti i nostri sensi.&lt;br /&gt;Una giusta dose di elio in una sfera illuminata con grande sapienza unita alla precisa consapevolezza di ogni movimento e di ogni espressione può materializzare un miracolo: angeli caduti che per levarsi da terra camminano sui trampoli; una storia d'amore con un vecchio cappotto; infiniti viaggi su velieri composti da nient'altro che una scopa e un letto; tempeste di sentimenti glaciali; ritorno a mondi magici d'infanzia che altro non sono che la sapiente capacità di mescolare ciò che di più affasciante il nostro meraviglioso pianeta ci offre; sketch della migliore tradizione mimo-clowneristica alla Marceu, alla Charlot; crudeltà e generosità gratuite, sogni e incubi; enormi tele di ragno ad avvolgerci come preoccupazioni da rimuovere insieme.&lt;br /&gt;Fragilità, abnormità, malinconia, musica e silenzio, nostalgia, magia e poesia, bellezza, dolcezza e crudeltà, vita e silenzio, morte e parola in una domenica a teatro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Slava è con noi fino al 17 ottobre: &lt;a href="http://www.piccoloteatro.org/i/it/spettacoli/2010-2011/slava-s-snowshow/slava-s-snowshow.html"&gt;Slava's snowshow&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Rnltm2WMxYM?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Rnltm2WMxYM?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="305" width="400"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-5778353841702115371?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/5778353841702115371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=5778353841702115371' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5778353841702115371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5778353841702115371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2010/10/milano-si-compie-un-piccolo-miracolo.html' title='A Milano si compie un piccolo miracolo'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/TLMUGMdJEaI/AAAAAAAAHAo/dR6zr2_s9oA/s72-c/slava-snowshow-2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-5311305504378290008</id><published>2010-10-05T15:02:00.003+02:00</published><updated>2010-10-05T15:35:59.714+02:00</updated><title type='text'>Attenti siam briganti!</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Nasce il Dipartimento Partito Sociale di Rifondazione Comunista anche a Parma&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai compagni presenti all’ultima riunione di coordinamento delle attività del neonato Dipartimento Partito Sociale del Partito della Rifondazione Comunista proporre un’iniziativa al circolo Matonge era sembrato perfetto: non vi sarebbe stato luogo più degno per un incontro sui temi della solidarietà attiva di un circolo ARCI gestito da un meraviglioso gruppo di immigrati. Franca e Romano, di comprovata esperienza nel settore alimentare e di militanza politica, si erano lasciati conquistare dall’entusiasmo del giovane drappello che aveva lanciato l’idea e, venerdì 1 ottobre, le provviste avevano cominciato ad arrivare sin dalle cinque del pomeriggio: chi portava una torta, chi cucinava la pasta o la spalla, chi si occupava del vino. La voglia era quella di ritrovare, insieme ad un nuovo modo di fare politica strettamente aderente alle necessità del quotidiano, il senso del profondo rapporto d’amicizia fra militanti. Attaccati ai telefoni cellulari si cercava di organizzare gli arrivi del coordinamento emiliano, era prevista partecipazione da parte delle Federazioni di Modena, Reggio Emilia, Piacenza etc. I compagni più anziani attendevano, un po’ sconcertati, di capire chi fossero i cosiddetti nuovi briganti e i gappisti in arrivo, cosa significasse nei fatti l’idea che la solidarietà fosse conflitto. Molti esprimevano dubbi e manifestavano curiosità verso questo nuovo progetto politico, dichiaratamente connesso alle pratiche del mutuo soccorso del vecchio Partito Comunista, del movimento operaio e dei contadini. L’interesse era concentrato sul modo in cui il progetto avrebbe potuto distinguersi nettamente dalle pratiche di solidarietà intesa in senso caritatevole ed intendesse, invece, rilanciare un discorso di lotta e solidarietà di classe contro le disparità apportate alla società dal sistema del mercato capitalista. Si attendevano con ansia i responsabili nazionali in arrivo dalla manifestazione di Bruxelles o dalla Toscana e i relatori delle associazioni del territorio parmigiano invitati per cominciare i lavori, fra cui Roberta Roberti de “La scuola siamo noi”.&lt;br /&gt;A Francesco Piobbichi, Responsabile Nazionale Dipartimento Sociale PRC, è spettato il compito di aprire i lavori coordinati dalla segretaria provinciale del PRC Paola Varesi e di raccontare l’esperienza maturata su tutto il territorio nazionale negli ultimi due anni di militanza attiva. Tutto si è mosso a partire da un bisogno di rispondere alla recente sconfitta elettorale e dalla necessità di prendere atto di un allontanamento progressivo del Partito dalla società, rilanciando conseguentemente un modo di fare politica attento ai bisogni delle classi popolari. A seguito di questa prima spinta, successiva al congresso di Chianciano, si sono costituiti i Gruppi d’Acquisto Popolari, che hanno utilizzato lo strumento della filiera corta e del chilometro zero per combattere il carovita scatenato dalla speculazione sui prezzi dei generi alimentari da parte della grande distribuzione e hanno cominciato a lottare per la riconquista di una piena sovranità alimentare, oltre che costituire un progetto in grado di rispondere alla crisi dello Stato sociale. A seguito del terremoto d’Abruzzo sono scese in campo anche le Brigate di Solidarietà Attiva, che nel giro di una notte hanno smontato cucine da campo, tendoni e attrezzatura delle feste di Partito per portare aiuti ai paesi abruzzesi abbandonati dai campi-ghetti della Protezione Civile. L’esperienza si è estesa poi al sostegno, per tutto il corso della stagione di raccolta, ai braccianti di Puglia contro lo strapotere e lo sfruttamento a livello di schiavismo dei caporali sui migranti. Sono seguiti casse di resistenza permanente, barbieri popolari, dentisti sociali, sportelli di consulenza legale, mercatini del libro usato e corsi di recupero popolare che hanno dato modo di ampliare la discussione ai temi della distruzione del sistema scolastico a seguito delle politiche attuate dal nefasto governo Berlusconi e dall’assenza di qualunque forma di opposizione parlamentare. Le cifre parlavano da sole, ma ciò di cui premeva raccontare erano le persone dietro a queste cifre, dei diritti esigibili da queste. Dopo la testimonianza di Massimo Fiorentini a proposito dell’incredibile esperienza della rete dei GAP Toscani era presente a portare il suo contributo anche il Segretario Regionale PRC Nando Mainardi.&lt;br /&gt;Commossa la testimonianza dei compagni di Parma, fra cui Francesco Samuele, Responsabile Dipartimento Lavoro, Welfare ed Economia PRC, provenienti dall’esperienza delle prime iniziative cittadine. Non c’era vergogna a raccontare i ringraziamenti delle casalinghe, dei pensionati, dei lavoratori che, per la prima volta dopo tanto tempo, si sono resi conto che i volantini che gli venivano proposti in occasione del mercato settimanale di quartiere non rappresentavano solo parole, ma fatti che riguardavano i loro problemi più vicini e proponevano soluzioni concrete. E così si è cominciato anche a Parma a parlare di solidarietà faccia a faccia, mettendo in comunicazione i quartieri popolari e i piccoli produttori della bassa sporcandosi le mani, spostandosi dalle sedi di Partito e incontrando visi, sguardi, sorrisi, stringendo mani. Animati da questo spirito i primi studenti, grazie al supporto di insegnanti professionisti completamente volontari e al Comitato in difesa della scuola pubblica, sono venuti a popolare i nostri circoli per i corsi di recupero scolastico gratuiti. A seguire la conferenza, durante la cena di autofinanziamento del progetto, fra il centinaio di persone che si sono incontrate in occasione di questa iniziativa si sono intrecciate piccole storie che si contrappongono alla Storia imposta dallo sfruttamento del potere e propongono modelli alternativi da praticare insieme immediatamente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-5311305504378290008?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/5311305504378290008/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=5311305504378290008' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5311305504378290008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5311305504378290008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2010/10/attenti-siam-briganti.html' title='Attenti siam briganti!'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-7380849316825683390</id><published>2010-08-21T15:35:00.019+02:00</published><updated>2010-08-26T14:59:13.533+02:00</updated><title type='text'>Matàhr (la mia Gerusalemme)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/THDrUNGKi_I/AAAAAAAAHAM/-DmYZMZAX7Y/s1600/IMG_1404.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/THDrUNGKi_I/AAAAAAAAHAM/-DmYZMZAX7Y/s320/IMG_1404.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5508161076619545586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dopo tanto tempo una classica domenica mattina. Tante scadenze a settembre che provo a dimenticare per il tempo di due ore riconquistate. Socchiudo gli scuri cercando quella penombra appena sufficiente per leggere, cerco il respiro e il contatto della mia gatta nera, sfoglio il domenicale de &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il sole 24 ore&lt;/span&gt;, momento che aspetto per tutta la settimana.&lt;br /&gt;Nei muscoli delle gambe persiste la sensazione di strade polverose fra Basilicata e Puglia.&lt;br /&gt;È impossibile levarsi Matera dagli occhi.&lt;br /&gt;Uno stato di affezione permanente ne implovera i ricordi, coprendoli di una patina d'autenticità, di vita vissuta talmente spessa da poterci lasciare solchi, segni con il dito. E su questa superficie mi trovo ora a scrivere, in attesa impaziente del primo acquazzone che sciolga per sempre scritture in ambizione di eternità congelata per lasciare il posto a potenza d'oralità, di racconto stratificato, sinfonia di voci. Siedo alla mia scrivania poco convinta di trovarmi a casa e piuttosto renitente al lasciare fluire parole maturate in profondità come tuberi in una terra arsa dal sole e lavata dagli incendi.&lt;br /&gt;Attraverso uno di quegli incendi appiccati per pulire i margini della strada siamo entrati a Matera e un incendio è stato il primo sguardo oltre la balconata panoramica. Perché a Matera entri senza accorgertene. Prosegui fra chilometri di nulla, in un meraviglioso paesaggio arido e ti ritrovi, d'improvviso, immerso in una spopolata periferia. T'inerpichi, svalichi e solo quando abbandoni l'automobile e svolti dietro l'ennesimo angolo t'accorgi davvero di Matera. &lt;br /&gt;Matera è una città scolpita sul mondo e i suoi abitanti sono uomini e donne sconfitti. &lt;br /&gt;Con tenacia e ingegno sono sopravvissuti dignitosamente alla povertà, alleati delle Murge e della Gravina, ma a sopraffarli è stata la ricchezza. Una guerra fulminea, chiamata legge del 1952, se li è portati via, ha corroso i loro ricordi di tufo fino al crollo, fino ai primi crolli e alla caduta nell'oblio delle tante cisterne pubbliche.&lt;br /&gt;Per risolvere il problema delle misure igieniche e della mortalità infantile, ricchi uomini dagli occhi nascosti da lenti scure, venuti dal Nord, decisero che era tempo di murare le case, nascondere quella vergogna. &lt;br /&gt;Furono venduti gli asini, non si sentì più schiudersi le uova sotto il letto, i ragazzini smisero di addormentarsi su caldi mucchi di letame. E il paese ora non suona più dei richiami delle madri, non ci sono vecchiette mezze addormentate davanti alla porta, in cucina le pareti sono bianche di calce, il fuoco non mostra il ricordo nerastro dei cibi preparati per undici figli, intorno al braciere non si raccontano favole aspettando che l'uomo torni dai campi. È morta la civiltà del mutuo soccorso.&lt;br /&gt;Ma abbiamo incontrato Donato Cascione, la sua famiglia, il suo Museo. Donato che è stato costretto ad andarsene dai sassi da bambino e, per tutta la vita, ha sentito l'esigenza di ritrovare quei suoni, quegli odori, al punto da tornare nel rione quando era ancora roba da matti a salvare memorie da cui i materani erano stati sradicati, di cui erano stati costretti a vergognarsi. Un sigaro spento in bocca, grandi occhiali, una canottiera bianca e mani capaci sia di lavorare che di accarezzare a comunicarci la sua missione, a riportare il sacro a casa sua, a sentire il diritto di essere ormai stanco e sconfortato. Per terra trucioli di legno, fra le sua dita la corda a riparare la sella, polvere di pietra bianca.&lt;br /&gt;E poi vecchi dipinti bizantini nelle chiese rupestri, ingegnosi canali di raccolta delle acque, sculture moderne che trovano il loro ambiente naturale fra antichi cunicoli di pietra e sussurrano ancora la storia di una grande civiltà uccisa a cui non è stato lasciato il suo tempo. &lt;br /&gt;Il viso scavato di Pier Paolo Pasolini lo si ritrova dappertutto qui come lo si ritrova ad Alberobello e come s'intuisce lo sguardo di Luchino Visconti fra le commoventi esagerazioni del barocco consumato delle chiese di Lecce. Pier Paolo parla di dignità, umanità e bellezza. Lui che aveva capito riscatta quella vergogna e, poeta, realizza un'antropologia che è una lotta, che è ancora tutta da venire, persino tutta da concepire. La si scorge solo negli occhi di uomini come Donato (o come Ettore e Vittorio) e nei loro Musei che non sanno, o non possono, sopravvivergli. Edifici come casse toraciche dei loro cuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Voi udrete con le orecchie, ma non intenderete. E vedrete con gli occhi, ma non comprenderete. Perché il cuore di questo popolo si è fatto insensibile e hanno indurito le orecchie e hanno chiuso gli occhi per non vedere con gli occhi e per non sentire con le orecchie&lt;/span&gt; [P.P.P. da Mt 13, 10-17]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-7380849316825683390?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/7380849316825683390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=7380849316825683390' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/7380849316825683390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/7380849316825683390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2010/08/matahr.html' title='Matàhr (la mia Gerusalemme)'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/THDrUNGKi_I/AAAAAAAAHAM/-DmYZMZAX7Y/s72-c/IMG_1404.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-7299565018518206058</id><published>2010-07-23T15:27:00.001+02:00</published><updated>2010-07-23T15:27:10.744+02:00</updated><title type='text'>Le mie donne</title><content type='html'>&lt;object width="400" height="250"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/uxMMJeX5s4g&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/uxMMJeX5s4g&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="400" height="250"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-7299565018518206058?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/7299565018518206058/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=7299565018518206058' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/7299565018518206058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/7299565018518206058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2010/07/le-mie-donne_5536.html' title='Le mie donne'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-6788419994798188056</id><published>2010-05-18T17:18:00.002+02:00</published><updated>2010-05-18T17:25:48.387+02:00</updated><title type='text'>Acqua bene comune</title><content type='html'>I comunisti sono belli come il sole :)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Firmate, firmate, firmate.&lt;br /&gt;Ecco il sito nazionale del comitato promotore con le date di tutti i banchetti divisi regione per regione: &lt;a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/"&gt;www.acquabenecomune.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/S_Kw9kvWL2I/AAAAAAAAGho/fWmGwxTmpE0/s1600/IMG_0333.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; 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Ho molto da dire e nessuna buona parola racchiusa nel cassetto per farlo. Mia madre ha appena finito di traslocare. L’ultima impressione della casa in cui sono cresciuta, io che mi nutro di ricordi, è stato il cattivo odore che proveniva dal frigorifero, lo spiacevole ritorno d’eco nelle enormi stanze vuote. Avrei potuto approfittare della temporanea impossibilità d’accesso alla rete – un fastidioso dipendente Telecom oggi ha già telefonato tre volte per ricordarci l’appuntamento di domattina – per disintossicarmi dai social network e godermi il piacevole e attesissimo indolenzimento muscolare da trasporto mobili, dopo mesi e mesi passati piegata su una ricerca in odore d’amore per il cinema e in sapore di niente che ha accresciuto notevolmente il mio peso corporeo più che la mia atrofizzata massa grigia. Mi verso un altro bicchiere, poi mi accingo alla pratica zen di rimetterlo, cucchiaio dopo cucchiaio, nella damigiana, perché mi rendo conto di aver sopravvalutato le mie scarse capacità di bevitrice. Il vino ha il colore dello sciroppo per la tosse che mi dava mio padre, medico, da bambina. La tesi ha prosciugato ogni mia insana avidità di scrittura. Mi sono laureata. Ho tenuto la mia prima lezione universitaria, mi sono immedesimata in un ruolo che il mio paese – e comunque le mie capacità e il mio grado di preparazione – non sapranno mai garantirmi, ma che ho potuto assaggiare (questo, sì, è vino buono) grazie a Loretta, che ho il privilegio di chiamare per nome. Sarà quel che sarà, le coincidenze fortunate della mia vita superano già la mia immaginazione. Ho scoperto che la mia generosità e la mia timidezza, nonostante l’ingratitudine e le notti in bianco, non sono necessariamente un difetto. Sono stata al Far East Film Festival e dal lontano oriente ho riportato con me Nakagawa (e Simone). Fra horror tailandesi, film sociali hongkonghesi, serie giapponesi sui gatti fantasma, ho scoperto che il cinema è una buona droga e che, a prescindere dai miei cinque anni di DAMS, sono una potenziale cinefila. Considerati i cinque anni di DAMS, invece, sono irrimediabilmente baziniana.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il fantastico al cinema è consentito solo dal realismo irresistibile dell’immagine fotografica. È essa ad imporci la presenza dell’inverosimile, a introdurlo nell’universo delle cose visibili.&lt;/span&gt; (rinvenuta nello Schrader, mentre preparo gli esami di analisi di film, stavolta dall’altra parte della barricata). Mi sposo. Ve lo dico senza neanche andare a capo. Visto che, nonostante le richieste, non sarà nel modo più assoluto un matrimonio tradizionale, considerate questa come la vostra partecipazione. Sarà una festa agricola in un luogo in cui conservo almeno un buon quartino di cuore: siete liberi il pomeriggio del 19 giugno? Sarà festa grande a casa Guatelli: protagonisti arcangeli e zingare, nel cast artisti, cinefili, antropologi, professori, bibliofili, salami del Gruppo d’Acquisto Solidale, ipocondriaci, musicisti folli, gatti, comunisti. È inutile, ci ho persino provato, ma non so pensarmi senza di lui; che sia questione di trascendenza o d’immanenza poco importa.&lt;br /&gt;E ora, scusate, ho un gatto nero da coccolare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-2962662166556594179?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/2962662166556594179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=2962662166556594179' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/2962662166556594179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/2962662166556594179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2010/05/fra-bicchieri-di-rosso-e-altre-amenita.html' title='Fra bicchieri di rosso e altre amenità'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-2923858564435466067</id><published>2010-02-08T16:42:00.003+01:00</published><updated>2010-02-08T17:20:50.369+01:00</updated><title type='text'>Le persone che amo.</title><content type='html'>Ecco cosa significa essere orgogliosi dei propri amici. Di chi, dopo tanti anni di lontananza, senti ancora vicino giorno per giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.diariopanorama.com/diario/noticias/2009/10/16/a-49105.html#comentarios"&gt;Daniele a Santiago del Estero&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-2923858564435466067?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/2923858564435466067/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=2923858564435466067' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/2923858564435466067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/2923858564435466067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2010/02/le-persone-che-amo.html' title='Le persone che amo.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-5982188181399221140</id><published>2010-02-01T16:19:00.015+01:00</published><updated>2010-02-02T11:49:20.433+01:00</updated><title type='text'>Le parole, d'inverno, sono nuvole (un post ridicolo e un fatto serio).</title><content type='html'>Non so, fuori c'è la neve. &lt;br /&gt;Mi hanno detto che siamo almeno dieci gradi sotto. Il padre di quel tale ricordava che in Siberia gelava la saliva così, se sputavi per terra, producevi un rumore quasi metallico. &lt;br /&gt;Ghiaccio contro ghiaccio (Tlin!). &lt;br /&gt;D'inverno le parole le vedi uscire dalla bocca e rimanere a galleggiare attaccate alle labbra. Le parole, d'inverno, sono nuvole.&lt;br /&gt;Cento paia di occhi mi scrutavano da alti banchi di legno scuro. &lt;br /&gt;Temevo un vuoto di memoria. &lt;br /&gt;Tastavo gli appunti con le dita, un solco mentale entro cui far scorrere un filo di pensiero.&lt;br /&gt;(Pitagora - Ippocrate. Pitagora...Ippocrate. Pitagora, Ippocrate)&lt;br /&gt;L'aula, però, era calda. &lt;br /&gt;La nuvoletta si è dissolta. &lt;br /&gt;Poi, mi hanno detto, la voce si è incrinata. Dico "mi hanno detto" perché io non la sentivo, la voce; non ci sono mai stata, io, in Siberia. &lt;br /&gt;Ma c'era lei che mi guardava. E, da casa, mi guardavano un po' tutti.&lt;br /&gt;Avete presente le fiabe russe? Non si ha mai il vero senso della distanza.&lt;br /&gt;Allora ho preso la rincorsa e mi sono buttata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Mi hanno detto che era come se l'avessi sempre fatto. Mi hanno detto che dovevo essere marchigiana e che ci tenevano ad assicurare alla mia maestra che l'allieva è degna di lei. Questo, naturalmente, è impossibile. Ma occhi hanno ricambiato con attenzione la mia passione. Mi hanno ringraziata. E, a forza di allenare il cuore a saltare ostacoli, la pista si è un po' spianata. Ora, davvero, non m'importa che orizzonte ci sia alla fine della strada. Chiedo solo a voi, e alle mie scarpette rosse, di accompagnarmi ancora a casa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ho solo rotto il ghiaccio)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-5982188181399221140?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/5982188181399221140/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=5982188181399221140' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5982188181399221140'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5982188181399221140'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2010/02/le-parole-dinverno-sono-nuvole.html' title='Le parole, d&apos;inverno, sono nuvole (un post ridicolo e un fatto serio).'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-9119716130698238065</id><published>2009-11-30T15:30:00.004+01:00</published><updated>2009-11-30T15:44:51.619+01:00</updated><title type='text'>Ticchettii</title><content type='html'>Qualcosa troverò pure da scrivere. Non mi va che muoia. La giornata, poi, è di quelle che sembrano fatte apposta per accendere una tenue e giallastra luce da scrivania e ticchettarci sotto parole sconnesse, mentre fuori ticchetta la pioggia e la coppia di colombelle della piazza si stringe e si bagna. Lui dorme nell'altra stanza e io mi devo laureare. Quando si sveglierà mi dirà di smetterla col libro di Sartre e poi sorriderà per i testi di psicologia buttati sulla sedia a dondolo per evitare che la micia vi si vada a coricare con le zampette umide. Allora guarderò per l'ennesima volta l'orologio e maledirò il tempo che non è mai abbastanza. Non è abbastanza per laurearsi e neanche per stare insieme.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-9119716130698238065?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/9119716130698238065/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=9119716130698238065' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/9119716130698238065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/9119716130698238065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2009/11/ticchettii.html' title='Ticchettii'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-6801843479257081269</id><published>2009-10-07T11:06:00.004+02:00</published><updated>2009-10-07T11:18:44.452+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.blurb.com/my/book/detail/878651"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 267px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SsxaP2CeTcI/AAAAAAAAF3I/-ZhZ1bHR5Ng/s320/878651-de68c5c482e457b8ba7fb8881c7acc25.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389782082306067906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Giusto un gioco per permettermi di raccogliere qualche scritto e qualche scatto di questi anni di blog, che non vadano persi perché sono comunque Vita. A cliccare sulla foto si raggiunge il prewiew e, con un po' di fatica, a selezionare l'opzione "full screen" si riesce persino a leggere. Giusto una distrazione fra interminabili sedute di preparazione della tesi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-6801843479257081269?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/6801843479257081269/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=6801843479257081269' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6801843479257081269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6801843479257081269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2009/10/blog-post_07.html' title=''/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SsxaP2CeTcI/AAAAAAAAF3I/-ZhZ1bHR5Ng/s72-c/878651-de68c5c482e457b8ba7fb8881c7acc25.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-2530561734107764428</id><published>2009-09-16T17:42:00.012+02:00</published><updated>2009-09-16T19:05:07.163+02:00</updated><title type='text'>Nuoro, Etnu 2009. Appunti a modo mio.</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Come fosse un diario estemporaneo, dal quadernino a righe che ci ha regalato il Museo deleddiano di Nuoro, che il tempo per scrivere era poco e la voglia di vivere tanta. Svolazzi spontanei senza pretese, così come mi frullavano in mente per quel che sono riuscita ad acchiappare prima che il ricordo stingesse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;9 settembre 2009. Viaggio aereo Milano Linate - Olbia (il mio primo volo) Il naso spremuto sul finestrino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La natura rifiuta i principi geometrici che appartengono, invece, all'edificare umano. Milano come un mosaico e l'anarchica costa sarda: specchio geografico di culture.&lt;br /&gt;Nuvole come colossali macigni e strade e ponti della levità di un capello. Gli infiniti strati e i giochi di proiezione dell'ombra che appare come traslata, non rispetta il nostro asse. Abituati a considerarci il centro del mondo in volo siamo traditi.&lt;br /&gt;Paesaggi massicci e in realtà inconsistenti, che al calore del sole oppongono bianchi glaciali. Nuvole che paiono poggiare sull'aria come la terra incrosta, simile a muffa secca, le acque del mare.&lt;br /&gt;C'è un cielo d'orizzonte umano anche al di sopra delle nuvole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;10 settembre 2009: Primo incontro con Nuoro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Appena fuori da S.Maria della neve mi chiedo se qui la neve sia talmente improbabile da farne voti ai santi. Siedo immersa in un silenzio irreale, gioco a perdermi fra le vie di un anomalo centro storico. Due zingare percorrono il parco e uno stuolo di anziane ingobbite dal lavoro e dalla vecchiaia tirano a lucido il marmo e spolverano l'altare gridandosi accuse e improperi in un dialetto impenetrabile.&lt;br /&gt;(allestiamo lo stand, arrivano gli amici, comincio a sentirmi a casa)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;12 settembre 2009. Laboratorio "Dalla missione alla gestione del museo" a cura di Mario Turci (appunti)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Concetto di RESTITUZIONE.&lt;br /&gt;Contrasto fra celebrazione e valorizzazione.&lt;br /&gt;Efficacia come un insieme di forma e politica.&lt;br /&gt;Gestione più missione.&lt;br /&gt;La conservazione non è sufficiente: progetto sociale, efficacia e utilità pubblica.&lt;br /&gt;Missione (azione) - politica (progetto) --&gt; gestione&lt;br /&gt;La missione deve sempre comprendere un atto di negoziazione col territorio.&lt;br /&gt;Errata concezione di determinismo della forma --&gt; la forma non determina la politica --&gt; obsolescenza --&gt; necrosi (Se la forma non è sostenuta da un contenuto congruo alla missione).&lt;br /&gt;Per evitare la solitudine, l'autoreferenzialità al centro non porre l'oggetto, ma il visitatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'emozione di veder riconosciuto un lavoro di ricerca video su biografie femminili sul tema del rapporto fra cottura e cultura a cui tengo più di me stessa. Osservare le mie donne prendere voce, raccontare la fame, la gola, il dolore, la vita intera svoltasi nell'ambiente della cucina con una semplicità e una forza inimitabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La morra sarda, la poesia campidanese, il cibo, l'accoglienza.&lt;br /&gt;La tanta gente che passa e si emoziona a vedere la foto del Guatelli. Sente voglia di condividerne il racconto. L'inenarrabile valore. La promessa di una visita e un incontro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;13 settembre 2009. La mostra su De Andrè.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Criticare il concetto di maggioranza già nella stessa etimologia della parola: maiore: chi era titolare di privilegi ed esercitava l'autorità. Disvalore del disprezzo, dell'intolleranza.&lt;br /&gt;Brividi e pelle d'oca condivisi. La stupenda installazione di studio azzurro. Il rapporto fra Liguria e Sardegna, fra la sua anima di poeta borghese e cantore del popolo. Seduti fra la polvere della moquette all'interno dei suoi sguardi. Stupire per il modo in cui spinge fuori il canto, quasi in ritardo, quasi a cercarlo in estreme profondità e all'ultimo aver bisogno di conservarlo, difenderlo, ritirarlo, respirarlo.&lt;br /&gt;"Il trionfo della speranza sull'esperienza."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il concerto di Piero Marras, la notte in bianco a desiderare di viverne ancora.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;A teatro un connubio di stratificazione musicale popolare e cultura alta, contaminazioni ritmiche e linguistiche, incontro di rabbia e dolcezza, disperazione e speranza, anarchismo e regolamentazione, utopia. A infilarsi fra le note concretezza di sogni sognati, dolori e passioni travolgenti com'è travolgente la cultura sarda che si presenta così orgogliosa e radicata seppure così disponibile e aperta.&lt;br /&gt;Qualche volta capita di desiderare d'abitare in un altro mondo per poi rendersi conto che si trova appena dietro l'angolo, giusto dove finiva il nostro sguardo corrotto, tramortito, imbalsamato.&lt;br /&gt;La musica non smette di stupirmi di stupore profano. Le vedo le ali del musicista che si estendono a raccogliere il palco, a solleticare di piume i nasi della platea, a raggiungere il confine del suono ben oltre i confini fortificati dell'anima. La sento penetrare nei respiri e restare come memoria, l'unica possibile isola di senso.&lt;br /&gt;Sento che il linguaggio del musicista è solitario, ma meno faticoso, meno ruvido o accidentato. Un liquido caldo, un liquido denso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è già ora di tornare, di salutare tristemente gli amici, di riempirsi di nuovo il cuore di speranze e progetti, quel tanto che basta per garantirsi ancora un po' di tempo da Vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://www.etnu.it/"&gt;http://www.etnu.it/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-2530561734107764428?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/2530561734107764428/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=2530561734107764428' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/2530561734107764428'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/2530561734107764428'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2009/09/nuoro-etnu-2009-appunti-modo-mio.html' title='Nuoro, Etnu 2009. Appunti a modo mio.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-8490453451188344840</id><published>2009-08-23T12:02:00.007+02:00</published><updated>2009-08-24T13:17:28.140+02:00</updated><title type='text'>Tudo isto é fado</title><content type='html'>La luce imita o accarezza le curve della mandola stasera? Assaggio la tua lingua e vi scopro un ricordo di liquore fatto in casa. Erano mele cotogne, erano noci, erano prugnoli.&lt;br /&gt;Si leva un canto di donna fra le farfalle notturne. Le unghie stringono sul cuore, perle e tacco su sillabe e note: dolcissima veglia. Il chitarrista le pizzica la trachea, consuma, col tatto, sacrificio di corde vocali. Ne esce un canto umido, uterino, dolore di parto. Urlo e sussurro. Trasparenza su fianchi, nero pizzo dei seni e fado. Fiore appassito, frutto violato. &lt;br /&gt;Ti manifesti con un bacio lieve sull'orecchio eccitato da altre frequenze e soffi sul timpano: si accendono brividi in chiaro e scuro, ruvidità su una pelle ombreggiata di peluria. Contrasto: crepuscolo e bassa marea. &lt;br /&gt;Poi il bambino schiaccia la farfalla e spezza il ramo. Ora, l'istante stesso in cui si spegne la voce.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-8490453451188344840?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/8490453451188344840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=8490453451188344840' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/8490453451188344840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/8490453451188344840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2009/08/tudo-isto-e-fado.html' title='Tudo isto é fado'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-1436744717691721266</id><published>2009-07-21T14:14:00.017+02:00</published><updated>2009-07-21T17:07:33.944+02:00</updated><title type='text'>Venezia di bianco e di nero</title><content type='html'>Non ti scrivo tanto di Venezia, quanto della sua consapevolezza. &lt;br /&gt;Sono sdraiata fra porose lenzuola di bianco fragoroso, intorno a me pareti di un azzurro vivido, appena oltre la finestra e gli scuri socchiusi da cui filtrano fascine di raggi di sole s'intravedono calli dai nomi improbabili, storie scolpite nella lingua e nelle impietose pieghe. Desidero smarrirmi per goderne il racconto.&lt;br /&gt;Riposo al fresco di paesaggi di tendaggi e biancheria, di tanto in tanto mi bagno gli occhi coi pensieri liquidi conservati nel bicchiere posto sul mio comodino. Pungono e bruciano, poi vanno a schiarire il rosso nerastro delle mie palpebre abbassate. Lacrime alogenuro d'argento su membrane acetato di cellulosa che la luce decompone in regioni d'argento metallico.&lt;br /&gt;A Venezia il mare odora d'oriente, crea forme alle finestre, incrosta di sale gli occhi già corrosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SmW-75usUzI/AAAAAAAAF2Y/kmcUqoKuB1I/s1600-h/IMG_7628.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 134px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SmW-75usUzI/AAAAAAAAF2Y/kmcUqoKuB1I/s200/IMG_7628.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360900867772666674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Riposano con me, all'ombra di possenti rampicanti, tavolini in ferro battuto ricoperti da spesse tovaglie in canapa sbiancate con la cenere, recuperate da vecchi bauli in cui conservare doti d'altri tempi. &lt;br /&gt;E un gatto. &lt;br /&gt;Un gatto che fa capolino fra piante e gambe. Il suo manto grigio incupisce le ceramiche vuote di latte e caffè. &lt;br /&gt;D'improvviso è notte. &lt;br /&gt;Funeree gondole scivolano su neri sospiri, tagliano le tenebre dei canali oscuri con piccole lame d'argento. Finissimo argento nella notte dei tuoi capelli che cominciano ad imbiancare al sorgere dei tuoi cinquant'anni. &lt;br /&gt;Venezia è una città scolpita in una luce di due secoli fa. Tremolano proiezioni di mura illuminate dalle candele o dalle lampade a gas. &lt;br /&gt;È vero, di Venezia non so scriverti, ne mancano gli odori delle radici (gli odori nelle narici) seppure (neppure) in sovrapposizioni temporali su fogli traslucidi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Più tardi, o magari fra qualche giorno, proverò a raccontarti della biennale. Se appena mi riuscirà lo farò sempre su questo stesso foglio. Tu dormi, oppure aspettami.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-1436744717691721266?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/1436744717691721266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=1436744717691721266' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1436744717691721266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1436744717691721266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2009/07/venezia-di-bianco-e-di-nero.html' title='Venezia di bianco e di nero'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SmW-75usUzI/AAAAAAAAF2Y/kmcUqoKuB1I/s72-c/IMG_7628.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-7427399898157718414</id><published>2009-06-22T20:27:00.014+02:00</published><updated>2009-06-23T14:04:24.259+02:00</updated><title type='text'>Il giorno in cui ho incontrato l'uomo dai quattromila lucchetti.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SkCgcKtUJlI/AAAAAAAAEoo/_6-V34qwrLE/s1600-h/IMG_6815.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 181px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SkCgcKtUJlI/AAAAAAAAEoo/_6-V34qwrLE/s400/IMG_6815.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350452763087349330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Approfitto di una pozza di solitudine per ritagliare uno scampolo di piacere oltre il ferreo dovere di questi giorni e raccontarvi la giornata di ieri prima che ne sbiadiscano i dettagli, seppure la sostanza mi accompagnerà per tutto il mio tempo.&lt;br /&gt;Un giorno ho deciso che avrei voluto imparare a dare forma alle sensazioni, plasmare i pensieri in strutture di parole. Ho cominciato a fissare idee estemporanee, combinarle, imparare giochi di vocaboli, scommettere su uno stile modesto, che non andasse a intaccare l'emozione, la storia pura. Ne sono nati racconti, aforismi, scarabocchi, un abbozzo di romanzo lasciato al culmine del suo sviluppo per troppo dolore, per paura di voltare pagina. Trasmutavo - stegoneria narrativa - visi e sensazioni vissute da me o da altri in storie, insaporendo la realtà con incastri fra reale e reale immaginato.&lt;br /&gt;Ieri ho avuto invece la consapevolezza di incontrare una storia viva, fatta di carne, tempo dilatato e respiro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cedogno è un paesino in sasso. Vi si arriva tramite una stradina sterrata che penetra nel borgo fra stretti muri ed ebeti tremanti anziani cani, apparentemente confusi al passaggio di un'automobile, raro mostro d'acciaio e meccanica a contaminare un paradiso naturale a guardia del quale sta il Monte Fuso. Delizia di paesaggio d'appennino.&lt;br /&gt;La casa dell'uomo dai quattromila lucchetti domina il torrente, lungo la stradina che porta a valle verso un ponticello ed un mulino.&lt;br /&gt;Ubriachi di ciliegie sotto spirito assaporate in una deliziosa trattoria da quattro tavoli [trattoria Tarasconi a Paderna di Neviano degli Arduini] vi siamo arrivati nel tardo pomeriggio dopo esserci gustati oggetto per oggetto - e artigianali piccoli spaventapasseri costruiti da un piccolo e disordinatissimo gruppo di bambini - un minuscolo museo etnografico, un piccolo sogno, un piccolo scrigno di memoria, questo a Bazzano [Museo Uomo Ambiente]. Lì abbiamo conosciuto un'altra temporalità resa possibile dal lavoro su un vecchio telaio, fra i suoni ritmati del legno, tatto di canapa e lino e vecchi canti popolari.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SkCf5jhti5I/AAAAAAAAEoY/ckkkx5TONUg/s1600-h/IMG_6784.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 134px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SkCf5jhti5I/AAAAAAAAEoY/ckkkx5TONUg/s200/IMG_6784.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350452168454146962" /&gt;&lt;/a&gt;Vittorio galleggiava sprofondato su una poltrona fra bacheche in vetro che esponevano un selezionatissimo e allo stesso tempo numeroso gruppo di oggetti. Ci scrutava dubbioso e diffidente, esaminava il nostro interesse per cercare di capire quanto valesse la pena dare di un tesoro raccolto, fra sacrifico e piacere, in una vita intera. Ci sfidava, volendo dimostrare che il suo Museo potesse essere all'altezza delle più belle collezioni. Tibet, Marocco, pezzi di età romana, lucchetti da sei chiavi, segreti dei templari. Il mondo intero a partire da un lucchetto ricevuto in prestito e smarrito in guerra, sepolto sotto un cumulo di macerie e mai più ritrovato, la cui combinazione a lettere riportava il nome esotico di una donna "Juana" che come una chiave chissà a quale serratura di cuore era stata legata. Poi qualcosa è scattato fra un incrocio di sguardi e Vittorio ha cominciato ad estrarre ferrosi e arrugginiti grossi lucchetti da scatoloni e buste di plastica, questi finalmente da toccare, oltre i grandi vetri dell'esposizione. Per noi ha svelato l'enigma di complicati meccanismi che per la sua sapienza non hanno mistero. Ha combinato chiavi e serrature, raccontato storie lontane nei luoghi e nel tempo, srotolato la sua vita, condiviso - regalo infinito - la sua meravigliosa passione. Vittorio ha fatto ancora di più. Ci ha mostrato l'oggetto più bello del mondo, qualcosa che non avremmo mai più rivisto nella vita (un porta monete da tram) e poi ci ha rivelato la sua cantina (lavatrici a mano, seminatrici adoperate dalle sue mani poderose e gentili come fossero violini, piccoli mulini casalinghi),&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SkCgRbLN-1I/AAAAAAAAEog/o-qQN4uMLzE/s1600-h/IMG_6832.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 134px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SkCgRbLN-1I/AAAAAAAAEog/o-qQN4uMLzE/s200/IMG_6832.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350452578529180498" /&gt;&lt;/a&gt;fino a portarci a conoscere Tito, il suo migliore amico, un grassoccio cane nero dolcissimo e ad assaporare un caffè a casa sua. Si è lasciato fotografare abbracciato a sua moglie che ha pazientemente sopportato per tutti i loro anni la sua strabordante passione, vedendone irrimediabilmente contaminata la casa, mentre sua nuora metteva la caffettiera sul fuoco. E nell'attesa ci ha rivelato altre decine di meraviglie nella sua sala strapiena di cose, facendone parlare una ad una e poi riponendole in una precisa geografia di oggetti, materializzazione palpabile della memoria. &lt;br /&gt;Sorrideva Vittorio. E noi sorridevamo, riconoscenti, con lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://www.museodeilucchetti.eu/homepage.html"&gt;Museo storico del lucchetti&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://www.museouomo-ambiente.it/"&gt;Museo Uomo Ambiente&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-7427399898157718414?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/7427399898157718414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=7427399898157718414' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/7427399898157718414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/7427399898157718414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2009/06/il-giorno-in-cui-ho-incontrato-luomo.html' title='Il giorno in cui ho incontrato l&apos;uomo dai quattromila lucchetti.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SkCgcKtUJlI/AAAAAAAAEoo/_6-V34qwrLE/s72-c/IMG_6815.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-3182047587793287132</id><published>2009-05-20T11:34:00.008+02:00</published><updated>2009-05-20T14:57:00.650+02:00</updated><title type='text'>Stralci di vita. E quando la politica la fanno le persone e per giunta appassionate.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/ShPzhshHppI/AAAAAAAAEcs/-5fHGBqD72Q/s1600-h/IMG_5347.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 210px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/ShPzhshHppI/AAAAAAAAEcs/-5fHGBqD72Q/s400/IMG_5347.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337877743575475858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Vediamo se sono ancora capace di sporcare questo silenzio bianco con briciole nere di punteggiatura da pensieri smozzicati rammendati col fil di ferro su un tarlato pezzo di memoria. Di notte sogno talmente tanto e faccio sogni così complicati da svegliarmi stanca. Così ho imposto al mio alter ego il silenzio, ma lui mi ha spiegato che anche un uomo solo con se stesso vive nel frastuono dei suoi organi interni. Il mio tempo libero galleggia cadavere sulla superficie oleosa di un periodo denso.&lt;br /&gt;Però fra gli impegni ho nascosto l'intera Padova coi suoi mercatini e le sue botteghe d'altri tempi: salumieri faccia piena, anguille nelle vasche di sbeccate mattonelle di coccio a far da vetrina alle pescherie, oggetti intrisi di passato a strizzarne racconti al solo vederli, i matti sotto al palazzo della ragione, dopo Giotto il battistero del Duomo da lasciarci storditi e le madonnine medievali ad allattare grassocci bambinelli fra le vene del legno e la lotta di sopravvivenza del colore.&lt;br /&gt;Dei miei tre giorni in oriente - Udine al Far East Film - ho portato indietro un senso di stordimento e piacere. Uscita dalle quattro ore di proiezione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Love Exposure&lt;/span&gt; di Sono Sion (l'unica descrizione possibile sarebbe stata la mia e le altre facce), la sensazione era quella di aver aperto una breccia su una cultura dagli enormi contrasti, in cui si può passare dalla gioia alla tristezza, come dal trash al sublime con una facilità disarmante, inspiegabile nonché completamente affascinante e densa di significati umani al punto che l'unico confronto possibile resta la migliore letteratura russa ottocentesca. La città invasa da una marea di forzati volontari delle 16 ore giornaliere di cinema, al punto da farmi sentire quasi normale nelle mie escursioni cittadine, fra osterie semibuie visto che gli occhi faticavano a ritrovare il giusto rapporto diaframma/tempi di fronte alla luce del sole e ad espandere il loro campo visivo oltre i quattro lati del quadro. E cerco di esservi utile segnalandovi anche &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The equation of love and death&lt;/span&gt; di Cao Baoping.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma aspettate un minuto che metto su l'acqua della pasta, che tanto il ragù l'ho preparato ieri.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;All'inaugurazione di una mostra fotografica, dopo aver cercato di esporre tre decenni di cinema in meno tempo possibile e averne comunque subito l'impazienza dei giornalisti mi sono chiesta perché la (mia) timidezza debba necessariamente essere un difetto così atroce in questa epoca standardizzata e perfetta. E l'ho pure caricata d'affetto citando Pasolini che racconta il suo primo incontro con Fellini che gli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;raccontava, trascinandomi in quella campagna perduta in un miele di suprema dolcezza stagionale, la trama delle Notti. Io, gattino peruviano accanto al gattone siamese, ascoltavo con in tasca Auerbach.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Poi da brava mamma gatta curo la mia palla di pelo nero che si è presa un brutto acciacco stagionale, nell'utopia di mostrarvi il cuore dell'essere donna attacco l'uno all'altro corpi digitali, organizzo filmografie in improbabili nomi danesi, cerco di concludere - e magari chissà di ricominciare - anche l'università seppure, e nonostante la mia impreparazione cinematografica, continuo a comprare libri d'antropologia&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;(che se ritenuti buoni saranno prontamente inseriti e commentati in &lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://www.anobii.com/people/guccia/"&gt;aNobii&lt;/a&gt;).&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/ShP7TiF6KCI/AAAAAAAAEc0/7oXgRYrzFXM/s1600-h/Unknown-1.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 224px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/ShP7TiF6KCI/AAAAAAAAEc0/7oXgRYrzFXM/s320/Unknown-1.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337886296351844386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;E adesso la conclusione col botto: la mamma (Franca Bassani o la Franca di &lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://franca-bassani.blogspot.com/"&gt;Francamente&lt;/a&gt;), finalmente, si candida a sindaco. Dopo 16 anni di amministrazione comunale in cui ha ricoperto svariate cariche, ha acquisito una competenza notevole e si è fatta praticamente da sola l'opposizione avendoci messo tempo e cuore come nessuno (chi la conosce come anche i tanti che telefonavano a casa perché sapevano di trovare l'unica persona in grado di portare le loro proposte o di dare una risposta utile sa che non parlo con le parole di sua figlia), penso che sia davvero una candidatura forte, giusta. &lt;/span&gt;&lt;span&gt;A lei, oltre a nomi di indispensabile valore, si è unita una lista fresca, giovane&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;così che, oltre alla necessaria competenza, si è sviluppato un clima di gioiosa partecipazione. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Alle riunioni, che io ho solo sfiorato, si vive un entusiasmo contagioso, si sta bene insieme.&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;Si è inoltre convinti di portare avanti idee condivise da tutti che davvero hanno in potenza la forza di migliorare il paese, assolutamente al di fuori da interessi di parte. Molti di voi amici che passate a trovarmi in mezzo a questa confusione di tic da tastiera siete lontani per sostenerla, ma se volete riconoscere amicizia ad una lista di sinistra vera o conoscere il programma ci trovate sui blog, su &lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=96208342493&amp;amp;ref=mf"&gt;facebook&lt;/a&gt;, per e-mail. E per chi fosse fisicamente vicino ad Agugliano (AN) vi segnalo l'iniziativa organizzata dalla nostra lista (A sinistra per Agugliano) con Fulvio Grimaldi, il 22 maggio alle 21,00 nei locali della sala polivalente del Socopad. Per il 29 maggio, invece, dopo il successo della prima, si sta organizzando la seconda cena di autofinanziamento. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S.: se qui latito mi potete sempre spiare attraverso finestre aperte a soffietto: twitter e facebook.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-3182047587793287132?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/3182047587793287132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=3182047587793287132' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/3182047587793287132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/3182047587793287132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2009/05/stralci-di-vita-e-quando-la-politica-la.html' title='Stralci di vita. E quando la politica la fanno le persone e per giunta appassionate.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/ShPzhshHppI/AAAAAAAAEcs/-5fHGBqD72Q/s72-c/IMG_5347.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-2227028815624452083</id><published>2009-04-09T14:40:00.010+02:00</published><updated>2009-04-14T15:01:58.544+02:00</updated><title type='text'>Il coraggio e la solidarietà in Abruzzo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SeBlBABH3tI/AAAAAAAAEMU/PosBAG0wGFQ/s1600-h/n63321689606_7589.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SeBlBABH3tI/AAAAAAAAEMU/PosBAG0wGFQ/s200/n63321689606_7589.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323365827410910930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Questo blog non chiude, i muri non fanno parte della mia filosofia, ritroverà tempo e parole.&lt;br /&gt;Oggi si fa spazio per un urlo:&lt;br /&gt;vi comunico un riferimento sicuro per le donazioni per il terremoto. Rifondazione ha già improntato campi e tramite le brigate di solidarietà attiva e le sedi abruzzesi è sul territorio. Per le donazioni via internet da &lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://www.rifondazioneabruzzo.org/"&gt;qui&lt;/a&gt;, se volete, potete dare in sicurezza il vostro contributo (e trovare altri link e informazioni).&lt;br /&gt;E poi voglio segnalare il blog di una nostra vecchia amica blogger: &lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://miskappa.blogspot.com/"&gt;Anna&lt;/a&gt; dove trovate altri riferimenti per gli aiuti sicuri e dove, soprattutto, grazie al suo coraggio e nonostante le perdite subite, sta cercando di fare vera informazione oltre il muro di omertà politica e giornalistica. &lt;a href="http://ineziessenziali.blogspot.com/2009/04/anna_6752.html"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (da Marina) trovate le coordinate bancarie per aiutarla a ricevere un portatile dotato di connessione internet, la catena solidale del mondo dei blog si è messa in movimento.&lt;br /&gt;Non smetteremo di parlarne finché anche l'ultimo abruzzese non avrà una sistemazione dignitosa e la certezza di tornare il più presto possibile ad avere un vero tetto per la sua famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Update:&lt;/span&gt; Rifondazione ha approntato due campi accoglienza a San Biagio e Camarda con servizi di cucina, asilo sociale, assistenza psicotraumatologica, lavanderia sociale.&lt;br /&gt;Per il contributo economico:&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Conto Corrente Bancario&lt;br /&gt;RIFONDAZIONE PER L'ABRUZZO&lt;br /&gt;IBAN: IT32J0312703201CC0340001497 (dall'estero aggiungere cod. Swift: BAECIT2B)&lt;br /&gt;Per disponibilità varie tutti i recapiti sul&lt;b&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://home.rifondazione.it/xisttest/"&gt;sito di Rifondazione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Update 2:&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; Anna ha ricevuto il portatile!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-2227028815624452083?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/2227028815624452083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=2227028815624452083' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/2227028815624452083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/2227028815624452083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2009/04/il-coraggio-e-la-solidarieta-in-abruzzo.html' title='Il coraggio e la solidarietà in Abruzzo'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SeBlBABH3tI/AAAAAAAAEMU/PosBAG0wGFQ/s72-c/n63321689606_7589.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-2632274162076347888</id><published>2009-01-31T19:01:00.004+01:00</published><updated>2009-01-31T19:21:54.694+01:00</updated><title type='text'>Il tempo del racconto</title><content type='html'>Dov'è finito il mio tempo del racconto?&lt;br /&gt;Fra un'inquadratura spiata in un cinema d'essay di Pordenone o nel sogno di condividere una passione fino a non dormirci la notte. Fra pagine di tesi, la mia, e pagine di tesi, quelle degli altri. Il senso di impreparazione culturale mi coglie più forte quando meno me l'aspetto e mi pietrifica l'intestino fino a bloccarmi, a tradimento, il respiro. Guardo la mia bella professoressa, dal viso d'attrice francese, l'ascolto ascoltarmi e poi sussurrarmi parole che rallentano i tempi della tensione. Mentre l'osservavo salire sul treno e sparire all'interno della carrozza, speravo intensamente solo di aver la possibilità di imparare ancora da lei. &lt;br /&gt;E l'alba della domenica, che prima era furia di libertà, si leva ogni settimana come il momento del riposo fisico e mentale. Vorrei venire a incontrarvi, riposarmi nelle nostre case virtuali, appoggiarmi su una vostra frase e veder sfilare i vostri testi fino alla fine senza l'ansia dei troppi appuntamenti.&lt;br /&gt;Intervisto anziane donne in questi giorni. Attraverso il sapere delle loro mani gesticolano storie talmente dense da annientarmi per vari giorni. Al montaggio di questi video mi si svela il senso stesso dell'essere donna, pazzia di fotogrammi mi fa credere che si possa salvare ancora qualcosa. &lt;br /&gt;A teatro sono morta con Elisabetta Pozzi per tutto il tempo di Max Gericke e il sorriso dell'attrice che recupera il suo corpo è stato anche la mia dolorosa resurrezione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-2632274162076347888?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/2632274162076347888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=2632274162076347888' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/2632274162076347888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/2632274162076347888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2009/01/il-tempo-del-racconto.html' title='Il tempo del racconto'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-7783386940072604980</id><published>2009-01-08T10:08:00.008+01:00</published><updated>2009-01-08T11:17:21.521+01:00</updated><title type='text'>Ai bambini palestinesi si ferma il cuore</title><content type='html'>Non si può restare indifferenti al massacro israeliano a Gaza di questi giorni. L'olocausto non può essere la scusa dietro cui nascondere il genocidio allora subito, oggi perpetrato. Si innalzano muri non solo in terra di Palestina, ma anche contro il buonsenso nascondendosi dietro un presunto antisemitismo, di facile risultato politico. I governi di Israele con i loro crimini di guerra sono i primi responsabili della stessa distruzione del movimento pacifista israeliano. Ma non voglio adesso parlare di simboli: di Sabra e Shatila, del piccolo Muhammad al-Dorra o magari di Rachel Corrie. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Mi vergogno della stampa italiana e di quel che resta di sinistra nel PD. Ho persino letto &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/medio-oriente-46/commento-sofri/commento-sofri.html"&gt;articoli&lt;/a&gt; in cui si dice che Israele sta facendo di tutto per limitare i danni alla popolazione civile. Per questo si bombardano gli ospedali? Si spara sui profughi che tentano di varcare la frontiera del loro stesso Stato e che il loro Stato non ha diritto di controllare? Si distruggono scuole dell'ONU? Si spara sui cortei pacifici di protesta? Si rinchiudono famiglie intere in una casa per poi bombardarla?&lt;br /&gt;Il nostro paese ha liquidato la verità storica, ha dimenticato che in questo conflitto c'è chi ha ragione e chi ha torto, confuso politicamente resistenza e terrorismo (messo alla pari razzi artigianali sparati per difesa e un esercito massiccio sostenuto dalla superpotenza americana), nascosto il genocidio. In questo modo non si arriverà mai alla pace. Volutamente non si è arrivati alla pace. Pace è sinonimo di verità e di giustizia.&lt;br /&gt;Nel 1948 Israele non esisteva. Ad oggi ai Palestinesi resta poco più della striscia di Gaza. Nel 1948 la Palestina non era un deserto, un cumulo di macerie. Guardando la cartina che descrive la perdita delle terre palestinesi non si può non pensare al genocidio, non si può non arrivare a credere che Israele si fermerà solo quando lo stato di Palestina non esisterà più (e di fatto ormai non esiste). Il rapporto, si diceva anni fa, è di uno a cinque. Per un israeliano ucciso cinque palestinesi cadono. Oggi, se si dovesse fare lo stesso macabro rapporto non ci sarebbe più proporzione. Su questo conta lo stato di Israele?&lt;br /&gt;Ci siamo fatti mangiare il cervello con lo scontro di civiltà e adesso i bambini, in Palestina o meglio in quel che rimane della Palestina, non solo muoiono sotto le bombe (75 solo negli ultimi giorni), ma muoiono d'infarto per il freddo e il terrore.&lt;br /&gt;Cosa resta da dire all'umanità quando il cuore di un bambino si ferma?&lt;br /&gt;Mettetevi una mano sulla nostra sporca coscienza di occidentali, sull'insulto degli accordi di Oslo e provate anche solo a farvi venire il dubbio, per un minuto, chiedendovi se c'è anche la più remota possibilità che l'informazione vi abbia corrotti. Provate nel minuto successivo a pensare a cosa fareste voi se foste palestinesi. Poi chiedete prima la verità e poi la pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SWXNXdBpjKI/AAAAAAAAD1Q/cYCwDw-Fe9A/s1600-h/6a00d834522bcd69e200e54f49d57f8834-640wi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SWXNXdBpjKI/AAAAAAAAD1Q/cYCwDw-Fe9A/s400/6a00d834522bcd69e200e54f49d57f8834-640wi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5288859140228746402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-7783386940072604980?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/7783386940072604980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=7783386940072604980' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/7783386940072604980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/7783386940072604980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2009/01/quando-ai-bambini-si-ferma-il-cuore.html' title='Ai bambini palestinesi si ferma il cuore'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SWXNXdBpjKI/AAAAAAAAD1Q/cYCwDw-Fe9A/s72-c/6a00d834522bcd69e200e54f49d57f8834-640wi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-8446272060534165233</id><published>2008-12-22T13:53:00.007+01:00</published><updated>2008-12-22T15:16:45.551+01:00</updated><title type='text'>Migrazioni</title><content type='html'>Mi capita da sette anni e mezzo di vivere la condizione dell'emigrante. Non sembri ridicolo il fatto che il mio spostamento sia stato appena di trecento chilometri e spiccioli. Anch'io, infatti, ho avuto i miei sacchi neri di plastica in cui infilare la falsa e ipocrita consolazione di oggetti familiari a far stringere il cuore a tradimento; ho conosciuto la fatica e il disagio del non capire una lingua, un dialetto che mi escludeva dai discorsi delle persone più anziane come dalle chiacchierate più familiari o concitate; mi sono sentita straniera in una terra che poco o niente assomigliava alla mia, ma a cui dovevo, almeno in parte e col tempo, cercare di assomigliare. C'è il rischio di perdersi, però, per una donna di collina e di mare a sforzarsi di assomigliare alla pianura. Così, il primo periodo, ho aggiunto un chilo al mese nel ricordo delle curve dei miei profili all'orizzonte, fino a superare il primo anno grazie ai dodici chili circa di ansia trasformata in zuccheri ed energia, grasso a proteggere dal freddo sconosciuto a chi ha sempre vissuto in un clima umano più mite.&lt;br /&gt;Poi, in certi angoli di questa grande casa che è il mondo e che per fortuna nessuno riesce ancora a pulire, perché scomodi e stretti - o forse perché non conviene, ingenuamente non si ritengono pericolosi da chi detiene il potere - ha cominciato a fermarsi una polvere particolare fatta soprattutto di cose vecchie che raccontano al nuovo e lo rendono vissuto, già stratificato. Fatta di quello che l'umano ha di universale, fatta di pazzia, utopia e poesia, fatta di incontro e racconto.&lt;br /&gt;Così si cedono paure e sconforto cedendo chili, fino a tornare al giusto peso dell'anima dove tutto quello che avanza non ha a che fare con lo sfogo, ma è stato solo puro piacere, peccato capitale, gusto di vivere. Ci si comincia a sentire a casa. L'altra casa. Quando si ritorna si può viaggiare in treno seduti verso il senso di marcia, e non più con le spalle alla strada.&lt;br /&gt;Oggi avrei voluto raccontare della Garfagnana, che ogni anno ci accoglie come se non fossimo solo di passaggio - in particolare di un luogo fra le alpi apuane e l'apppennino - di Lucca, bellissima più che mai tutta vestita a festa e dove Piazza Krasnaja - un mio vecchio racconto - è stato adottato una seconda volta fra musica e teatro e una nuova pubblicazione, ma il sentimento più forte era quello del mio nomadismo interiore. Per due meravigliose speranze, invece, per il racconto di quelle, ci può essere solo il bar e possibilmente un bar con la vetrina mezza appannata a guardare progetti di vita affrettati e infreddoliti procedere verso l'una o l'altra strada, all'incrocio.&lt;br /&gt;Ne approfitto, però, almeno stavolta, per ricambiare un gesto che mi ha commossa (non mi piacciono le catene, ma se c'è di mezzo l'affetto è diverso) e per farvi gli auguri. Natale mi mette ansia, la cosa migliore che mi sento di augurarvi è che questi giorni di festa vi vedano in cammino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SU-YnwIFmtI/AAAAAAAAD1I/NmuYr3BAN8Y/s1600-h/Dardos.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 138px; height: 175px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SU-YnwIFmtI/AAAAAAAAD1I/NmuYr3BAN8Y/s200/Dardos.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5282608696630024914" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho ricevuto da &lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://unpercento.blogspot.com/"&gt;ed&lt;/a&gt; attraverso i suoi due blog (l'altro è&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://www.imperiaparla.it/"&gt;imperia parla&lt;/a&gt;) questo premio dedicato ai blog che hanno dimostrato impegno nel trasmettere valori culturali, etici, letterari o personali. Commossa lo assegno a mia volta (parenti esclusi!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il regolamento del premio è questo:&lt;br /&gt;1. accettare e comunicare il regolamento visualizzando il logo del premio&lt;br /&gt;2. linkare i blog che ti hanno premiato&lt;br /&gt;3. premiare altri 15 blog meritevoli avvisandoli del premio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://apienavoce.blogspot.com/"&gt;A piena voce&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://quandovoglioscrivere.blogspot.com/"&gt;Alzata con pugno&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://attaccatiallaspina.blogspot.com/"&gt;Attaccati alla spina&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://babilonia61.com/"&gt;Babilonia61&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://calma.splinder.com/"&gt;CalMa&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://www.chitblog.net/"&gt;Chit&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://unpercento.blogspot.com/"&gt;ed&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://fruttidistagione.blogspot.com/"&gt;Frutti di stagione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://carlotzdovevai.blogspot.com/"&gt;Il più personale dei piaceri&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://ineziessenziali.blogspot.com/"&gt;Ineziessenziali&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://sapervedere.splinder.com/"&gt;Pensare in un'altra luce&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://oltreilponte.blogspot.com/"&gt;Che vuoi farci è la vita, è la vita, la mia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://thebookshow.blogspot.com/"&gt;The bookshow&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://www.tremaredamore.it/"&gt;Tipi d'aMare&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://zefirina.blogspot.com/"&gt;Zefirina&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perdonatemi se non dovessi avervi avvisato, ma sempre più la lettura dei blog per me è un piacere puro da godermi in momenti e stati d'animo particolari. Cosa che si vede forse dalla mia bassa frequenza di commenti lasciati, ma che vi garantisce un affetto vero e una lettura attenta e appassionata. Se vi leggo, seppure spesso silenziosamente, link o no, comunque vi apprezzo. Sono giochini, questi, che mettono sempre in difficoltà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-8446272060534165233?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/8446272060534165233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=8446272060534165233' title='21 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/8446272060534165233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/8446272060534165233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/12/migrazioni.html' title='Migrazioni'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SU-YnwIFmtI/AAAAAAAAD1I/NmuYr3BAN8Y/s72-c/Dardos.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-2113787376428615363</id><published>2008-12-10T14:42:00.008+01:00</published><updated>2008-12-10T20:31:36.560+01:00</updated><title type='text'>Sbiadite impressioni di maremma</title><content type='html'>Insieme ai gatti mendichiamo qualcosa da mangiare e un po' di caldo in un bar da pescatori, a Porto Ercole. Grosseto, coi suoi mercatini e i droghieri dalla faccia piena - cecina e castagnaccio - è già alle nostre spalle e il mare si è finalmente svelato. Fa freddo anche in maremma. &lt;br /&gt;Un uomo ha preso un polpo e gli toglie la vita sugli scogli, i pescatori sbrogliano le reti e s'ingraziano il mare: è l'ultimo giorno di festa. Il sole cala sul golfo, mentre il faro si accende e con la sua lampada accende la luna. Il viaggio è stato lungo a partire dal punto in cui la terra respira e nasce la nebbia, occhi interrotti dal muro bianco ora pattinano fra mille acrobazie lasciando segni come giochi d'aerei su un orizzonte invernale. &lt;br /&gt;Il paesaggio addomesticato esplode selvatico e irsuto, le parole e gli steccati lo sporcano di cultura. Massi ammucchiati ai margini dei campi ne rivelano la resistenza all'uomo, la dose maggiorata di fatica. Luoghi da ulivi e pecore, mani callose grasse di pecorino e olio, terra rossa, piccoli capezzoli caldi. Lascivo filtrare fra valli.&lt;br /&gt;Di notte i vicoli di Capalbio, uomini e cani frettolosi fra il vento gelido a rintanarsi in un locale di legna buona ad ardere nel camino, buon vino e Jazz. Sulle pareti fantasmi nudi di donne abbondanti a sfidare maliziose l'obiettivo. Pitigliano, Sorano, Sovana come note sulle spartito della terra, oltre il silenzio della campagna. Miracoli ricavati nel tufo rosa, case come rampicanti. Villani a sfrecciare su vecchi apetti colorati, trattorie da quattro tavoli e timida cortesia, fontane ingioiellate da mille riflessi.&lt;br /&gt;Il gusto aromatico di vecchi libri usati in edizioni non più in commercio fra botteghe artigianali, meraviglie di legno d'ulivo, giocattoli scomparsi anche dalla memoria...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table style="width:194px;"&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="center" style="height:194px;background:url(http://picasaweb.google.com/f/img/transparent_album_background.gif) no-repeat left"&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.it/gucciaguccia/ImmaginiDiBlogger#"&gt;&lt;img src="http://lh3.ggpht.com/_5g9AL9IaczU/SRqgUduQkJE/AAAAAAAAD0c/xoGMcfRI_Hw/s160-c/ImmaginiDiBlogger.jpg" width="160" height="160" style="margin:1px 0 0 4px;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align:center;font-family:arial,sans-serif;font-size:11px"&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.it/gucciaguccia/ImmaginiDiBlogger#" style="color:#4D4D4D;font-weight:bold;text-decoration:none;"&gt;Immagini di Blogger&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Chiudendo il racconto di due giornate che ci hanno fatto sentire ogni minuto di tempo come un regalo irripetibile, mi si permetta di esprimere il pensiero costante di questi giorni senza spiegare: all'infinita forza e generosità di Antonella, al dolore di Maria e Corina.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-2113787376428615363?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/2113787376428615363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=2113787376428615363' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/2113787376428615363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/2113787376428615363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/12/sbiadite-impressioni-di-maremma_10.html' title='Sbiadite impressioni di maremma'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/_5g9AL9IaczU/SRqgUduQkJE/AAAAAAAAD0c/xoGMcfRI_Hw/s72-c/ImmaginiDiBlogger.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-3644737149416525415</id><published>2008-11-30T11:13:00.006+01:00</published><updated>2008-11-30T14:21:23.117+01:00</updated><title type='text'>Notturno appena illuminato: prima prova da taccuino per disordinate impressioni.</title><content type='html'>Le luci del palco vestono la pelle; i movimenti del corpo non feriscono l'aria, ma i gesti si trasformano in parole - parole straniere che pretendono d'essere capite per comunanza - codificate dall'intera storia della cultura umana. &lt;br /&gt;Il tempo stuprato dalla società contemporanea, attraverso il mimo e la temporalità costruita del cinema, acquisisce consapevolezza e inizia a respirare nel traffico. &lt;br /&gt;D'improvviso è silenzio.&lt;br /&gt;Il passo strisciato sulle assi di legno.&lt;br /&gt;E poi, di nuovo, la voce umana. Una donna grida il suo tormento stratificato in secoli di canto. Col canto si avvicina l'aria alle labbra e beve, assetata.&lt;br /&gt;Scattano gambe e mani in una corsa sfrenata a schiacciare fra le mani un'idea come un insetto. Si scambiano millenni di scrittura per un tratto di matita.&lt;br /&gt;Esplode il gesto che libera il movimento, segno grafico di arti.&lt;br /&gt;Una donna può cullare il vento mentre il figlio è concime per la terra.&lt;br /&gt;Silenzio.&lt;br /&gt;Una preghiera striscia e cammina.&lt;br /&gt;Il solista danza sui tetti. La metropoli si sveglia.&lt;br /&gt;Alba gelida: consapevolezza della vita sulla pelle.&lt;br /&gt;Mangiarsi le cellule che rimangono fra i denti. Dipingere di luce e vernice rossa.&lt;br /&gt;Applausi!&lt;br /&gt;La guerra si toglie la maschera e fa un inchino.&lt;br /&gt;Respiro. Buio. Respiro.&lt;br /&gt;Dialogo fra silhouette di note, fra il vento e un crescendo di pensiero, fra ritmo e risacca, fra mani. &lt;br /&gt;L'uomo nasce nella frattura dell'istante perfetto: nel difetto.&lt;br /&gt;Un idiota. Un barcaiolo nuota nell'odore del tuo fiato.&lt;br /&gt;La risacca con dita di sasso suona la battigia.&lt;br /&gt;Luce nel mare, anche oggi non c'è tempesta.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;br /&gt;In bilico al confine del palco, al confine della realtà. In equilibrio precario sul misticismo del silenzio. Colonizzazione del buio. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-3644737149416525415?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/3644737149416525415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=3644737149416525415' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/3644737149416525415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/3644737149416525415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/11/notturno-appena-illuminato-impressioni.html' title='Notturno appena illuminato: prima prova da taccuino per disordinate impressioni.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-1095699961043862706</id><published>2008-11-25T17:51:00.003+01:00</published><updated>2008-11-25T18:41:31.158+01:00</updated><title type='text'>Atti di fede</title><content type='html'>Ragionavo su diversi tipi di atti di fede: &lt;br /&gt;quello di volare su un areo affidando la propria vita al pilota;&lt;br /&gt;quello di guardare un film - in particolare un documentario - confidando, per la fiducia insita nella vocazione ontologica di riproducibilità del reale del mezzo fotografico, che quel mondo sullo schermo sia effettivamente fedele a quello in cui viviamo (e qui entra in gioco la politica);&lt;br /&gt;quello di fare un salto: utopia del volo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Mangio un altro biscotto poi torno a studiare, ma non è "mica" facile reprimere e reprimere in categorie tutta la vita che ho in mente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Forse ho già detto che io non credo in Dio, ma credo nel pensiero geometrico puro, da cui nasce la cultura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-1095699961043862706?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/1095699961043862706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=1095699961043862706' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1095699961043862706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1095699961043862706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/11/atti-di-fede.html' title='Atti di fede'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-6361108103726668933</id><published>2008-11-19T17:39:00.011+01:00</published><updated>2008-11-19T18:21:43.464+01:00</updated><title type='text'>Interno - giorno e notte.</title><content type='html'>No, non scappo, vorrei, ma sono qua: un forte prurito di nostalgia narrativa mi solletica le vene e non basta a placarlo una curiosità intellettuale incontrollabile per l'antropologia visuale. E non so come gestire le inquadrature mediocri di mia nonna che, a ottant'anni, mi affida in eredità il suicidio di suo padre. Sono paralizzata nella condizione di aver filmato il mio personale e ancestrale non filmabile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-6361108103726668933?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6361108103726668933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6361108103726668933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/11/no-non-scappo-vorrei-ma-sono-qua.html' title='Interno - giorno e notte.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-3841803036382296427</id><published>2008-11-10T14:42:00.020+01:00</published><updated>2008-11-12T10:01:07.881+01:00</updated><title type='text'>Come quando ascolti il silenzio fra un battito del cuore e l'altro: il senso del tempo fra il Museo Cervi e Piazza Alimonda Giuliani.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SRhLyUJULvI/AAAAAAAADnU/4iCOZArhH-Q/s1600-h/IMG_4076.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 185px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SRhLyUJULvI/AAAAAAAADnU/4iCOZArhH-Q/s400/IMG_4076.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267043091983118066" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Non sono poi tante le giornate della vita di un uomo in cui si è talmente emozionati da riuscire a concepire il silenzio del proprio corpo fra un battito del cuore e l'altro.&lt;br /&gt;Immaginate di percorrere un buio sentiero di montagna e, proprio quando comincia a montare la disperazione della consapevolezza dell'essersi persi, scorgere d'improvviso all'orizzonte le luci di un paesino isolato. Due luci più forti delle altre a illuminare la piazza, tante finestre accese a fare da coro alle luci principali.&lt;br /&gt;Come si può descrivere la commozione? Come si può, oltre che con un bacio sulla guancia, comunicare a parole la gratitudine, l'emozione, il gusto intenso di una lotta condivisa? Come si può, poi, tenere a bada la sensazione che ti scivola sulla pelle - fino a farti rizzare tutti i peli delle braccia - a sentire strati di sofferenza e di speranza nella profondità e nel tono di una voce, di un canto accompagnato da "quattro note"? Un dolore e una forza che, probabilmente, solo una donna può esprimere.&lt;br /&gt;Sono atea, ma sabato 8 novembre ho ascoltato cantare Giovanna Marini e Patrizia Nasini al Museo Cervi come si ascolta una preghiera, anche se non ho saputo rispettarla e ho sentito l'esigenza di cantare (di recitarla) a mia volta, aggiungere voce su voce, lode e lamentazione.&lt;br /&gt;Poi, siccome mi mancavano le parole, l'ho baciata. Quando mi sono alzata per andare a&lt;br /&gt;ringraziarla per l'incredibile lavoro artistico, per la lotta di conservazione della storia orale, della storia degli ultimi, della memoria di Pasolini &lt;span style="font-style:italic;"&gt;muore civilmente un paese che è capace di uccidere anche il suo Poeta&lt;/span&gt;, [proprio come ora che scrivo] mi sono mancate le parole e l'ho solo baciata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Persi le forze mie persi l'ingegno&lt;br /&gt;la morte mi è venuta a visitare&lt;br /&gt;«e leva le gambe tue da questo regno»&lt;br /&gt;persi le forze mie persi l'ingegno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le undici le volte che l'ho visto&lt;br /&gt;gli vidi in faccia la mia gioventù&lt;br /&gt;o Cristo me l'hai fatto un bel disgusto&lt;br /&gt;le undici volte che l'ho visto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le undici e un quarto mi sento ferito&lt;br /&gt;davanti agli occhi ho le mani spezzate&lt;br /&gt;la lingua mi diceva «è andata è andata»&lt;br /&gt;le undici e un quarto mi sento ferito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le undici e mezza mi sento morire&lt;br /&gt;la lingua mi cercava le parole&lt;br /&gt;e tutto mi diceva che non giova&lt;br /&gt;le undici e mezza mi sento morire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mezzanotte m'ho da confessare&lt;br /&gt;cerco perdono dalla madre mia&lt;br /&gt;e questo è un dovere che ho da fare&lt;br /&gt;mezzanotte m'ho da confessare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quella notte volevo parlare&lt;br /&gt;la pioggia il fango e l'auto per scappare&lt;br /&gt;solo a morire lì vicino al mare&lt;br /&gt;ma quella notte volevo parlare&lt;br /&gt;non può non può, può più parlare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei mi ha sorriso e mi ha detto che si è accorta che [le canzoni] le sapevo tutte. E io, grazie alla sua lotta di resistenza, mi sono sentita una giovane ragazza privilegiata. Privilegiata per aver vissuto tanta passione attraverso la voce stratificata della storia in odore di sangue, sudore e terra e non di carta stampata.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SRhL_9v3OZI/AAAAAAAADnc/It9j9yJBQDo/s1600-h/IMG_4077.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 259px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SRhL_9v3OZI/AAAAAAAADnc/It9j9yJBQDo/s400/IMG_4077.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267043326488951186" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Tutto ciò nella stessa sala in cui, tempo fa, con la mia famiglia, ho potuto ascoltare le testimonianze degli orrori delle stragi nazi-fasciste, solo finché il cuore e il fiato di chi raccontava sono stati in in grado di reggere al disumano. Il resto non si può descrivere e, solo per questo, noi non sapremo mai fino in fondo cos'è stato l'inferno.&lt;br /&gt;Ieri pomeriggio, se foste passati per le strade di Genova, ci avreste potuto vedere seduti su una panchina di Piazza Alimonda. Ricordavo fin troppo bene quelle strade anche se la tentazione era quella di chiedere un'indicazione alle camionette di celerini che sfilavano verso lo stadio: "scusate, voi che la conoscete bene, sapreste indicarci la strada per Piazza Alimonda?" Il semaforo ha cambiato tante volte colore prima che ci decidessimo a riprendere il nostro cammino. Come Giovanna fa rivivere i canti di quei malfattori, noi volevamo intensamente che Carlo rivivesse in noi in quel preciso luogo, fra anziani signori davanti ai loro caffè, un extracomunitario che cercava di sopravvivere vendendo fazzoletti, alcuni piccioni, un edicolante indaffarato, la vita indifferente ad ogni tragedia. Non ci ero più tornata e mi aspettavo di vedere il tempo ancora immobilizzato, come nell'istante immediatamente successivo allo sparo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non capisco come il tempo possa non vergognarsi di scorrere ancora in Piazza Alimonda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se ora mi sembra decisamente un fatto minore, c'è stato un convegno molto interessante che ha animato la sala conferenze dell'archivio-biblioteca Emilio Sereni dove ho avuto il piacere di tenere in mano vecchi e meno vecchi volumi di storia contadina, soprattutto.&lt;br /&gt;L'occasione era quella della biennale del paesaggio. Si è ragionato di paesaggio polisemico, stratificato. Mi è dispiaciuto constatare che Farinelli si è limitato - pur facendo filtrare parole come esche di riflessione - a fare da coordinatore. Si è partiti dalla distinzione importante dei termini: territorio con il suo senso politico, paesaggio con il suo senso estetico. A Emilio Sereni il debito della scoperta dell'agricoltura come arte del paesaggio, "panorama culturale". Ri-scoprire - fin dai poemi omerici - la vite come simbolo del genio umano e del passaggio, del confine, del limite fra natura e cultura. Saper leggere il tessuto narrativo del paesaggio dall'archeologia alla contemporaneità, sentirvi all'interno la propria testimonianza identitaria, auspicare la nascita a livello di massa del concetto di coscienza del luogo. Perché il paesaggio è innanzitutto memoria e solo chi non ha memoria non ha bisogno di tutelare il paesaggio: l'identità, il luogo di riproduzione della vita sociale. Asor Rosa, infine, si è riscoperto commosso a trovarsi in quel luogo per la prima volta. Per la prima volta?! È così che mi ha lasciato tanto amaro in bocca nel mettermi di nuovo di fronte alla consapevolezza dei grossi limiti non tanto del panorama culturale italiano come dice lui nascondendosi dietro una pagliuzza, quanto invece della nostra classe intellettuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SRhMS3a1yhI/AAAAAAAADnk/BEHK7FQn5W8/s1600-h/IMG_4115.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 185px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SRhMS3a1yhI/AAAAAAAADnk/BEHK7FQn5W8/s400/IMG_4115.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267043651207678482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su &lt;a style="color: rgb(204, 0, 0);" href="http://www.flickr.com/photos/gucciola/"&gt;flickr&lt;/a&gt; qualche foto di una giornata a Genova fra via del campo e il porto e l'installazione del prof. Mario Turci al Museo Guatelli. Spero di poter presto pubblicare uno stralcio del concerto anche qua sul blog.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-3841803036382296427?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/3841803036382296427/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=3841803036382296427' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/3841803036382296427'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/3841803036382296427'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/11/come-quando-ascolti-il-silenzio-fra-un.html' title='Come quando ascolti il silenzio fra un battito del cuore e l&apos;altro: il senso del tempo fra il Museo Cervi e Piazza &lt;strike&gt;Alimonda&lt;/strike&gt; Giuliani.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SRhLyUJULvI/AAAAAAAADnU/4iCOZArhH-Q/s72-c/IMG_4076.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-680060518129008844</id><published>2008-10-31T19:00:00.020+01:00</published><updated>2008-11-05T15:04:09.385+01:00</updated><title type='text'>Contro il decreto Gelmini: corteo di Parma e (fin troppo) veloci riflessioni politiche</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SQwzM0U1IhI/AAAAAAAADfE/Lkn_XDIzKho/s1600-h/IMG_3705.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 201px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SQwzM0U1IhI/AAAAAAAADfE/Lkn_XDIzKho/s400/IMG_3705.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5263638359786725906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 0, 0);" href="http://picasaweb.google.com/gucciaguccia/ManifestazioneControDecretoGelminiParma#"&gt;Qui&lt;/a&gt; tutte le foto che ho scattato giovedì 30 ottobre alla manifestazione di Parma contro il decreto Gelmini. Per quei ragazzi che, probabilmente, le stanno cercando.&lt;br /&gt;Solidarietà per Yassir &lt;span class="TestoPrinc"&gt;Goretz&lt;/span&gt;, compagno di rifondazione in stato di arresto a seguito degli attacchi fascisti al corteo di Roma preparati e gestiti a monte.&lt;br /&gt;Parma, una città che ha una meravigliosa tradizione culturale è, tuttavia, ormai a ragione etichettata come una città snob, chiusa e razzista. L'intolleranza si respira soprattutto verso extracomunitari e meridionali ma anche, in dosi ridotte, verso chi non è emiliano o addirittura verso chi non è parmigiano. I vigili picchiano. Si fa repressione.&lt;br /&gt;Parma, insomma, non è più da tempo la città delle barricate. &lt;br /&gt;Nonostante questo un buon movimento di persone si è potuto vedere anche qui. Segno che, finalmente, comincia a filtrare l'idea che certe battaglie si debbano compiere a prescindere dall'orientamento politico, perché sono necessità che riguardano tutti (e non che l'orientamento politico debba escludere alla partecipazione, ma di questo parlerò fra poco). Da registrare, però, c'è il fatto che l'università sembra ancora addormentata e la stragrande maggioranza dei partecipanti riguardava gli studenti medi. Anche se, soprattutto nella facoltà di chimica, qualcosa si muove.&lt;br /&gt;Per prima cosa ho notato una grande disorganizzazione all'interno di questo interessante movimento. Si urla a più voci l'apoliticismo (andare contro le decisioni di un governo, si sappia, è politica), l'apartitismo a tutti i costi, senza considerare che i partiti sono strutture (è vero, alle volte fin troppo burocratiche e che, come nel caso di Rifondazione hanno commesso errori politici che sono stati, però, ampiamente riscattati dall'ultimo congresso che ha finalmente riavvicinato il partito alla base e alla gente) che hanno acquisito notevole esperienza e un loro appoggio può essere notevolmente utile. Insomma non si è capaci di chiedere un permesso per una manifestazione, si chiede a Rifondazione di farlo e poi si insultano i tesserati che scendono in piazza con le bandiere: un controsenso mi pare. Tanto più che, a mio modo di vedere, i partiti della sinistra vera dovrebbero avere tutti i diritti (innanzitutto perché lo prevede la democrazia) di partecipare a questa protesta che li vedeva schierati fin prima della riforma Moratti. Sul diritto politico (non democratico) di parteciparvi del PD ho già qualche dubbio in più e consiglierei di andarsi a rivedere i decreti Berlinguer a proposito di scuola e finanziamento alle scuole private tanto per capire da dove parte il ciclo che ci ha portato direttamente alla Gelmini.&lt;br /&gt;Ho partecipato e continuerò a partecipare, pur sentendomi quasi esclusa per la mia convinzione politica, a questo movimento, ma mi auspicherei che la protesta si diffondesse anche su altri temi. E non si tratta solo di solidarietà, di non protestare solo per quello che ci riguarda più direttamente (per questo mi aspetterei proteste almeno contro il precariato - non solo quello della ricerca - tanto più che gli studenti si presume e si spera diventino giovani lavoratori), ma si tratta di vere e proprie emergenze ambientali e democratiche che riguardano tutti, nessuno escluso. A quando le mamme con le carrozzine in piazza per proteggere il pianeta allo stremo che deve ospitare i loro figli? E' già passato alla camera il pacchetto che riguarda il ripristino del nucleare in Italia senza che sia ancora stato risolto il problema delle scorie, senza che sia incentivata la ricerca sulle fonti di energia pulita già oggi in grado di sostenere il nostro fabbisogno energetico, praticamente senza che i media ne parlassero (dov'era il PD? E dov'era quando il governo ha approvato l'articolo di legge che destina la gestione dell'acqua pubblica ai privati tanto per fare un esempio?). &lt;br /&gt;Abbiamo avuto ronde di fascisti pilotate dall'alto ad attaccare i cortei pacifici di protesta (ribadisco che mi piacerebbe riparlare con certi ex-diessini oggi, a proposito della loro lettura dei fatti di Genova) o a invadere le sedi Rai. Abbiamo un'emergenza Rom che l'unione europea ha sancito come gravissima a livello di distruzione di un'intera popolazione. Ieri sera il TG2 ha detto la parola fascismo almeno dieci volte; si ritirano fuori vecchi filmati d'archivio dove Togliatti si volta a guardare Stalin per dimostrare che i comunisti sono cattivi; si esalta lo statista Mussolini; Gelli è in TV; si tagliano le gambe alla piccola editoria per avere finalmente una mono voce sostenuta con piacere e compiacenza da una grande mono opinione pubblica; si parla di sangue e repressione poliziesca... E mi vengono a dire che il movimento deve per forza essere apolitico. Mi sento male.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-680060518129008844?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/680060518129008844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=680060518129008844' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/680060518129008844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/680060518129008844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/10/foto-manifestazione-parma.html' title='Contro il decreto Gelmini: corteo di Parma e (fin troppo) veloci riflessioni politiche'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SQwzM0U1IhI/AAAAAAAADfE/Lkn_XDIzKho/s72-c/IMG_3705.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-1799475335766702411</id><published>2008-10-28T18:03:00.011+01:00</published><updated>2008-10-31T18:43:34.105+01:00</updated><title type='text'>Strimpello due note di solitudine in vostra compagnia</title><content type='html'>Una giornata di semi libertà dopo tanti giorni passati agli arresti domiciliari di libri che non ho scelto di leggere. Di che mi lamento? Li ho amati lo stesso ed è sempre un privilegio poter ancora permettermi il lusso di studiare a tempo (quasi) pieno. Sarò un po' lenta oggi a mettere insieme delle parole, ma per niente al mondo rinuncerei a quella mano sotto la pancia della mia gatta nera. Lunga, scura e lucida come un fiume di notte. Le sento il cuore, la sento viva. Sono io a farle le fusa, che nella vita bisogna innanzitutto essere capaci di dare. Io e i suoi occhi giallo-verdi guardiamo le anime ancestrali che sono rimaste imprigionate fra le crepe - le rughe -  di questo appartamento lontano dal mare che abbiamo iniziato a consumare insieme ormai sette anni fa.&lt;br /&gt;Piove. Non so più per quanto tempo ho aspettato la pioggia. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;C'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo&lt;/span&gt;. Io guardo le nuvole gonfie e le strizzo col pensiero, perché non esiste nient'altro al mondo che sappia creare in me quello stato naturale di lieve malinconia che mi riempie di voglia di fare. Da sola. Goccia inchiostro sul foglio, picchiano le gocce alla finestra. Ed è un suono che porta lontano: mi sento piccola piccola in viaggio su una foglia rossa che si è appena staccata dal ramo e va a colorare il grigio marciapiede. Talmente piccola da bagnarmi in fiumi che scorrono nelle linee della tua mano.&lt;br /&gt;C'è quel mare troppo lontano, che durante l'ultimo viaggio era in burrasca. La schiuma bianca a gareggiare in luminosità con le nuvole a macchie. E dietro a tanta intensa e lacerante bellezza non poteva che esserci l'est. La minaccia di una nuova guerra, i soldati, le macerie e poi quella letteratura e quella musica (la mia), quel caldo pane profumato a scaldare le dita in una bettola di Sarajevo. &lt;br /&gt; Vi ripropongo per l'ennesima volta un pezzo del lungo e pericoloso viaggio di un uomo dentro se stesso e in un paese lacerato, dove la trageda rimane dietro la nebbia perché il cinema non ha mezzi per raccontare tanto orrore. Un uomo a salvare fantasmi di memorie visive. Perché il cinema, la fotografia fanno parte del nostro album di famiglia mondiale. Mi piace, da quando ho letto un post di &lt;a href="http://ineziessenziali.blogspot.com/"&gt;Marina&lt;/a&gt;, pensare che viaggiamo tutti sulla stessa astronave.&lt;br /&gt;Sopportatemi, oggi va così e basta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/siw-1YQPvDQ&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/siw-1YQPvDQ&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi mi è tornata agli occhi questa inquadratura e mi sono di nuovo emozionata. Un uomo con un bagaglio di vita troppo pesante per poter volare. Ma che avrà comunque saputo salire in alto nella maniera più umana possibile. Sono i peccati a dare concretezza ad un'anima. E noi, impietosi voyeur, impietosi amanti del cinema, stiamo lì a guardarlo nascosti dietro la finestra. Nudo.  Lui che ha vissuto, noi che sopravviviamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/4WbnV6uWTSg&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/4WbnV6uWTSg&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stasera esco, dentro quel maglione blu sformato. E appendo alle orecchie i soliti vecchi cerchioni di rame portandoli fra le gente come si porta una bandiera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-1799475335766702411?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/1799475335766702411/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=1799475335766702411' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1799475335766702411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1799475335766702411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/10/strimpello-due-note-di-solitudine-in.html' title='Strimpello due note di solitudine in vostra compagnia'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-674986010056683484</id><published>2008-10-23T21:18:00.006+02:00</published><updated>2008-10-25T09:50:04.726+02:00</updated><title type='text'>Quando democrazia è fascismo</title><content type='html'>Vi chiedo un attimo di pazienza. Un articolo davvero importante che mi è giunto attraverso la newsletter dell'&lt;a href="http://www.lernesto.it/"&gt;ernesto&lt;/a&gt;, la rivista della terza mozione del mio partito. Questa è la nostra democrazia. Non mi stupisce (ero a Genova) ma ho comunque la pelle d'oca. Ormai si possono persino permettere di dirlo ad un giornale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DO YOU REMEMBER GENOVA 2001?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno (...) ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città (...)dopo di che, forti del consenso popolare (...) le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. » (Francesco Cossiga)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di seguito l’intervista completa pubblicata su Nazione – Carlino – Giorno del 23 Ottobre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Andrea Cangini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PRESIDENTE Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?&lt;/strong&gt; «Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quali fatti dovrebbero seguire?&lt;/strong&gt; «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ossia?&lt;/strong&gt; «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gli universitari, invece?&lt;/strong&gt; «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dopo di che?&lt;/strong&gt; «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nel senso che...&lt;/strong&gt; «Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anche i docenti?&lt;/strong&gt; «Soprattutto i docenti».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Presidente, il suo è un paradosso, no?&lt;/strong&gt; «Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere?&lt;/strong&gt; «In Italia torna il fascismo», direbbero. «Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quale incendio?&lt;/strong&gt; «Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E` dunque possibile che la storia si ripeta? &lt;/strong&gt;«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.&lt;/strong&gt; «Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...&lt;/strong&gt; «Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio del- la contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-674986010056683484?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/674986010056683484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=674986010056683484' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/674986010056683484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/674986010056683484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/10/democrazia-fascismo.html' title='Quando democrazia è fascismo'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-1639088799665052264</id><published>2008-10-21T13:51:00.013+02:00</published><updated>2008-10-21T17:52:37.528+02:00</updated><title type='text'>Più che altro disordinato cinema (e troppe parentesi).</title><content type='html'>Più che altro alcune riflessioni che è più facile ritrovare qui che nel vortice di lettere nere in corsivo nervoso e quadretti della mia moleskine. In fretta. Sul poco cinema goduto in questi ultimi tempi.&lt;br /&gt;Ho voglia - in particolare - di segnalare un film semi-nuovo: The dark knight di Christopher Nolan (sì, è il regista di Memento) titolo che agli appassionati di fumetti suonerà di certo "milleriano". E dai fumetti voglio partire, proprio io che di fumetti non me ne intendo molto, ma che con un'immagine di Batman (post anni '80) ci sono cresciuta. Me la ricordo ancora la mia prima volta al cinema: avevo sei anni e mi accompagnavano i miei zii. Ero uscita talmente affascinata dal film (il Batman di Burton dell'89) - e dal cinema: quel buio illuminato da mondi fantastici a cui sembrava, per qualche ora, di appartenere - da chiedere, timidamente, di poter portare a casa un gadget: un cappellino nero con il logo inconfondibile del pipistrello giallo sulla visiera e il paraorecchie! Così ho conosciuto questo supereroe complessato e borghese - la sua immagine stuprata dal merchandising sfrenato di Hollywood - ma anche filantropo e generoso (talmente convincente da farci quasi credere che esista un capitalismo buono). Di lì una piccola collezione di volumi sul pipistrello, quel poco che più o meno abbiamo tutti. Finita la pellicola di Nolan, dunque, mi sono sentita derubata. Mi è sembrato di intuire che - se il commercio non avesse vergogna di ingurgitare anche i sentimenti - questo dovrebbe essere l'ultimo film su Batman: quel personaggio invecchiato che - edajela con Miller - il ritorno del cavaliere oscuro aveva resuscitato. La psicologia dei personaggi, infatti, è talmente curata da svelarne nei dettagli l'immensità, la profondità che li rende non più esseri di carta trasposti sul grande schermo - nella vita - ma corpi pericolosamente caldi. Dunque il film rompe il piacere inconscio che mi catturava nei fumetti da ragazzina e mi rende conscia della loro grandezza. Un cattivo - penso al Joker  naturalmente - che, come unica arma, usa la sua incredibile intelligenza; che si rende invulnerabile perché non corrotto nè dal denaro, nè dagli affetti e tanto meno dai ricordi, da una storia personale. Superiore a un Batman che perde - in quanto costretto a percorrere sempre l'unica strada che il Joker gli lascia aperta - e a cui Nolan toglie l'ultima maschera. Un Batman - Dio (colui che tutto vede, tesi supportata dalla scelta di Freeman nel ruolo del suo aiutante, attore che ha già interpretato Dio in "Una settimana da Dio": e il cinema che si auto-cita) costretto a lasciare il mondo che, egoisticamente, per un impulso personale, protegge. Un film dove un Dio martire scappa e vengono a cadere tutte le categorie morali e politiche del bene e del male (penso in particolare alla scena altamente metaforica delle navi dove, fra l'altro, è aspramente criticato il sistema democratico). Non si rispettano neppure le categorie di diritto e rovescio, il cinema esalta la propria superiorità ottica nei confronti dell'occhio umano e ribalta l'orizzonte. La sceneggiatura è una sceneggiatura di ferro, senza una macchia, intertestuale e dialogica nel senso più ampio del termine (sì, sto studiando per l'esame di Quaresima). Non solo citazioni in puzza di vecchio post-moderno, ma un lavoro a 360 gradi sull'intero panorama culturale. Non esplosioni, ma lavoro fino: camion ribaltati da un cavo d'acciaio invece che da un bazooka: un'opera spettacolare che dosa l'effetto degli effetti speciali, perché non è quella la sua forza. Un film che lascia l'amaro in bocca, che da in pasto allo spettatore solo minimi contentini qua e là per prepararlo alla batosta finale: Batman - almeno quello cinematografico - è stato svelato e non è più necessario, viene riconsegnato al mondo del fumetto con il bambino che, alla fine, lo vede scomparire e grida all'ingiustizia. Quel bambino siamo tutti noi che, almeno una volta nella vita, abbiamo amato Batman e - ammettiamolo - un certo tipo di (in)giusta società.&lt;br /&gt;Poi Pranzo di ferragosto senza pretese (?), ma delizioso. Come a dire che si possono fare dei bei film anche con gli scarti di lavorazione (il neorealismo lo faceva, no?) e che oggi non bisogna essere per forza postmoderni. Come a dire che si può barare per far entrare un documentario a Venezia fra i film di finzione, l'olimpo del cinema, per non ghettizzarlo in mezzo ai generi di serie B (si sente che sono baziniana?). Falso sporco e in realtà curato fotograficamente, forse con troppa compiacenza nell'uso dello sfuocato in rapporto alla profondità di campo. Troppo realista quando fa vedere le anziane vecchine che sputazzano - la forza dell'imprevisto al cinema e la mosca sul viso della Giovanna d'Arco - mentre parlano? Commovente la sua capacità di ritrarre un piccolo mondo difficile con la giusta dose di ironia.&lt;br /&gt;Infine Wall-E dove ritrovo lo spirito guatelliano (persino lo &lt;a href="http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/06/mercato-vs-mercato.html"&gt;scarpone&lt;/a&gt;!) e la necessità di comunicare che la prima rivoluzione è quella ambientale (contro il Mercato del consumismo sfrenato). Quello della Pixar sempre più sembra un lavoro di resistenza (a partire anche dal delizioso, solito, corto iniziale) che riesce ancora - in parte - a non farsi disneyzzare del tutto (perché Disney ha bisogno di "cinematizzare" la computer graphic per non scomparire) e mantiene uno spirito sovversivo. Mi pare di aver scovato un difetto di sceneggiatura - o un obbligo di produzione - in rapporto al tema del valore dei ricordi che contamina irreparabilmente la conclusione. Ma i titoli di coda col loro potere politico (la cultura è politica) riescono a sciogliere il mio scoramento prima che mi alzi, per l'ultima volta in queste settimane, dalla poltrona rossa e dal mio insano amore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-1639088799665052264?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/1639088799665052264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=1639088799665052264' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1639088799665052264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1639088799665052264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/10/pi-che-altro-disordinato-cinema.html' title='Più che altro disordinato cinema (e troppe parentesi).'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-3856739199468241492</id><published>2008-10-13T11:55:00.021+02:00</published><updated>2008-10-13T20:34:08.153+02:00</updated><title type='text'>11 ottobre: diario a quattro mani.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SPMbYxAHG0I/AAAAAAAACc8/Nxl5I_LXcNQ/s1600-h/Manif1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SPMbYxAHG0I/AAAAAAAACc8/Nxl5I_LXcNQ/s400/Manif1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256575302356114242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ci alziamo la mattina dell'11 ottobre che è ancora buio. Ci mettiamo in viaggio e già fa capolino il sole; lo vediamo alzarsi all'orizzonte ma, soprattutto, ce lo sentiamo dentro. Siamo una famiglia dislocata geograficamente e la manifestazione è anche un'ottima scusa per rivederci. Sara e Gabriele partono da Parma in treno, perchè il pullman di Rifondazione parte troppo presto per un edicolante che deve consegnare i giornali. &lt;a href="http://franca-bassani.blogspot.com/"&gt;Franca&lt;/a&gt;, invece, da Ancona è già in marcia coi compagni del partito. Appuntamento fra di noi e con i tanti amici con cui abbiamo condiviso anni di impegno e di lotta in Piazza della Repubblica.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SPMxPjR_H4I/AAAAAAAACdM/I5y10dGIYKU/s1600-h/Nuovo+gatto+202.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SPMxPjR_H4I/AAAAAAAACdM/I5y10dGIYKU/s200/Nuovo+gatto+202.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256599333309980546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Ad ogni traversina dei binari, ad ogni chilometro di strada, monta l'emozione. Nei nostri blog restano i segni, già vecchi, dello sforzo fatto per contrastare il silenzio colpevole dei media, i cellulari sono già scarichi nell'ultimo tentativo di convincere tutti della necessità di questa presenza.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SPMxwHvE-OI/AAAAAAAACdU/y7sxO-tO_k0/s1600-h/Nuovo+gatto+228.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SPMxwHvE-OI/AAAAAAAACdU/y7sxO-tO_k0/s200/Nuovo+gatto+228.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256599892851488994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Roma ci accoglie con una giornata quasi estiva, come volesse partecipare a rendere ancora più caldo questo evento. Ci fermiamo "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;in Piazza Esedra per il solito caffè&lt;/span&gt;" e cominciano i primi abbracci... siamo di nuovo tutti insieme! Il nostro piccolo nucleo familiare e quello più esteso di tutti coloro che (disoccupati, donne, studenti, giovani, lavoratori, pensionati, extracomunitari), come noi, credono davvero - e non si tratta solo di uno slogan - che un'Italia e un mondo diverso siano possibili.&lt;br /&gt;Il corteo si muove poco prima delle due; tra i primi ci sono i compagni del Manifesto imbavagliati in segno di protesta per i tagli all'editoria,  noi con lo striscione del comitato regionale, il segretario Ferrero finalmente sorridente: la sua ansia (e la nostra) si scioglie a vedere confluire un mare di bandiere rosse... ma quanti siamo?!&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SPMym0NJsUI/AAAAAAAACdc/MtdEI4OZKyI/s1600-h/Nuovo+gatto+248.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SPMym0NJsUI/AAAAAAAACdc/MtdEI4OZKyI/s200/Nuovo+gatto+248.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256600832501723458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ci sono davvero tutte le realtà della sinistra (c'è persino la banda di Testaccio!); c'è &lt;a href="http://picasaweb.google.com/vero.bolo/ManifestazioneARoma#slideshow"&gt;Véronique &lt;/a&gt;che, solidale, arriva da Parigi pronta a sostenere i compagni italiani e a scattare centinaia di fotografie; c'è Luigi, il nostro "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;friggitore di salcicce&lt;/span&gt;", con la bandiera della sezione di Montemarciano orlata a fili d'oro con i palloncini in cima all'asta; c'è tutta la nostra rappresentanza istituzionale al gran completo confusa fra gli altri; ci sono Andrea, &lt;a href="http://passeroad.blogspot.com/"&gt;Matteo&lt;/a&gt;, Simone, &lt;a href="http://www.myspace.com/shummy74"&gt;Schuma&lt;/a&gt;, tutti gli amici di sempre; c'è Marina meravigliosa e poetica "romanaccia autentica" con tanto di nipotino al seguito provvisto di kit da piccolo infermiere, pronto ad aiutare eventuali compagni infortunati. La nostra amicizia virtuale trova, in questa manifestazione che unisce, l'occasione di diventare reale (&lt;a href="http://ineziessenziali.blogspot.com/"&gt;Marina&lt;/a&gt;, contiamo su di te per visitare le fosse ardeatine nel giro dedicato alla memoria che stiamo un po' alla volta percorrendo); c'è un compagno baffuto con un'immensa bandiera rossa che fatica a trascinare e che domina l'intero Circo Massimo. Proviamo un'indescrivibile emozione ad incontrare Haidi Giuliani con cui, noi reduci di Genova, per sempre condivideremo uno sterminato affetto, una giusta rabbia e un'esigenza di giustizia.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SPMy9F9zUuI/AAAAAAAACdk/v1P3f1rcHT4/s1600-h/Bandiera.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SPMy9F9zUuI/AAAAAAAACdk/v1P3f1rcHT4/s200/Bandiera.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256601215226303202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Arriviamo in piazza Bocca della Verità - mai così piena! - e ripercorriamo a ritroso tutto il corteo che continuerà a sfilare per più di cinque ore consecutive. Incontriamo Rinaldini coi compagni della FIOM, gli studenti compatti contro la Gelmini, tantissimi giovani (un'assicurazione per il futuro), il camion dei Giovani Comunisti/e che non smettono per un secondo di ballare. Siamo più di 300.000, dal palco azzardano un mezzo milione che non ci sembra poi così esagerato.&lt;br /&gt;Sangue rosso scorre in ogni via (ogni vena) Roma è un cuore che pulsa.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SPMzWqIgTEI/AAAAAAAACds/kd5FizdudwY/s1600-h/Nuovo+gatto+261.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SPMzWqIgTEI/AAAAAAAACds/kd5FizdudwY/s200/Nuovo+gatto+261.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256601654431599682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quando usciamo dalla metropolitana è già notte e il ritorno è l'occasione per tirare le prime conclusioni. E' evidente che la Sinistra c'è e ha ancora voglia di lottare. L'esigenza è quella di lasciarsi indietro le divisioni e gli sbagli politici: due anni di partecipazione al governo hanno lasciato il segno. La sconfitta elettorale è stata bruciante, ma anche per questo deve diventare la spinta per ripartire e ritrovare una logica di lavoro partecipato: la nostra gente ha dimostrato di esserci e di crederci ancora.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ripartiamo da qui!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Intanto, semplicemente, ci acconteremmo di ripartire da Roma, ma all'appello i compagni non sono tutti: alcuni si sono persi in metropolitana! A metà strada siamo talmente stanchi che dobbiamo chiamare l'ambulanza perché un compagno è svenuto. Arriviamo a casa dopo le due e mezza (ma i compagni di Torino hanno fatto anche più tardi)... stremati, puzzolenti, ma felici!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SPM0E1FHlOI/AAAAAAAACd0/oXhtROJR0R8/s1600-h/Striscione.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SPM0E1FHlOI/AAAAAAAACd0/oXhtROJR0R8/s400/Striscione.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256602447644169442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;   Le foto di guccia e Franca le trovate &lt;a href="http://picasaweb.google.com/Francamente1958/Manifestazione11Ottobre2008#slideshow"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-3856739199468241492?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/3856739199468241492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=3856739199468241492' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/3856739199468241492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/3856739199468241492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/10/manifestazione-11-ottobre-diario.html' title='11 ottobre: diario a quattro mani.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SPMbYxAHG0I/AAAAAAAACc8/Nxl5I_LXcNQ/s72-c/Manif1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-508880495254304321</id><published>2008-10-08T16:54:00.015+02:00</published><updated>2008-10-09T21:51:36.749+02:00</updated><title type='text'>Le cose sono parole</title><content type='html'>Eravamo in tre a percorrere un sentiero di mare e montagna guardando curiose le cose sconosciute per sforzarci di raccoglierne con la memoria parole in due lingue: finché di un oggetto non si suonano le note del nome, tasti alfabetici, culturalmente non esiste. &lt;br /&gt;Un po' come i libri che, con mattoni di lettere, costruiscono mondi interi.&lt;br /&gt;Nelle chiese costringono al silenzio, la nostra voglia di raccontarci ci ha tenuto fuori dalla porta pesante del duomo. &lt;br /&gt;Siamo tre sognatrici: giovani a cui non hanno distrutto la voglia di futuro e il ricordo del passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table style="width:194px;"&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="center" style="height:194px;background:url(http://picasaweb.google.com/f/img/transparent_album_background.gif) no-repeat left"&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.com/gucciaguccia/CinqueTerreConVRoniqueELucia#"&gt;&lt;img src="http://lh3.ggpht.com/gucciaguccia/SOyHPF_3iSE/AAAAAAAACII/zEQ7_fDEuI0/s160-c/CinqueTerreConVRoniqueELucia.jpg" width="160" height="160" style="margin:1px 0 0 4px;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align:center;font-family:arial,sans-serif;font-size:11px"&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.com/gucciaguccia/CinqueTerreConVRoniqueELucia#" style="color:#4D4D4D;font-weight:bold;text-decoration:none;"&gt;Cinque terre con Véronique e Lucia&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-508880495254304321?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/508880495254304321/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=508880495254304321' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/508880495254304321'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/508880495254304321'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/10/le-cose-sono-parole.html' title='Le cose sono parole'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/gucciaguccia/SOyHPF_3iSE/AAAAAAAACII/zEQ7_fDEuI0/s72-c/CinqueTerreConVRoniqueELucia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-1596796847658115081</id><published>2008-09-22T10:38:00.031+02:00</published><updated>2008-09-22T21:19:00.256+02:00</updated><title type='text'>Diario di una malattia</title><content type='html'>Con mani gelide dalle dita insensibili alle lettere che vado arbitrariamente scegliendo su questa tastiera nera, cerco di riordinare un intestino - che identifico con la grotta della casa di Monterubbiano, quella dei miei nonni - dov'è lo sfogo soddisfatto di cibi altamente nutritivi. La casa, fra l'altro, me la vendono, occorrerà trovare un intestino di ricambio, a rischio di non aver più luogo per le passioni digerite di cui mi nutro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad intervalli regolari, nella mia vita, ho sentito bisogno di percorrere una strada costeggiata da canali impreziositi dalle ginestre. Dal mare fino ad altezza 463 m.; una bambina delle elementari sa già che non si tratta ancora di una montagna. Ho goduto ad affacciarmi oltre la soglia di una delle chiese abbandonate di questo borgo dell'entroterra, sul cui pavimento polveroso, dacché io possa ricordare, giace una campana. Un batocchio di fantasia la percuote per assaggiarne la nota grave. Violare il portone pesante a guardia del quale sono poste, da sempre, vecchiette a ricamare. &lt;br /&gt;Sono nomade ed emigrata, ma ho un paio di radici ben piantate, se mi allontano per troppo tempo le sento tirare. &lt;br /&gt;Quando ho visto il cartello "vendesi" sulla porta della casa ora disabitata di cui possiedo ancora le chiavi, l'ho subito accettato: come ci si arrende alla notizia di una malattia senza cura. Mi sono istantaneamente rassegnata, non ho avuto l'abituale scatto ideale che mi porta a ricusare  l'ingiustizia, a guerreggiare per le cause perse. Ma, papà, stavolta non mi sono andata a sedere fra i cipressi che proteggono ancora il tavolino di pietra sul quale nonno mi insegnava a giocare con la fantasia e poco altro: pietruzze, foglie, strobili. Non ho avuto il coraggio di guardare il lago di cielo che creano gli alberi addossati a cerchio l'uno all'altro aspettando, ansiosa ed eccitata, che vi si andasse ad affacciare il sole. Uscire sulla terrazza che dà sull'infinito, appoggiare al panorama uno sguardo che nei giorni più limpidi (i più sereni) oltrepassa i confini - più o meno lo stesso infinito impedito agli occhi e permesso alla fantasia dalla siepe a Leopardi - è stato come vedere per l'ultima volta la bellezza, sentire per l'ultima volta gli occhi attaccati al cuore, scordare il suono della tua voce che mi sussurra "fino al Gran Sasso". Non ho dormito, perché ho ascoltato per tutta la notte: nel buio - illuminato da stelle non impedite nel loro splendore dalla luce dell'uomo - il vero silenzio, non il rombo di un'automobile; all'alba un gallo, un cane, il suono musicale dei ciottoli del borgo scossi da una carriola carica accompagnato dal passo pesante di un uomo che indossava stivali; a giorno fatto una donna che batteva i panni. L'udito era una dimensione che mancava al mio ricordo ora completo, definitivamente e solo memoria nel momento in cui staccheranno le fotografie di quando eravamo piccoli e della tua laurea in medicina - la prima di una famiglia contadina - dai muri. Prigioni di un'anima di luce sbiadita. Non vedrò più i miei dolci fantasmi nel riflesso della pendola, non sentirò l'odore umido della polenta e dei rametti di origano secco e stampa su fogli di giornale.  &lt;br /&gt;Ho cercato a tastoni nel buio la presa di corrente che serve ad illuminare la grotta. Papà, non sento più l'intestino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-1596796847658115081?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/1596796847658115081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=1596796847658115081' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1596796847658115081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1596796847658115081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/09/diario-di-una-malattia.html' title='Diario di una malattia'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-918641863034166660</id><published>2008-09-05T10:46:00.014+02:00</published><updated>2008-09-20T14:35:16.868+02:00</updated><title type='text'>La generazione che si vorrebbe non ci fosse. Ovvero restituiteci memoria e futuro.</title><content type='html'>Mi siedo a raccontare con occhi e orecchie pieni del gusto intenso di questi giorni. Le pagine del mio taccuino nero di nuovo ferite da segni profondi, una grafia che, da sempre, ha preferito il tratto spesso e pesante alla velocità, pur concedendo così molto spazio al bordo pagina, dove i pensieri più autentici, quelli che non si dimenticano, sono scritti nell'aria che respiriamo e gli altri si dissolvono senza delitto se non quello del puro citazionismo, dello sfoggio culturale.&lt;br /&gt;Sono tornata dal festival della mente di Sarzana con un cesto pieno di impressioni che non si possono liquidare in poche righe (a meno che non si trasformino in aforismi), ma a cui spero, col tempo, di trovare la giusta collocazione.&lt;br /&gt;A Mantova, invece, mi sono dovuta scontrare per l'ennesima volta con un argomento che, ultimamente, riempie tante bocche a cui piace sfamarsi con un'aria - io credo - ben diversa da quella che circondava il mio taccuino: "aria fritta".&lt;br /&gt;Stavolta era il turno di Scalfari che era al festival della letteratura a presentare un libro di Heisenberg: "Fisica e oltre", un testo nel quale fisica e filosofia si contaminano e si fondono. A parte le critiche più o meno ovvie che chiunque fosse stato presente può portare all'organizzazione dell'evento (un timer che cronometrava una mezz'ora di acciaio che neppure parole blindate di senso avrebbero potuto sfondare) Scalfari si è attaccato alla penosa presentazione (due ragazzine che leggevano tre parole a testa neanche fossero Cip e Ciop) per portare la solita critica alla generazione dei giovani. Francamente, da giovane, sono stanca di gente che si riempe la bocca di (parziali) conseguenze senza indagarne le cause. Ricerca che, fra l'altro, non prevederebbe di utilizzare strumenti di fisica classica per studiare un sistema di fisica quantistica. Si continua - compiaciuti - ad urlare al fatto che sarebbe nata una generazione che non c'è (che non fa passeggiate di dodici ore per discutere di fisica e del creato in un castello per rimanere alle &lt;a href="http://www.enel.it/energiaper/cultura/festivaletteratura2008/scalfari/"&gt;dichiarazioni di Scalfari&lt;/a&gt;). Io, invece, voglio ribaltare la questione e dichiarare che, in questo paese di gerontofili, la generazione dei giovani si sarebbe voluto che non ci fosse. Mi fa specie che padri, madri, nonne e nonni continuino a dichiarare (in televisione, nei bar, sui giornali, a incontri sul principio d'indeterminazione) che i giovani sono una classe di sbandati, dediti solo al bullismo senza, innanzitutto, pensare che quegli stessi giovani sono i loro figli, i loro nipoti. Se fosse (del tutto)vera la situazione che dipingono i responsabili sarebbero, dunque, loro stessi.&lt;br /&gt;Di giovani, in effetti, alle conferenze che ho seguito ce n'erano pochi.&lt;br /&gt;Ma quello che tengo a dire è che se una generazione ha dei problemi (culturali) è la società ad essere malata e la nostra, oltre ad essere malata, è compiaciuta di esserlo perché le poltrone, in questo modo, continueranno a scaldare gli stessi sederi e gli introiti saranno sempre più alti (fino a che non finirà la rendita, ovviamente, ma questo riguarda il futuro che siamo incapaci di vedere: questo sistema economico non potrà durare per sempre). Un liberale più di ogni altro dovrebbe averlo presente a rischio di confondersi con un liberista... al punto che mi chiedo se l'ateismo ruggente  - e lo dico da atea - non serva ormai che a frenare l'ultimo nemico del mercato: quello religioso. Un editore che butta sul mercato quintali di inutile carta stampata non può dichiarare che non ci sono giovani scrittori di talento, perché gli stessi sono affogati sotto quei quintali di alberi sacrificati al consumismo. Un insegnante che tiene una cattedra fino a 90 anni non può dichiarare che non ci sono giovani docenti o lamentarsi di avere cattivi studenti se è la struttura che non funziona, se i mezzi di comunicazione di massa bombardano di pubblicità perché il nostro sistema economico ha bisogno di consumo sfrenato per sostenersi (e la cultura è fuori dal mercato tant'è vero che vive di beneficenza statale o privata).&lt;br /&gt;La mia è una generazione a cui hanno rubato i ricordi oltre che il futuro. Il nuovo è il cibo ingurgitato ed espulso prima ancora di essere digerito di cui ha fame il capitalismo. Agli oggetti non ci si affeziona, perché gli oggetti non si riparano, non invecchiano, non assumono i difetti che sono il cuore del sentimento umano. Come il precariato ha distrutto il futuro dei giovani, la globalizzazione distrugge il passato. Ci hanno insegnato a non parlare in dialetto e ad imparare l'inglese e ci hanno tolto la capacità espressiva. Ci hanno spiegato che studiare serve a far carriera e hanno distrutto la cultura, il piacere della lettura, l'allenamento alla curiosità.&lt;br /&gt;La conclusione la lascio al linguaggio dell'ideologia, che questa società liquida sempre più spesso come una cosa, appunto, "da giovani": Signori adulti che giudicate senza giudicarvi... sia che lo facciate perché vi fa comodo o perché vi compiace o perché vi lasciate ingurgitare il pensiero dall'unica, grande, monodirezionata opinione pubblica, non siete altro che una banda di reazionari decisi a uccidere una generazione, perché ogni nuova generazione prevede il cambiamento!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/S7xh4NnFKXo&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/S7xh4NnFKXo&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Jan Švankmajer. Food - Breakfast (1992)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-918641863034166660?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/918641863034166660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=918641863034166660' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/918641863034166660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/918641863034166660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/09/la-generazione-che-non-c-o-che-si.html' title='La generazione che si vorrebbe non ci fosse. Ovvero restituiteci memoria e futuro.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-8735764236996728776</id><published>2008-09-01T14:50:00.015+02:00</published><updated>2008-09-05T15:55:19.888+02:00</updated><title type='text'>Appunti. Maschile e femminile - Héritier</title><content type='html'>Sono una donna che abortisce le idee ancora prima che siano state concepite. Di conseguenza la mia mente è affollata di pensieri nati morti. Questo fatto ha un lato positivo: gli stimoli - seppure incompleti - mi servono a dar continuamente in pasto alla mia mente cibi che non saranno digeriti. La fame, insomma, rimane sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Una questione di liquidi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/0115a572e4c7885ee3/" title="Per saperne di più su Maschile e femminile"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;item_id=0115a572e4c7885ee3&amp;time=0" title="Per saperne di più su Maschile e femminile" alt="Immagine di Maschile e femminile" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;       &lt;br /&gt;L'immagine femminile a livello storico, epico, sociologico, antropologico, è qualcosa che stimola particolarmente questo mio insano appetito. Qualche settimana fa ho mangiato &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Maschile e femminile, il pensiero della differenza&lt;/span&gt;. Trattasi di uno dei lavori dell'Héritier, allieva di Lévi-Strauss, nonché una delle figure più interessanti per quanto riguarda il campo di studi dell'antropologia contemporanea. Attraverso l'analisi dei sistemi di parentela di varie popolazioni del mondo, l'Héritier acquisisce gli strumenti per un'indagine critica del pensiero della differenza.&lt;br /&gt;Argomento centrale della nascita del pensiero della valenza differenziale dei sessi sarebbe dunque l'opposizione controllabile / incontrollabile inscritta nel funzionamento biologico. Più che conseguenza di una fragilità corporea, la differenza è una necessità del sesso maschile che si sente incapace di controllare la riproduzione. Già Aristotele prova questa presunta inferiorità della donna nell'incapacità dell'essere femminile di controllare la perdita sanguigna, perdita che invece nel maschio è voluta (caccia, guerra... situazioni cercate). Secondo il filosofo greco solo l'uomo ha la capacità di cuocere il sangue e trasformarlo in sperma, la donna, per il fatto di avere le mestruazioni, non può compiere questo atto (situazione che viene fatta dipendere dal calore corporeo). Questi elementi vengono, tramite la cultura, trasferiti nell'ordine sociale. Il dominio maschile, dunque, deriva da questa categoria conoscitiva, trasmessa per generazioni (interessante notare il fatto che l'idea che il sangue venisse prodotto dalle ossa era già presente fin dai tempi dei sumeri, che distruggevano le ossa dei nemici per distruggerne la storia, cioè il seme. Idea in seguito certificata dalla scienza). Studiando i sistemi di parentela patrilineari e matrilineari l'Héritier arriva ad individuare una ineguaglianza strutturale che fa sì che, nei sistemi matrilineari crow, la struttura si inceppi e non tutti gli uomini possano essere cadetti per tutte le donne del loro gruppo di filiazione, cosa che non accade mai nelle strutture speculari patrilineari. Il rapporto di ineguaglianza non è biologicamente fondato: questo prova che ogni sistema di parentela è una manipolazione simbolica del reale.&lt;br /&gt;Sesso forte, sesso debole non sono altro che termini dell'ideologia. &lt;br /&gt;Una parte del libro riflette, inoltre, sull'atteggiamento delle società nei confronti dell'infertilità femminile e bisogna annotare che tutti i casi di infertilità nelle popolazioni studiate (compresa la nostra, fino alle ultimissime scoperte scientifiche) erano imputate alla donna (donne spesso tacciate di stregoneria o ritenute pericolose per la comunità) grazie a sistemi di filiazione nei quali all'uomo era garantita sempre una discendenza, anche quando era, in effetti, sterile. La sterilità, infatti, non era mai vista come un qualcosa di ordine fisiologico. L'uomo dà la priorità all'ambito sociale su quello biologico, costruendo categorie culturali a seconda dei propri bisogni. L'Héritier a questo proposito cita una sentenza samo che dice &lt;span style="font-style:italic;"&gt;è la parola che fa la filiazione, è la parola che la sopprime&lt;/span&gt;. Con vari esempi si arriva alla conclusione che la filiazione non è mai un semplice derivato della generazione. Questi studi sui sistemi di parentela, oltre a stabilire l'errore dell'ipotesi diffusionista, spiegano il modo in cui la differenza si è tradotta in diseguaglianza. Per questo, fra gli altri, per la Chiesa cattolica ufficialmente vi è uguaglianza ma, siccome Cristo sceglie di incarnarsi in forma maschile, alle donne è vietato essere ordinate sacerdote. Per questo i &lt;span style="font-style:italic;"&gt;bastioni della diseguaglianza&lt;/span&gt; sono contraccezione e aborto, la riappropriazione del corpo della donna. L'idea è quella che il seme veicoli tutta l'identità, di conseguenza alle donne era/è negato lo statuto di individui. Il potere riguarda dunque il controllo (la negazione del controllo) della riproduzione biologica e sociale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-8735764236996728776?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/8735764236996728776/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=8735764236996728776' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/8735764236996728776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/8735764236996728776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/09/appunti-maschile-e-femminile-hritier.html' title='Appunti. Maschile e femminile - Héritier'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-534357650338851606</id><published>2008-08-27T16:43:00.015+02:00</published><updated>2008-08-28T17:57:32.366+02:00</updated><title type='text'>Il ciclo delle mie parole</title><content type='html'>Dai blocchi di partenza della cultura il muscolo atrofizzato della curiosità si tuffa. Annega, ma beve. &lt;br /&gt;Trascinati dalla corrente del flusso temporale galleggiano pensieri cadaverici.&lt;br /&gt;Raccolgo, nelle mani a coppa, parole liquide che filtrano nello spazio fra le dita dove non c'è memoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non siete a Venezia? Vi segnalo &lt;a href="http://www.festivaldellamente.it/"&gt;questo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ho creato &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/gucciola/"&gt;questo&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.youtube.com/user/gucciola"&gt;questo&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-534357650338851606?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/534357650338851606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=534357650338851606' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/534357650338851606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/534357650338851606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/08/il-ciclo-delle-parole.html' title='Il ciclo delle mie parole'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-5670146457656653418</id><published>2008-08-19T19:37:00.007+02:00</published><updated>2008-09-02T16:35:28.626+02:00</updated><title type='text'>Festival Nazionale del Teatro Dialettale. Premio La Guglia d'oro 2008</title><content type='html'>Dedico un altro spazio a questa manifestazione... perché lo merita. Agugliano non è soltanto un paesino dell'entroterra marchigiano, per me è il paesino dell'entroterra marchigiano. Perché ci sono cresciuta io, perché quando passo per le sue strade gli anziani mi salutano e sussurrano "ma quella non è la figlia del dottore?". Immerso nelle dolci colline cariche di viti e fra cittadine splendide e di alto valore culturale (Offagna, Recanati, Osimo, Jesi...) è stato distrutto dall'urbanizzazione selvaggia della vecchia DC, ma evidentemente ha un cuore di ferro. Grazie al lavoro dell'Associazione La Guglia ora ogni aguglianese può vantarsi di ospitare un Festival Nazionale di Teatro Dialettale e, ogni anno, nel campetto del prete, quando si spengono i lampioni stradali e si accendono le luci del palco, la consapevolezza è quella di contribuire a salvaguardare, a unire, a condividere, a imparare - grazie a lingue vive e fatte per stare insieme - un mondo autentico e vitale che lavorando con amore forse riusciremo a non far estinguere. Noi ci crediamo :)&lt;br /&gt;Pubblico due video: un estratto del Festival con le sei Compagnie Teatrali finaliste e una parte dello spettacolo dell'ottimo gruppo folkloristico Li Pistacoppi città di Macerata... ogni volta che li guardo mi fanno venire voglia di sorridere e ballare. E come non ballare trascinati dal saltarello?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/gUgadx70gq0&amp;amp;hl=" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" fs="1" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/GJ5NTnlf1fI&amp;amp;hl=" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" fs="1" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-5670146457656653418?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/5670146457656653418/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=5670146457656653418' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5670146457656653418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5670146457656653418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/08/festival-nazionale-del-teatro.html' title='Festival Nazionale del Teatro Dialettale. Premio La Guglia d&apos;oro 2008'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-4214202835673340533</id><published>2008-08-09T17:28:00.003+02:00</published><updated>2008-08-27T18:06:47.663+02:00</updated><title type='text'>Piccoli talenti crescono.</title><content type='html'>&lt;span style="display: block;" id="formatbar_Buttons"&gt;&lt;span class="on" style="display: block;" id="formatbar_CreateLink" title="Inserisci link" onmouseover="ButtonHoverOn(this);" onmouseout="ButtonHoverOff(this);" onmouseup="" onmousedown="CheckFormatting(event);FormatbarButton('richeditorframe', this, 8);ButtonMouseDown(this);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;In occasione del Festival Nazionale del Teatro Dialettale organizzato dall'associazione &lt;a href="http://www.associazionelaguglia.it/UntitledFrameset-19.htm"&gt;La Guglia&lt;/a&gt; di Agugliano, la Compagnia Teatrale &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Guglia&lt;/span&gt; ci ha deliziati con lo spettacolo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quel che nun se pô cumprà cun dô bòcchi&lt;/span&gt; di Patrizia Falcioni. Teatro e ricerca insieme per non dimenticare quello che siamo nell'utopia di salvare il mondo in cui vorremmo vivere.&lt;br /&gt;Non sono solo piccoli, sono anche bravi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt; &lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jGjmwT3DFTU"&gt; &lt;/param&gt; &lt;embed src="http://www.youtube.com/v/jGjmwT3DFTU" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;  &lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-4214202835673340533?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/4214202835673340533/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=4214202835673340533' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/4214202835673340533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/4214202835673340533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/08/piccoli-talenti-crescono.html' title='Piccoli talenti crescono.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-8352925360934868959</id><published>2008-07-21T18:19:00.014+02:00</published><updated>2008-09-04T11:00:06.698+02:00</updated><title type='text'>6058 chilometri fra Spagna del Sud e Portogallo.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SL5O1G1pPgI/AAAAAAAACB4/rsv4WBe9TDA/s1600-h/IMG_2771+copia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SL5O1G1pPgI/AAAAAAAACB4/rsv4WBe9TDA/s400/IMG_2771+copia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5241713690581483010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Chiedo scusa a chi ha già letto o tentato di leggere queste parole o parole simili a queste su una cartolina scritta in fretta - in una mano la penna, nell'altra un bicchiere di porto - in faccia al &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Museo Alberto Sampaio&lt;/span&gt;, con un clown girovago che mangiava carte da gioco e mi baciava per comprarsi una birra, quando avevamo appena finito di deliziarci con un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bacalhau Assado com Batatas a Murro&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vino Verdhe &lt;/span&gt;in un ristorantino di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Guimarães&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SL5O90av0dI/AAAAAAAACCA/8XxQOrDlqyA/s1600-h/IMG_2793.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SL5O90av0dI/AAAAAAAACCA/8XxQOrDlqyA/s400/IMG_2793.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5241713840255652306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sulla facciata della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sagrada Familia&lt;/span&gt; una ragazza di pietra suona note scolpite su corde di vento. Piange lacrime di guano la pastorella, in eterno la madre implora il soldato romano: mano di Erode; lago di vetro, raglio di sasso.&lt;br /&gt;Dall'alto del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Parc Güell&lt;/span&gt;&lt;span&gt; un sole di porcellana.&lt;br /&gt;Sorseggiamo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sangria&lt;/span&gt; sulle rive del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Guadalquivir&lt;/span&gt;, autostrada di un'intuizione che ha violentato l'oceano prima, il mondo più tardi.&lt;br /&gt;A &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Granada&lt;/span&gt; gitane elemosinano offrendo mazzolini di rosmarino. Sul punto più alto dell'&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;Albaycín&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span&gt; un Cristo di pietra rammendato col fil di ferro. Profumo di dolci e sorriso arabo sopra la calle, sopra il bianco quartiere a illuminare il cielo della città. Finita la scuola padre e figlio a consegnare il pane in splendidi giardini, fiore di porcellana. Arabe fronde di un bosco di colonne, virtuosismo dell'intaglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SL5PQ-1uXCI/AAAAAAAACCI/3BwuwSBwvcw/s1600-h/IMG_2944+copia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SL5PQ-1uXCI/AAAAAAAACCI/3BwuwSBwvcw/s400/IMG_2944+copia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5241714169470671906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cattedrale di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Faro&lt;/span&gt;, portoghese sud rurale dove la gentilezza non è ancora in apnea; romanico consumato sporcato di gotico al nord.&lt;br /&gt;Mangiamo cibo a peso ad &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Almodôvar&lt;/span&gt;, perché nulla vada sprecato.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span&gt;Una vecchia che ricama sotto un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;azulejo&lt;/span&gt; da vedere col tatto, una processione musicale di fantasmi scesi improvvisamente da decine di pullman davanti alla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Igreia de Olhão&lt;/span&gt;, do&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span&gt;ve donne accendono ceri pregando che l'oceano non spenga la vita dei loro uomini pescatori nei giorni di burrasca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SL5Ptlg7HZI/AAAAAAAACCY/Vz8Lj_MFDik/s1600-h/IMG_2866+copia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SL5Ptlg7HZI/AAAAAAAACCY/Vz8Lj_MFDik/s400/IMG_2866+copia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5241714660888747410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span&gt;Timidi sfioriamo l'orgoglio gentile di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alfama&lt;/span&gt;, che non si lascia stuprare dal turismo. Gravido mistero delle sue vite vere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span&gt;Sussurrato da Saramago il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Museo di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ovar&lt;/span&gt;, dove mischiare italiano, inglese e portoghese per condividere la lotta di resistenza dell'etnografia poetica. Sognare Bologna a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Coimbra&lt;/span&gt;, lasciare appoggiati per sempre due o tre occhi sulla sua commovente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sé Velha&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Madonne medievali di legno tarlato e scrostato. Madonne Donne al nono mese, Madonne Donne del latte. Bambini i cui primi passi sono già passi di danza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SL5Ph8tjOHI/AAAAAAAACCQ/GNp0ySFAFfs/s1600-h/IMG_2880+copia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SL5Ph8tjOHI/AAAAAAAACCQ/GNp0ySFAFfs/s400/IMG_2880+copia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5241714460957292658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Muito obrigada Portugal.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://gucciafoto.blogspot.com/2008/07/spagna-del-sud-portogallo-impossibile.html"&gt;Qui&lt;/a&gt; un'impossibile selezione delle 500 foto che hanno scattato i miei occhi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-8352925360934868959?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/8352925360934868959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=8352925360934868959' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/8352925360934868959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/8352925360934868959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/07/6058-chilometri-fra-spagna-del-sud-e.html' title='6058 chilometri fra Spagna del Sud e Portogallo.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SL5O1G1pPgI/AAAAAAAACB4/rsv4WBe9TDA/s72-c/IMG_2771+copia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-46604555579084742</id><published>2008-07-02T16:38:00.008+02:00</published><updated>2008-09-04T11:00:06.698+02:00</updated><title type='text'>Po Drom</title><content type='html'>Preparo un viaggio. Pulisco e scopro un patrimonio di scatolini ammaccati o scuriti dall'uso. In un piatto le iniziali sbiadite di mia madre mi ricordano che non si tratta solo di oggetti, ma di un'eredità di esperienze. Nello scatolone, fra forchette e mollette, incastro ricordi. Scarpe comode sono già ben allacciate ai miei piedi, cammino col passo lungo di chi sa che ha da fare ancora molti chilometri. I pochi già percorsi li trasporto sulle spalle, come la mia bisnonna la fascina che tre uomini le caricavano in spalla. Allento le radici che mi legano a questa terra, alle mie colline dai piedi salati; fugge già la vista dall'aquilone che colorava il cielo sopra casa mia.&lt;br /&gt;Po Drom. Con il cuore sono già sulla strada.&lt;br /&gt;Agli amici porterò indietro parole e immagini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-46604555579084742?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/46604555579084742/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=46604555579084742' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/46604555579084742'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/46604555579084742'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/07/po-drom.html' title='Po Drom'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-6176283467180350175</id><published>2008-06-27T15:34:00.010+02:00</published><updated>2008-08-27T18:09:59.087+02:00</updated><title type='text'>Senza titolo</title><content type='html'>Quattro becchini senza giacca davanti alla pieve. Anche la morte, oggi, sente caldo e si rimbocca la manica destra del nero mantello. Un sole bianco tagliente - come le quattro camicie, come decine di ossa - a penetrare la penombra odor d'incenso e gli scuri pensieri. Fecondare la vita col dolore. Come piccioni portare chicchi di grano e terra sui tetti, come vento un seme nelle fessure dei marciapiedi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi ho letto due volte un &lt;a href="http://www.anobii.com/books/0118f3976e7cb1fb15/comments/"&gt;libro&lt;/a&gt; meraviglioso. Deve avere qualche piega in più - a ricordare certe pagine per sguardi fugaci (fugaci amplessi) - di quelli che consideravo i più sgualciti (i più goduti, i più consumati).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-6176283467180350175?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/6176283467180350175/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=6176283467180350175' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6176283467180350175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6176283467180350175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/06/quattro-becchini-senza-giacca-davanti.html' title='Senza titolo'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-6933665455723305236</id><published>2008-06-22T15:29:00.015+02:00</published><updated>2008-08-27T18:09:01.263+02:00</updated><title type='text'>mercato vs Mercato.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SF5Vy4bOlmI/AAAAAAAAB6Y/UI-oXL_LjDw/s1600-h/pg-scarpa.gif"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SF5Vy4bOlmI/AAAAAAAAB6Y/UI-oXL_LjDw/s200/pg-scarpa.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5214699751170020962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:courier new;" &gt;L'estremo consumo contro l'estremo consumismo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;*Scarpa del &lt;a href="http://www.museoguatelli.it/"&gt;Museo Guatelli&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-6933665455723305236?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/6933665455723305236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=6933665455723305236' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6933665455723305236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6933665455723305236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/06/mercato-vs-mercato.html' title='mercato vs Mercato.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SF5Vy4bOlmI/AAAAAAAAB6Y/UI-oXL_LjDw/s72-c/pg-scarpa.gif' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-2119155965434608293</id><published>2008-06-21T08:53:00.015+02:00</published><updated>2008-08-27T18:06:47.664+02:00</updated><title type='text'>La casa sull'infinito</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SFy10_1vOPI/AAAAAAAAB5o/TNCR4VnueFE/s1600-h/week.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SFy10_1vOPI/AAAAAAAAB5o/TNCR4VnueFE/s320/week.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5214242390682843378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Col poco tempo che avanza fra lavoro ed esami solo un ringraziamento per una giornata splendida, passata in un posto meraviglioso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla più bella rezdora (nonché &lt;a href="http://monte-nuvolo.splinder.com/"&gt;talentuosa attrice&lt;/a&gt;) del mondo, alla sua meravigliosa famiglia e compagnia di amici, a nonno Angelo che ogni volta c'insegna qualcosa di nuovo, noi ragazzi senza tradizioni. &lt;br /&gt;Non è male ritrovarsi a tenere una giraffa in mano lavorando e giocando fianco a fianco con &lt;a href="http://www.veronique-madre.com/"&gt;Véronique&lt;/a&gt;, che ha realizzato questo video delizioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginate nel forno il crepitio della legna che arde. Il sapore aromatico che resta sul cibo e il sapore asprigno di marasche rubate. L'orizzonte fin dove non c'è più orizzonte.&lt;br /&gt;Dondolarsi sotto le querce cercando di capire cosa sia recitazione (Ma &lt;a href="http://trecroci.splinder.com/"&gt;Marco&lt;/a&gt; l'ha già capito).&lt;br /&gt;Essere incapaci di descrivere quello che l'occhio meccanico, che sempre ci accompagna, forse non può registrare.&lt;br /&gt;Senza la donna che mette il dito nella pasta, per provarne la lievitazione, non si può fare il pane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xp-z4C3adiU&amp;hl=fr"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/xp-z4C3adiU&amp;hl=fr" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-2119155965434608293?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/2119155965434608293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=2119155965434608293' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/2119155965434608293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/2119155965434608293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/06/la-casa-sullinfinito.html' title='La casa sull&apos;infinito'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SFy10_1vOPI/AAAAAAAAB5o/TNCR4VnueFE/s72-c/week.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-5321360910338372980</id><published>2008-06-03T11:51:00.007+02:00</published><updated>2008-08-27T18:06:47.664+02:00</updated><title type='text'>Il calderaro. Eravamo quindi siamo.</title><content type='html'>Rame, ossido, stagno, acido, sudore, veleno.&lt;br /&gt;Pelle, muscoli, nervi e ossa.&lt;br /&gt;Corpo e idea, uomo.&lt;br /&gt;Cellula, pensiero, ricordo, parola, tradizione, essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[work in progress...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;(perché non ho abbandonato gli amici della &lt;a href="http://www.associazionelaguglia.it/"&gt;Guglia&lt;/a&gt; e questo progetto mi spinge le pareti del cuore e dell'intestino)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gI-qsDS6EbI&amp;hl=en"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/gI-qsDS6EbI&amp;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tecnicamente ha perso (molto più di molto) in compressione per internet e a causa di quei due fiumi di luce, il montaggio è provvisorio, ma la filosofia, l'amore, il bisogno, il rispetto ci sono già dentro tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-5321360910338372980?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/5321360910338372980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=5321360910338372980' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5321360910338372980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5321360910338372980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/06/il-calderaro-eravamo-quindi-siamo.html' title='Il calderaro. Eravamo quindi siamo.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-1319726092227193506</id><published>2008-05-26T18:37:00.020+02:00</published><updated>2008-09-03T11:04:19.713+02:00</updated><title type='text'>Appunti per una teoria dell'identità zingara</title><content type='html'>L'identità si forma a contatto con la diversità, presupposto di una vera universalità. Questo è un concetto che i rom hanno molto chiaro. Ai loro bambini la prima cosa che insegnano è la differenza fra rom e non rom, ovvero gagè. In questo atteggiamento, sicuramente, si nasconde anche il seme di una diffidenza, frutto di millenni di persecuzioni e garanzia di sopravvivenza fisica e culturale (unione nella sofferenza), ma allo stesso tempo un diverso modo di concepire il mondo e se stessi. Per l'uomo occidentale, troppo spesso, non esiste diversità praticabile, il dialogo avviene solo a seguito dell'omologazione. I rom, invece, concepiscono quello che sono solo grazie alla differenza con l'altro. La storia ha dimostrato che l'occidente ha spesso considerato l'altro una minaccia da annientare o, peggio, fagocitare (colonizzare, adottare, educare). Zingaro, invece, non esiste se non esiste gagè. L'altro, proprio nella sua diversità, è valore fondante dell'io. Lo zingaro è abituato, dopo infinite peregrinazioni, al confronto con ogni popolazione e, da ognuno di questi confronti, nasce una specificità che non impedisce alle varie comunità sparse per il mondo di capirsi e riconoscersi a prescindere dal percorso migratorio affrontato. Ogni rom vive una doppia identità culturale. La propria e quella del paese d'appartenenza (ne adotta i riti, la lingua, le abitudini conservando, contemporaneamente, i propri). Alleandosi con la cultura maggioritaria ne impedisce l'assimilazione. Vogliamo cacciarli dalla nostra terra senza considerare che il rom non ha terra, di conseguenza il mondo intero è il suo luogo, nel mondo intero ha diritto di cittadinanza, dove è la comunità (che intera corrisponde alla nostra famiglia, anche senza vincoli di parentela) è la sua casa. Senza considerare, poi, il fatto che quasi tutti i rom che vivono ormai da decenni sul nostro territorio si sono registrati e sono, a tutti gli effetti, cittadini italiani. &lt;br /&gt;Ci spaventa la diversità dell'uguale. Infatti, mentre le donne hanno mantenuto un aspetto "folcloristico" per ragioni pratiche (ad esempio un "effetto scenografico" per la chiromanzia), gli uomini, dovendo ormai adottare i lavori dei gagè, sono pressoché indistinguibili da noi. &lt;br /&gt;La cosa che maggiormente avremmo da imparare da uno zingaro è la concezione utilitaristica del lavoro che viene sempre dopo la persona. Ormai incapaci di concepire le nostre vite al di fuori di una maschera sociale abbiamo corrotto irreversibilmente la nostra scala di valori e gli affetti, il piacere sono amputati dalla nostra vita frenetica. Il rom sa che il lavoro dà sostegno economico, ma è ancora in grado di pesare il valore dei rapporti e sa che una giornata spesa in compagnia è altrettanto importante che una giornata lavorativa. Costringere l'uomo ad orari fissi è stata una delle sconfitte dell'uomo contemporaneo che, dopo aver inventato macchinari che gli permettessero di avere più tempo libero (produrre di più in minor tempo con minori costi) non è comunque riuscito a liberarsi dalla costrizione della giornata lavorativa fissa e di tempo, di fatto, non ne ha risparmiato. Inoltre lo zingaro non concepisce il lavoro in termini di guadagno monetario, ma guadagno creativo.&lt;br /&gt;Quando i primi rom provenienti dai paesi balcanici sono approdati in Italia, secoli fa, hanno adattato le loro abilità artigianali ed artistiche al nostro mondo prevalentemente contadino, seguendo le feste paesane e fornendo cure alle nostre credenze popolari (al malocchio). Con l'avvento della società dei consumi non è morta solo la solidarietà su cui si fondavano i rapporti fra le persone, ma sono venute meno le loro microeconomie. Li abbiamo costretti a mandare i bambini a scuola, nonostante la loro cultura preveda che la comunità intera si occupi dell'educazione dei bambini, per poi ghettizzare i piccoli creando classi speciali con portatori d'handicap e immigrati che non parlano la lingua attribuendo, così, un valore negativo alla differenza.&lt;br /&gt;Il rom non concepisce la guerra. La guerra è conseguenza della sedentarietà, del considerarsi padroni, proprietari di qualcosa. Il nomadismo, invece, è collegato al concetto di commercio. Il mondo si trasforma in un grande mercato, luogo neutro, di scambio e di pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;[...] xulaj [in romanes] significa padrone, colui che è il possessore, detentore di qualcosa, in particolare di terre e di case. Analizzando l'etimo di xulaj viene fuori una associazione molto sintomatica con rulì o xolì, che esprime la rabbia, l'ira. Dunque il possesso si accosta alla rabbia, mentre in italiano padrone deriva da padre, la persona che ha diritto di possesso, per lo zingaro il padrone rappresenta l'eterno irascibile.&lt;/span&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra è una cultura scritta dove quasi non esiste spontaneità, ogni produzione culturale deve rifarsi al precedente, ogni produzione artistica è mummificata nel peso di una tradizione fondamentale e spesso ingombrante (rinascimento o neorealismo che sia). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;In un convegno svoltosi a Cachan nel 1995 sulla Resistenza francese si alzò un signore e disse: "Io ho fatto tutta la Resistenza, ma mentre la facevo non avrei mai immaginato che fosse una cosa tanto complicata come ora la state facendo voi"&lt;/span&gt;**&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rom fa vivere la sua cultura orale sul momento, per lui esistono solo il presente e la memoria che l'essere umano è in grado di archiviare, più vicina al concetto di esperienza che di Storia. Ciò gli assicura maggiore istinto e predisposizione all'ascolto. Maggiore capacità d'interpretazione. Con quintali di carta e le peggiori violenze non siamo stati in grado di sopraffare un alito di voce sempre pronto ad augurarci Lactho Drom: buon viaggio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;span style="font-style:italic;"&gt;L'identità zingara. Riti miti magie racconti proverbi lingua, Bruno Morelli, Anicia, 2006, pag.53&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;**&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Prima lezione di storia contemporanea, Claudio Pavone, Editore Laterza, 2008, pag.65&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 8 giugno corteo nazionale contro gli atti razzisti perpetrati contro il popolo rom, per informazioni e adesioni &lt;a href="http://www.associazionethemromano.it/newsletter.htm"&gt;http://www.associazionethemromano.it/newsletter.htm&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-1319726092227193506?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/1319726092227193506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=1319726092227193506' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1319726092227193506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1319726092227193506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/05/appunti-per-una-teoria-dellidentit.html' title='Appunti per una teoria dell&apos;identità zingara'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-6855838415304856378</id><published>2008-05-19T13:51:00.008+02:00</published><updated>2008-08-27T18:06:22.887+02:00</updated><title type='text'>Sarà l'odore di pioggia che contamina i miei pensieri</title><content type='html'>Ho visto un uomo morire e diventare cosa, ma non non ho sentito la differenza con i vivi, oggetti del sistema. Il suicidio è ad un livello intellettuale superiore alla sopravvivenza, è il rifiuto della legge naturale, la lotta di liberazione dalla tirannia di una falsa realtà temporanea. La proclamazione del non essere per scelta opposta al non essere per condanna divina. &lt;br /&gt;Ho visto un uomo morire in treno e così proseguire il viaggio. Cavo dell'alta tensione: onde sulla panoramica quasi salata del tramonto.&lt;br /&gt;Poi l'amore di Antinoo e Adriano. &lt;br /&gt;I mie sentimenti, pur in primavera, non si svegliano ancora dal lungo letargo di Genova.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-6855838415304856378?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/6855838415304856378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=6855838415304856378' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6855838415304856378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6855838415304856378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/05/sar-lodore-di-pioggia-che-contamina-i.html' title='Sarà l&apos;odore di pioggia che contamina i miei pensieri'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-8022963020120669913</id><published>2008-05-14T09:02:00.012+02:00</published><updated>2008-08-27T18:09:43.151+02:00</updated><title type='text'>Dall'estremo ieri all'estremo domani</title><content type='html'>Finalmente posso presentarvi il motivo di tanta assenza dai vostri blog (e dalla mia vita). Del Museo Guatelli ho già avuto modo di parlare &lt;a href="http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/11/una-passeggiata-nel-bosco-delle-cose.html"&gt;(qui)&lt;/a&gt; e di descrivere l'amore puro che mi lega a questo luogo in cui è contenuta tutta la poesia, la pazzia, l'utopia di Ettore; un luogo in cui ognuno dei suoi 120.000 oggetti parla, racconta la fatica dell'uomo. Nello stesso casolare di campagna ho imparato a far sorridere i bimbi, a costruire con loro burattini, lavorare al telaio e con la creta, raccontare come fosse un gioco la favola del maestro Ettore, aprire ad una ad una le porte del museo aspettando ogni volta il loro "oooooh". Poi, grazie al laboratorio sul documentario di &lt;a href="http://www.mammutfilm.it/index.php?id=1168022485"&gt;Francesco Merini&lt;/a&gt;, alla pazienza dei tecnici dello spazio cinema di Bologna (Véronique, Stefano, Mirella), a &lt;a href="http://www.ciscovox.it/page.php"&gt;Cisco&lt;/a&gt; e ai &lt;a href="http://www.ramblers.it/home/home_1.asp?idpag=17"&gt;Modena City Ramblers&lt;/a&gt; a cui abbiamo rubato la canzone (e che dobbiamo aggiungere ai titoli di coda), abbiamo potuto (io, Silvia Guidotti, Fabio Terra e &lt;a href="http://monte-nuvolo.splinder.com/"&gt;Lucia Tralli&lt;/a&gt;) realizzare questo ricordo di Ettore che, finalmente, ho modo di condividere sul blog. Con l'emozione con cui l'abbiamo realizzato vi chiedo 13 minuti di pazienza e, soprattutto, un vostro giudizio. Un grazie infinito alla direzione del museo ma, soprattutto, agli intervistati: Gianni Guatelli (il cugino di Ettore), Donatella Canali (sua ex-alunna), Jessica Anelli (conservatore del &lt;a href="http://www.museoguatelli.it"&gt;museo&lt;/a&gt;). Tutte persone veramente eccezionali.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed id="VideoPlayback" style="width:400px;height:326px" flashvars="" src="http://video.google.com/googleplayer.swf?docid=358688112044866403&amp;hl=it" type="application/x-shockwave-flash"&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-8022963020120669913?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/8022963020120669913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=8022963020120669913' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/8022963020120669913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/8022963020120669913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/05/dallestremo-ieri-allestremo-domani.html' title='Dall&apos;estremo ieri all&apos;estremo domani'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-68573148475723348</id><published>2008-05-03T16:34:00.012+02:00</published><updated>2008-09-04T11:00:06.699+02:00</updated><title type='text'>Frammenti di Terre di Ponente</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SByC_Nfo-tI/AAAAAAAABr8/fq9KU_kh_84/s1600-h/IMG_1369+dettaglio.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SByC_Nfo-tI/AAAAAAAABr8/fq9KU_kh_84/s400/IMG_1369+dettaglio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196172092544449234" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Entri in Liguria e il cielo azzurro si staglia lungo i profili montani carichi di ulivi, poi scivola a valle lungo le terrazze e le nuvole diventano onde. Nei borghi medievali uomini sporchi dal lavoro si salutano ancora a pugno chiuso e i bambini, abbracciati dai portici, giocano in piazza discretamente sorvegliati dalla comunità intera. Nei bar si consumano mazzi di carte fra cani golosi e ruffiani, i piccoli si arrampicano sugli sgabelli per arrivare a chiedere un gelato. Ci si prende a parole solo un pò. I gatti sonnecchiano dopo i pasti preparati dalle gattare, aprono appena un occhio di traverso per sbirciare minacciosi o preoccupati un turista. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SByDF9fo-uI/AAAAAAAABsE/lhcRn52rxdY/s1600-h/IMG_1749+dettaglio.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SByDF9fo-uI/AAAAAAAABsE/lhcRn52rxdY/s400/IMG_1749+dettaglio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196172208508566242" /&gt;&lt;/a&gt; Gli occhi divorati dalla luce non riescono ad abituarsi alla penombra delle chiese, l'odore dell'incenso e una musica di violino si diffondono nelle strade. Le case hanno messo radici e le donne hanno steso i panni. In un terrazzino un cavallo a dondolo aspetta la fine della scuola accontentandosi del vento. I carruggi e i burroni, l'odore dell'olio nei frantoi che acquisisce diverse sfumature sul legno e sulla pietra. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SByDTNfo-vI/AAAAAAAABsM/nAwkek_vzsc/s1600-h/IMG_1639+dettaglio.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SByDTNfo-vI/AAAAAAAABsM/nAwkek_vzsc/s400/IMG_1639+dettaglio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196172436141832946" /&gt;&lt;/a&gt; A Toirano un Piccolo museo etno-antropologico dove sono narrate leggende scritte a mano su un vecchio quaderno a righe, il terribile Buranco; a Dolce Acqua le bandiere rosse per il 1 Maggio; ad Apricale una coppia che vende libri e difende dalle pallonate oggetti resi nobili dal tempo e poster del cirque du bidon: tristi pagliacci in pensione; ai piedi di Bajardo il mondo intero, nelle sue strade gli anziani a tenersi compagnia, le osterie coi tavoli pieni di vino e di birra, a dominare il paese la chiesa distrutta dal terremoto del 1887: soffitto di cielo e pavimento d'erba, raggi di sole a decorare le pareti; a Cervo i vicoli a cadere sul mare, terrazzine sospese e negozietti per turisti. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SByDe9fo-wI/AAAAAAAABsU/Klj3GoJ2z30/s1600-h/IMG_1742+dettaglio.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SByDe9fo-wI/AAAAAAAABsU/Klj3GoJ2z30/s400/IMG_1742+dettaglio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196172638005295874" /&gt;&lt;/a&gt; Conquistiamo Castelvecchio di Rocca Barbena affascinati dalle vie mascherate da cunicoli in pietra dove l'edera mangia pietra e finestre e le case s'inginocchiano al castello. Un uomo chiama dalla finestra suo figlio. A Borgo di Balestrino ci fermiamo a parlare con una donna talmente affezionata e triste per il suo paese abbandonato a seguito di una frana, da tornare a tagliare l'erba della sua piccola aiuola fra le macerie, con un falcettino arrugginito. &lt;br /&gt;Ad Imperia un sorriso amico, tutta la gentilezza di &lt;a href="http://unpercento.blogspot.com"&gt;ed&lt;/a&gt; che ci mostra la Foce e il Parasio fra un belìn e l'altro. La sensazione di stare con chi conosci da sempre in luoghi che ti viene voglia di abitare. Come avere &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Crêuza de mä&lt;/span&gt; negli occhi, sentirla negli organi interni. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SByDxdfo-xI/AAAAAAAABsc/xFpouJFGJpQ/s1600-h/IMG_1728+dettaglio.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SByDxdfo-xI/AAAAAAAABsc/xFpouJFGJpQ/s400/IMG_1728+dettaglio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196172955832875794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se le uniche foto possibili le hanno scattate gli occhi &lt;a href="http://gucciafoto.blogspot.com/2008/05/terre-di-ponente.html"&gt;qui&lt;/a&gt; trovate qualche avanzo d'immagine... fino al prossimo viaggio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-68573148475723348?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/68573148475723348/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=68573148475723348' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/68573148475723348'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/68573148475723348'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/05/frammenti-di-terre-di-ponente.html' title='Frammenti di Terre di Ponente'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SByC_Nfo-tI/AAAAAAAABr8/fq9KU_kh_84/s72-c/IMG_1369+dettaglio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-7430379244705118597</id><published>2008-04-26T18:11:00.006+02:00</published><updated>2008-09-04T11:00:06.699+02:00</updated><title type='text'>Momenti a casa Cervi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SBNdr9fo-iI/AAAAAAAABqk/XFyZED2daec/s1600-h/IMG_0988+copia.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SBNdr9fo-iI/AAAAAAAABqk/XFyZED2daec/s320/IMG_0988+copia.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5193597805111343650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Siamo arrivati "alla bassa" in un meraviglioso giorno di primavera. Già dalla mattina sapevo che non sarebbe stato un giorno qualunque e attendevo con ansia l'arrivo (fin da Ancona) in un treno superaffollato di mia mamma, mio fratello e Agnese. Ancora prima di alzarmi immaginavo che quell'alba mi sarebbe parsa di un rosso più intenso del solito, che una forte consapevolezza durante tutto il giorno avrebbe camminato a fianco del mio sentire, che uno spirito di fratellanza mi avrebbe reso lieve e dolce il respiro. Casa Cervi ti accoglie come solo un abbraccio materno è capace di fare. Appena entri nel cortile senti una dolce sensazione di calore al ventre, ti sembra che papà Cervi sia ancora lì ad attenderti. L'orizzonte infinito accarezza il fossato. Il grano, ancora verde, ondeggia sfiorato dal vento. Già dalla mattina avevo messo in borsa le bandiere che mi accompagnano da una vita. Ci aspettavamo che ad accoglierci, all'ingresso, ci sarebbe stato "Cin", partigiano sorridente dal dialetto difficile, e così è stato. A fianco a noi ragazzi con la kefia e i piercing, donne con fiori fra i capelli, gonne colorate, sottane, voci, giochi e sorrisi di bimbi, odore di grigliata, collane. Sotto il palco tanta gente aspettava di cantare. Ogni tanto intravvedevamo fra la folla numerosissima una mondina: cappello di paglia, calze smagliate, vestaglia, fazzoletto rosso al collo; poi un partigiano. Signore preparavano la pasta fatta in casa e ridevano delle mie importune fotografie. Avrei voluto portarmi via un ritratto di ogni componente di quella grande famiglia, una famiglia che sentivo mia. Dopo l'applauso del discorso ufficiale, migliaia di mani si sono alzate al cielo, ad accompagnare i Fiamma Fumana e il girotondo delle mondine più sorridenti che mai, Cisco, La Casa del Vento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Son la mondina, son la sfruttata,&lt;br /&gt;son la proletaria che giammai tremò:&lt;br /&gt;mi hanno uccisa, incatenata,&lt;br /&gt;carcere e violenza, nulla mi fermò...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Irresistibile voglia di saltare per scaricare la troppa vita che straripava dalle mie vene. Sollievo nella consapevolezza che la memoria non morrà mai, finché esisteranno partigiani come noi, tutti quelli che come noi parteggiano, sono di parte, dalla parte giusta! E un grazie speciale a chi ha reso possibile questa boccata di speranza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://gucciafoto.blogspot.com/2008/04/momenti-casa-cervi.html"&gt;Qui&lt;/a&gt; alcune delle tantissime foto, dei tanti ritratti, di questa indimenticabile giornata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-7430379244705118597?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/7430379244705118597/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=7430379244705118597' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/7430379244705118597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/7430379244705118597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/04/momenti-casa-cervi.html' title='Momenti a casa Cervi'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/SBNdr9fo-iI/AAAAAAAABqk/XFyZED2daec/s72-c/IMG_0988+copia.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-560498162052166108</id><published>2008-04-20T10:18:00.009+02:00</published><updated>2008-09-03T10:57:10.046+02:00</updated><title type='text'>A Pastè e per un uomo nuovo</title><content type='html'>Pastè passava le sue giornate in piazza. Pastè era sempre il primo a votare. Pastè era stato l'unico a concedere il muro di casa sua per appendere la bacheca con L'unità. Tutti conoscevano Pastè, ma quasi nessuno sapeva che Pastè era malato di tumore, uno di quei tumori che non lasciano speranza. La notte del 13 Aprile era stata particolarmente difficile, il dolore era una spia che poteva facilmente identificare. Il cielo nuvoloso, all'alba, era andato via via schiarendosi, fino a regalare alle persone libere un meraviglioso sole. Io dalle 6:45 vivevo la prigionia del seggio. Dopo due giorni di conteggi di schede, la burocrazia aveva ormai mangiato e digerito i miei pensieri. A cinque minuti dalla chiusura Pastè si era affacciato alla porta dell'aula di scuola materna in cui svolgevo per la prima volta il mio compito di scrutatrice. Il rappresentante di lista alla mia destra mi aveva sussurrato che non servivano documenti, solo una ragazza giovane come me poteva non sapere che quello era Pastè. Di fronte ai miei occhi un signore che dimostrava più della sua età, affaticato, ma deciso. Gli ho restituito la tessera elettorale. Sua sorella, che lo sosteneva, lo ha visto cominciare a piegarsi ma, nonostante tutto, arrivare fino alla cabina in cui non riusciva a stare in piedi. Provvidenzialmente gli è stata data una sedia. Si è seduto con la scheda e la matita in mano, ha cominciato a segnare il suo voto e poi ha emesso l'ultimo rantolo. La burocrazia ci ha impedito di precipitarci a soccorrerlo e si è dovuto aspettare il finanziere per tirarlo giù dalla sedia, perché la priorità era data alla scheda parzialmente votata. La burocrazia ha impedito ai soccorritori di non infierire con mezz'ora di rianimazione sul corpo di un uomo chiaramente morto. La burocrazia ci ha impedito di lasciare la stanza col cadavere, mentre i parenti subivano un doppio dramma. La burocrazia ci ha impedito di piangere l'uomo, che ormai non era altro che cosa, e ci ha costretti a proseguire, col cadavere nella stanza, al conteggio. Sono uscita a mezzanotte dal seggio ancora più convinta che questa società ha perso. L'uomo ha perso. &lt;br /&gt;Veltroni, a cui Pastè stava cercando di consegnare il suo voto, nonostante la morte, sappia che ha disilluso la speranza di un uomo che stava morendo e ha comunque trovato la forza di vestirsi, salire in macchina, sfruttare gli ultimi minuti disponibili di apertura del seggio e di vita per credere ancora in qualcosa che è definitivamente morto con lui, è morto in questa società, è morto con questa politica.&lt;br /&gt;I giornalisti comincino a sentirsi responsabili per questo clima di odio sociale, per questa caccia alla sicurezza, per questa esaltazione dell'interesse personale.&lt;br /&gt;Non servono i commenti elettorali. Sono passata attraverso la completa sfiducia nell'uomo. In treno, al ritorno, ho guardato tutti con odio, ho pianto, ho singhiozzato, ho urlato senza che nessuno mi chiedesse se stavo bene, se avevo bisogno di una carezza. Ora ho solo bisogno di poter credere alla distruzione di questo modello sociale e alla riconquista di una solidale umanità. Una sinistra moderata non serve ed è bene che, per propria colpa e per colpa di chi di sinistra non ha più neanche l'ombra, sia scomparsa. Aspetto di capire se posso investire quel po' di anima che mi è rimasta in un nuovo progetto. Se si può di nuovo convincere a dare. Ho bisogno di tempo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-560498162052166108?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/560498162052166108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=560498162052166108' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/560498162052166108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/560498162052166108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/04/past-e-per-un-uomo-nuovo.html' title='A Pastè e per un uomo nuovo'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-4313673174680712605</id><published>2008-04-05T14:57:00.010+02:00</published><updated>2008-09-04T11:00:06.700+02:00</updated><title type='text'>Aki</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.anobii.com/books/01c90ffd025bc5a816/" title="Per saperne di più su Dialogo sul cinema, la vita, la vodka"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;item_id=01c90ffd025bc5a816&amp;time=0" title="Per saperne di più su Dialogo sul cinema, la vita, la vodka" alt="Immagine di Dialogo sul cinema, la vita, la vodka" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;In me c'è un 60% di esistenzialismo, un 20% di comunismo, un 10% di ecologismo di sinistra e un 10% di anarchia. Tutto il resto è acqua e normale socialdemocrazia&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Dialogo sul cinema, la vita, la vodka&lt;/span&gt; di Aki Kaurismäki e Peter von Bagh è, innanzitutto, pubblicato dalla casa editrice ISBN di cui segnalo anche &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Come gli stregoni hanno conquistato il mondo&lt;/span&gt; di Francis Wheen e curato dalla cineteca di Bologna. Il cinema di Aki mi è particolarmente caro perché rappresenta "un granello di sabbia in un mondo insensato" definizione tratta dalle parole del regista stesso, che così ha definito la sua scelta di rifiutare l'invito dell'academy of motion picture arts and sciences vista l'imminenza della guerra in Iraq, aggiungendo a ciò la dichiarazione che "il cinema deve vivere, ma si dovrebbe accordare la stessa possibilità ai civili iracheni: bambini, donne, uomini". Il cinema di Aki è spesso il cinema degli ultimi che arrancano nella società del colonialismo americano, ma quasi senza l'elemento del conflitto di classe, visto che dai poveri ai ricchi siamo tutti schiavi della stessa malattia: il mercato. E' un cinema che cerca disperatamente l'umano e lo trova nella dignità del sentimento che ormai riesce a sopravvivere solo nel bisogno, sopraffatto dalle insegne al neon che hanno distrutto l'immagine delle città e il criterio di solidarietà fra le persone. Commuove questa ricerca disperata di speranza, questo voler dare l'immagine della dignità, del rispetto di se stessi nonostante la perdita totale sul piano sociale degli emarginati che il cinema ha rifiutato di rappresentare. Helsinski, come fosse un corpo, si trasforma, diviene un cancro che, attraverso la disoccupazione, corrode l'essere sociale la cui unica salvezza risiede nella solidarietà che sta via via scomparendo. I dialoghi si rarefanno e gli attori recitano con la forza dello sguardo, la sensibilità europea del fare cinema diventa preponderante e si esprime la potenza ideale dell'inattività, della persona qualunque, dello spazio caricato di oggetti portatori della sensazione nostalgica della fine di un mondo e dell'inizio del niente. L'importanza del silenzio o dello spazio bianco fra le righe. Persino Amleto si mette in affari, nel commercio delle paperine di gomma. Lo stato sociale soccombe, il modello del socialismo reale perde la guerra fredda e alla Finlandia non resta altro che la vodka, così nasce la pazza anarchia anticlericale dei Leningrad cowboys con la loro critica a questa democrazia con la frusta. Di Aki mi piacciono il coraggio e la fantasia intuitiva e spontanea che non si lasciano schiacciare dalla sua notevole preparazione intellettuale, il suo modo di fare cinema con pigrizia e artigianato. Di Aki mi piace che i suoi personaggi possano parlare con un fiore o bruciare gli scritti di una vita per scaldare la propria donna malata senza cadere nella retorica ma essendo profondamente umani nel momento in cui l'umanità si estingue. Di Aki mi piace la foto di Peltsi bambino in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Nuvole in viaggio&lt;/span&gt;. Mi piace sentire il desiderio di chiamarlo per nome, guardare il suo viso fotografato e, tastandolo, sentirlo caldo nonostante il gelo del Nord da cui sente l'esigenza di fuggire. Mi piacciono la sua ironia e la sua rabbia disperata a cui i suoi personaggi cercano di dare un'ultima speranza, il fatto che, nell'età del postmoderno, creda ancora all'importanza di una storia. A tutto questo denso umano, la sua amicizia con von Bagh aggiunge calore su calore, simpatia e comprensione immediata, il gusto di poter ascoltare una conversazione fra vecchi amici malati (quindi innamorati) di cinema e di vita, che non sono altro che la stessa cosa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-4313673174680712605?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/4313673174680712605/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=4313673174680712605' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/4313673174680712605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/4313673174680712605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/04/aki.html' title='Aki'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-1207831436544210076</id><published>2008-03-31T14:12:00.014+02:00</published><updated>2008-08-27T18:09:43.151+02:00</updated><title type='text'>Un pizzico di nostalgia</title><content type='html'>In questi ultimi mesi di vita universitaria la semplice azione di entrare e uscire dal portone monumentale del mio dipartimento ha acquisito un sapore di dolciastra malinconia, appena uno zucchero a velo di tristezza. Ho comprato un borghesissimo thè al limone, invece della più proletaria acqua-della-macchinetta-a-30-centesimi, per superare tre ore di affollatissima solitudine (quattro libri popolano la mia borsa) e mi sono andata a sedere davanti a questo schermo anche se la voglia era quella di lasciare che la mia pelle potesse godere di questo sole malato da finta primavera e spartire un pò della mia pizza con i temerari passerotti della Montagnola, invece di accontentarmi delle rondini stilizzate sulla bottiglia di plastica. Tant'è che la voglia di raccontare mi ha spinta qui, forse perché stamattina i margini dei libri e il taccuino nero sono già sazi di pensieri scritti con calligrafia veloce e nervosa. Innanzitutto ieri ho potuto visitare, per giunta gratuitamente, considerata la settimana della cultura, la pinacoteca di Brera. Lasciati i visi - stanchi nonostante fosse domenica - della metropolitana, lasciato il Duomo e le migliaia di persone e piccioni ai piedi della madonnina o davanti le vetrine griffate, sono passata sotto lo sguardo marmoreo barbuto e buono di Leonardo Da Vinci, per sempre condannato, nella sua immobilità, a guardare uomini e donne eleganti entrare alla Scala senza mai poter godere di un solo spettacolo. Un tram giallo fermo al semaforo dava al paesaggio quel tono di colore che mancava al cielo sereno e grigio: voglia del sole di Lisbona. Brera impacchettata dal restauro ci ha accolto con lo striscione di qualche studente che intendeva metterci in guardia sul pericolo della morte (per omicidio e non per suicidio come qualche teorico vorrebbe farci credere) dell'arte. Nonostante l'audio-guida ci siamo goduti Raffaello, Mantegna, Bellini, Caravaggio, tutta l'iconografia cristiana rinascimentale come pure la collezione Jesi coi suo Morandi, Picasso, Marini, Boccioni, Carrà ecc. E negli occhi ci sono rimaste le rughe di dolore non della Madonna, ma la pietà di una madre. A questo si è aggiunta la strana sensazione di frequentare l'ultimo corso con una ricercatrice che, attraverso l'amore per Chatman, Deleuze, Bergson, Bazin e per tanto cinema europeo, ci ha dato tutto quello che ho imparato in questi anni di università e di vita. Attraverso la lezione dell'esistenzialismo prima e di Heisenberg poi, e abbandonando i manuali, ci ha insegnato innanzitutto a trovare un nostro proprio metodo d'analisi, a sviluppare un pensiero critico, fare igiene mentale e non accontentarci mai del già detto. Ma non si è limitata a farci innamorare della potenza innegabile dei mondi di luce , con più affetto si è rivolta ai suoi limiti, all'impossibilità dell'uomo di descrivere la tragedia, al mutismo dell'orrore. Così nella Sarajevo di Angelopoulos la tragedia resta dietro la nebbia, Dreyer ha una caduta di stile nel cercare di rappresentare la morte, i personaggi di Hiroshima mon amour non possono ricordare gli olocausti della seconda guerra mondiale. Chi ama il cinema deve vedere almeno una volta nella vita l'ultimo epiodio di Al di là delle nuvole e rubare una lezione di Loretta Guerrini al DAMS, l'università non della formazione al lavoro, come vorrebbero tanti industriali, ma della crescita culturale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-1207831436544210076?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/1207831436544210076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=1207831436544210076' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1207831436544210076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1207831436544210076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/03/un-pizzico-di-nostalgia.html' title='Un pizzico di nostalgia'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-6128862476151824457</id><published>2008-03-22T17:33:00.008+01:00</published><updated>2008-08-27T18:06:43.229+02:00</updated><title type='text'>La resistenza non è solo ricordo</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.mondine.it/radici-resistenti/" title="Radici Resistenti - 25 aprile 100 blogger"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img border="0" alt="Radici Resistenti - 25 aprile 100 blogger" src="http://www.mondine.it/wp-content/uploads/2008/03/badge25aprile.png"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La resistenza non è solo ricordo, la resistenza è presente e speranza di futuro. In vecchie sedi di partito con le pareti scrostate, le cui crepe sono nascoste da strati di vecchi poster ingrigiti dal fumo, nei centri sociali, nelle piazze colorate da un mare di bandiere rosse si fa ancora resistenza. Ennio il partigiano è morto, ma la sua rabbia e il suo amore cresce inestirpabile dentro ognuno dei suoi comunisti d'allevamento, dentro di noi.&lt;br /&gt;Al Museo Cervi ci siamo stati per la prima volta un paio d'anni fa e c'è rimasto nel cuore per sempre. Nella pianura infinita abbiamo incontrato gente cordiale di campagna e osservato le spighe di grano che cominciavano, piano, a crescere accarezzate dal vento come il nuovo raccolto di Alcide. Ci siamo sentiti vivi in un luogo di una sacralità vitale e non cadaverica come quella impostaci dalla religione e dalle nuove religioni di mercato. &lt;br /&gt;Al Museo Cervi ci ha accolto Cin e non c'era bisogno di districare il suo dialetto difficile per capire quello che aveva la necessità di raccontarci, bastava osservare le sue mani muoversi frenetiche a sostenere la forza di parole indomite, a scuotere ogni muscolo del suo corpo anziano e della sua anima giovane per poi appoggiarsi su strumenti contadini abbandonati dal tempo e raccontarci, piano, quasi con rispetto, di Alcide, di Genoveffa, dei loro figli.&lt;br /&gt;Fra le nostre montagne il nostro pensiero si è appoggiato commosso e rispettoso su ogni lapide, abbiamo provato vergogna nel sentirci destinatari di quel sacrificio.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con orgoglio e speranza ci consideriamo figli di una grande madre tenera e forte il cui eroismo senza retorica viene ogni giorno sacrificato dall'ignoranza, dall'interesse personale, dall'odio, dalla smemoratezza, dal revisionismo. Una madre povera ricca di umanità e coraggio. Una madre saggia dal cui parto è nato il frutto che protegge nel suo nucleo il seme dei diritti civili: la nostra povera costituzione martoriata dai parassiti. Perché la nostra grande famiglia non dimentica gli orrori del fascismo ancora vivi e minacciosi e non rinuncia al sogno di una società più giusta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viva la resistenza!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 25 Aprile vi voglio tutti al grande concerto a Casa Cervi, a Campegine di Gattatico. Per mostrare che per noi è ancora viva e necessaria la resistenza, per cantare con il coro delle mondine di Novi, i Fiamma Fumana, Cisco e La Casa del Vento.&lt;br /&gt;E un ricorso commosso di Maria, che ci ha lasciato nel Giugno dello scorso anno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-6128862476151824457?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/6128862476151824457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=6128862476151824457' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6128862476151824457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6128862476151824457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/03/la-resistenza-non-ricordo.html' title='La resistenza non è solo ricordo'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-5723845629097029079</id><published>2008-03-22T14:03:00.017+01:00</published><updated>2008-08-27T18:09:43.151+02:00</updated><title type='text'>Misticanza 2.0</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;Contro il gran numero di ideologie&lt;br /&gt;che noi abbiamo rifiutato&lt;br /&gt;l'unica grande invenzione davvero efficace&lt;br /&gt;e che ci piace è&lt;br /&gt;questa dittatura imposta dal mercato.&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Giorgio Gaber&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra giornate passate a sciogliere pagine d'inchiostro in caffè annacquati il sollievo di laghi nelle fossette agli angoli della bocca di bimbi felici. Ridare vita alla cose morte e creare poesia con ciò che è vivo solo in potenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stata lontana da internet e dal sole per un esame che ha preteso più vita di quel che meritava, ma ho comunque un pò di cose da raccontare e ricordare e voglio farlo qui, in questo pezzo di carta inodore. &lt;br /&gt;Al &lt;a href="http://www.museoguatelli.it/"&gt;Museo Guatelli&lt;/a&gt; ho collaborato ai laboratori didattici con i bambini delle elementari. Abbiamo costruito sorrisi e burattini e, timida, ho visto alzarsi prima una, poi tante manine a chiamarmi "maestra", io che so che sarò studentessa per sempre perché una vita intera non basta ad imparare per potersi davvero dichiarare maestri di qualcosa. E ho preso il giallo filo di lana fra le mani, i pezzi di stracci, i cucchiai di legno per cucinare, le matite colorate, i piccoli telai e con loro - e altre splendide persone - ho creato figure pronte a prendere vita grazie alla fantasia anarchica e esplosiva dei bambini. &lt;br /&gt;Oggi per la strada una donna di quattro anni non rinunciava al suo ombrello colorato, in pieno sole, nonostante i tentativi di sua madre e io meravigliavo del suo mondo libero, senza regole, dove un ombrello non ripara dalla pioggia, ma è una macchia di colore nel grigio di palazzi sporchi di periferia.&lt;br /&gt;C'è stato Paolini in facoltà, a presentare il suo ultimo &lt;a href="http://www.jolefilm.com/files/index.cfm?id_rst=8"&gt;spettacolo&lt;/a&gt;. Recitando, chiacchierando, giocando, disperando, resistendo, ha portato il ricordo di un mondo scomparso (il suo, quello di suo padre) e la forza di credere ancora in un mondo diverso da quello degli acquisti di emozioni a rate. Ha portato la critica alla società del mercato, dimostrando che teatro civico è anche economia, citando Rifkin e la Thatcher, fra un nugolo di pensieri disordinati e potenti. E io, sotto i notturni portici di una Bologna stanca, mi sono incazzata e ho pure pianto per questo. Solo questa malata cultura, per cui da sei anni muoio e rinasco sui libri, può arginare l'abbandono dello stato, la fuga interessata dell'industria, l'avanzare delle mafie.&lt;br /&gt;In macchina, con l'autoradio alto che lasciava filtrare musica oltre il finestrino appena abbassato su questa ondata di primavera, ho stupito di ciò che nel 2003 riusciva ancora a pubblicare Gaber che ora, a distanza di pochissimi anni, non ci sarebbe mai permesso. Ho urlato con lui che sprofondasse il vaticano. &lt;br /&gt;Ho camminato in mercato lasciandomi trasportare dalla folla liquida. C'era una donna anziana che vendeva a cinque euro disegni di gatti. Una povera donna di Salerno, con il velo in testa e la gonna lunga fin sopra le caviglie, qualche ciuffo di capelli bianchi indomiti, le calze corte. Con lei ho parlato, mentre la gente ci spingeva, ci travolgeva, comprava stock di abiti firmati e prosciutto che non aveva odore. E, ora, col suo gatto sulla scrivania, che lascia macchie di pastello sulle dita, ho avuto bisogno di queste disordinate parole ad arginare l'onda di vita che mi è passata fra le mani e che, inutilmente, provo a trattenere scrivendo.&lt;br /&gt;Intanto Maria Pia, con cui ho riscoperto di nuovo Bologna e S.Stefano, in treno se ne torna a Potenza e alla sua splendida Matera accompagnata da cento nuovi ricordi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R-UUi5_AZKI/AAAAAAAABik/U62PMwzEdjM/s1600-h/IMG_0642+copia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R-UUi5_AZKI/AAAAAAAABik/U62PMwzEdjM/s400/IMG_0642+copia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5180569536272819362" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-5723845629097029079?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/5723845629097029079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=5723845629097029079' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5723845629097029079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5723845629097029079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/03/misticanza.html' title='Misticanza 2.0'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R-UUi5_AZKI/AAAAAAAABik/U62PMwzEdjM/s72-c/IMG_0642+copia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-6252546890660653</id><published>2008-03-10T10:57:00.012+01:00</published><updated>2008-09-04T11:04:44.169+02:00</updated><title type='text'>(Documentario) Genere minore di un'arte minore?</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;Il fotografo procede, con l'intermediario dell'obbiettivo, a una vera presa di impronta luminosa, a un calco (...) [ma] il cinema realizza lo strano paradosso di ricalcarsi sul tempo dell'oggetto e di prendere oltre a ciò l'impronta della sua durata&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Ritaglio di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Deleuze&lt;/span&gt; su &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Bazin&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Segnalo:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.unorasola.it/"&gt;Un'ora sola ti vorrei&lt;/a&gt; &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Alina Marazzi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://chipsquaw.free.fr/etreetavoir/"&gt;Essere e avere&lt;/a&gt; &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Nicolas Philibert&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per l'8 Marzo niente mimose, noi &lt;a href="http://www.vogliamoanchelerose.it/"&gt;vogliamo anche le rose&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-6252546890660653?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/6252546890660653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=6252546890660653' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6252546890660653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6252546890660653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/03/genere-minore-di-unarte-minore.html' title='(Documentario) Genere minore di un&apos;arte minore?'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-6981456597014472632</id><published>2008-03-04T10:56:00.009+01:00</published><updated>2008-09-04T11:00:06.700+02:00</updated><title type='text'>Un quarto di secolo a Varese Ligure.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R80pka4icqI/AAAAAAAABgg/yrEFQOS88qo/s1600-h/IMG_05872.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R80pka4icqI/AAAAAAAABgg/yrEFQOS88qo/s400/IMG_05872.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173837252587057826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Socchiudo la finestra e lascio entrare strusciando attraverso la piccola fessura - quasi fosse un segreto sussurrato ad un orecchio discreto - la musica di una fisarmonica dell'est, mani cariche d'anelli e sorriso d'oro. Lo sguardo rimbalza sui bianchi tendoni del mercato stracarichi di cianfrusaglie. Il cielo si annuvola, il vento trascina in spericolate piroette foglie annoiate. La mia gatta nera le segue con lo sguardo e si sloga le mascelle in sbadigli. Si stira lunga, scura e lucida come il fiume di notte. Dagli occhi emana il bagliore di un'idea improvvisa e con un balzo appoggia leggera i polpastrelli sul freddo pavimento, lasciando per un momento l'alone del suo calore corporeo a disperdersi sulle piastrelle.&lt;br /&gt;Provo a immaginare il sapore di matrimoni di gusti improbabili, poi soccorro nella mia memoria labile frammenti di reale, o di sogno.&lt;br /&gt;A Varese Ligure c'era un sole che scaldava pelle affamata di aria. Ci siamo arrivati dal Passo di Cento Croci, mentre la montagna proteggeva la valle dalle nuvole che le ammorbidivano la punta e osavano sfidare la roccia e violare il confine. Il panorama dal passo è irreale, brullo e immenso in contrasto col versante marino, verso Levanto, festa di ulivi tenaci. La strana sensazione che provoca l'idea di un varco fra due mondi appesantita da storie di briganti e di frati, dagli scheletri di alberghi di un turismo che muore sconfitto dalla piatta omogeneità dei mondi tropicali.&lt;br /&gt;Circolare borgo perfetto progettato con precisione già nel 1300, crea cunicoli di portici, sorriso senza denti, archi di gengive come note di ampiezza musicale diversa, e viene difeso dalla porta e dal piccolo castello. Uomini come lucertole al sole fuori dai bar. Anziani negli orti, lungo il fiume o a passeggio aiutati dal bastone. Il farmacista a scambiare parole fuori dalla bottega.&lt;br /&gt;Intrecciare la lingua, curiosa, provando a ripetere i nomi di piatti sconosciuti: u tuccu, i Corxetti, La Cima con la mostarda di cipolle. &lt;br /&gt;Al caffè un pacchettino timido che appare sopra la tovaglia in cui scoprire due splendidi cerchioni spessi da appendere alle orecchie per non cedere mai alla sedentarietà, a ricordarmi di essere nata donna ormai venticinque anni fa, sia ieri che oggi fra le braccia di chi mi assomiglia di più al mondo, egocentrico puro amore.&lt;br /&gt;E poi il mare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-6981456597014472632?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/6981456597014472632/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=6981456597014472632' title='28 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6981456597014472632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6981456597014472632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/03/un-quarto-di-secolo-varese-ligure.html' title='Un quarto di secolo a Varese Ligure.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R80pka4icqI/AAAAAAAABgg/yrEFQOS88qo/s72-c/IMG_05872.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>28</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-4959429077836999164</id><published>2008-02-27T10:14:00.011+01:00</published><updated>2008-08-27T18:06:47.666+02:00</updated><title type='text'>Paese d'altri tempi e d'altri cuori</title><content type='html'>Ad Agugliano (e Polverigi), in questi giorni, c'era una nebbia che non confondeva il ricordo, limpido a distanza di più di sessant'anni. Con gli amici della "Guglia" (vi ricordo che è in scadenza il Premio Nazionale di Poesia di cui trovate ogni informazione &lt;a href="http://www.associazionelaguglia.it/La_Poesia_onesta_HOME.htm"&gt;qui&lt;/a&gt;) abbiamo scovato uno "stagnaro", uno di quei mestieri antichi di cui sopravvive solo l'immagine proiettata negli occhi degli ultimi pensionati. Un signore con basco e gilet ci ha aperto la sua vecchia bottega dove conservava ancora vecchi oggetti vivi a dispetto della modernità e impolverati dal disuso. Il prete per scaldare il letto, le brocche che le donne usavano per andare alla fontana a prender l'acqua, il caldaro di rame rubato alle grondaie martellato centinaia di volte, quando il materiale è ancora caldo, e tutto decorato, come se la necessità, invece di distruggere la potenza della fantasia la alimentasse di un fuoco che nessuna miseria può spegnere. Il "calderaro" ci ha raccontato un mestiere tramandato per generazioni, che lo spreco ha distrutto, un paese come una grande famiglia che via via scompare in un mare indefinito di facce i cui tratti sbiadiscono nell'assenza di un cenno di saluto. Oltre l'arco e su, su per ripide scale di marmo abbiamo spezzato la calma del suo appartamento col focolare acceso, ad affacciarsi sulla vecchia piazza, rubato l'anima degli sguardi, degli oggetti, delle parole con un mostro meccanico dal grande occhio di vetro. Sua moglie riattizzava il fuoco e spolverava per noi vecchie statuine in rame che raccontano storie a metà perse nel tempo e l'amore per l'unica cosa che non mancava mai: il vino che, bevuto in grandi quantità, insieme ad un pò di polenta, era l'unico modo per riempire la pancia e di cui rimane traccia nel bicchiere di fresco frizzantino sorbito al bar al posto del caffè. Amori di nonno.&lt;br /&gt;Poi mani venose con riccioli di gesti eleganti hanno disegnato cappelletti fra uova, carne e farina e cuori induriti dalla guerra si sono sciolti a distanza di più di sessant'anni a condividere un ricordo pesante come un macigno. Ma queste sono voci e immagini che le mie povere parole non possono sporcare di descrizioni. Appena potrò farò in modo che siano direttamente loro a raccontare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Giuseppino, ogni promessa è debito. Aspetto di farmi contaminare da Agugliano ad occhi spalancati ancora un pò. &lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-4959429077836999164?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/4959429077836999164/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=4959429077836999164' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/4959429077836999164'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/4959429077836999164'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/02/paese-daltri-tempi-e-daltri-cuori.html' title='Paese d&apos;altri tempi e d&apos;altri cuori'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-2545692627265560435</id><published>2008-02-20T15:06:00.010+01:00</published><updated>2008-08-27T18:09:13.141+02:00</updated><title type='text'>Nuove e vecchie speranze</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R7w4XqXyv7I/AAAAAAAABf4/HjXVxR76JEI/s1600-h/simbolofinale.thumbnail.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R7w4XqXyv7I/AAAAAAAABf4/HjXVxR76JEI/s200/simbolofinale.thumbnail.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5169068451476717490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ammetto di non essermi ancora chiarita le idee del tutto nella confusione politica che solo l'Italia - a scopo d'interesse (quando la politica dovrebbe essere per principio disinteressata) - poteva produrre. Ma per me è chiaro che la pluralità va ad ogni costo difesa e sostenuta. Quindi, visto che oltre al Manifesto e a due trafiletti su Liberazione e il Corriere della Sera, nessuno ne ha neppure parlato, segnalo la nascita di un nuovo partito derivato da quella che era una corrente interna a Rifondazione. Rifondazione che, con la costituzione della Sinistra Arcobaleno (ricordando che per tale costituzione i dirigenti hanno pensato bene di non consultare la base rimandando più volte il congresso), e le ultime scaramucce di Mussi, (per non parlare dello scorso governo) ha perlomeno messo in dubbio la mia adesione convinta al partito. Sinistra critica si presenterà alle liste elettorali (ammesso e non concesso che il suo appello al Capo dello Stato e poi il passaggio alla Camera per quanto riguarda il numero di parlamentari necessari a presentare un simbolo senza raccogliere le firme passi, e me lo auguro) con il simbolo qui sopra puntando sul tradizionale simbolo di rappresentanza operaia e contadina che è la falce e martello che, a mio avviso, oggi come non mai bisognerebbe difendere, sul principio di autodeterminazione a partire da quello delle donne minacciato dalle ultime spinte clericali e anti-abortiste, sul principio di libertà politica, sessuale, religiosa, culturale, individuale, sui valori dell'antifascismo e dell'antirazzismo, della difesa dell'ambiente, sull'internazionalismo, sull'anticapitalismo. La loro candidata alla presidenza del consiglio D'Angeli così si esprime a proposito della autonomia dalla sinistra arcobaleno: "Una sinistra inerme e inutile, in questi mesi ha soltanto detto ai lavoratori, ai giovani, ai precari 'non si può fare'. C'è bisogno di una sinistra che non si rassegni al realismo politico".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E oggi è anche il giorno del ritiro della quercia Fidel. Un uomo che, da uomo, non può essere stato esente da errori, ma a cui non si può criticare di aver preso il potere per il potere, ma per dare a Cuba quel modello di società in cui credeva fermamente e che ha permesso alla piccola isola di non essere sepolta dall'inutile embargo americano, ma di esportare medici, tecnici, insegnanti, di dare salari dignitosi, salute, cibo, istruzione. Di lui scriveva Marquez "L'ho visto spesso arrivare a casa mia portandosi dietro le ultime briciole di un giorno smisurato". Un uomo che non si è mai risparmiato, che ha dato il bene più prezioso alla sua terra: la sua vita, tutta dedicata a Cuba. Lascia dopo esser stato ricandidato e rieletto alle scorse elezioni per ritirarsi sostenuto dal suo popolo e non rifiutato da esso, forte dell'idea che qualcosa in sudamerica si stia muovendo, che la sua eredità non sarà sprecata e che un cambiamento, una difficile fase di transizione ora, forse, è possibile (e necessaria), che il socialismo possa essere ancora miraggio di felicità per molti milioni di uomini e donne. Quello che non cambia è Bush che, prima ancora di vedere come evolveranno i fatti, conferma l'embargo e l'Europa immobilizzata nella sua ambiguità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.sinistracritica.org/"&gt;Qui&lt;/a&gt; il link al sito di Sinistra Critica&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.granma.cu/italiano/2008/febrero/mar19/mensaje.html"&gt;Qui&lt;/a&gt; il messaggio sul Granma&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-2545692627265560435?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/2545692627265560435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=2545692627265560435' title='48 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/2545692627265560435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/2545692627265560435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/02/nuove-e-vecchie-speranze.html' title='Nuove e vecchie speranze'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R7w4XqXyv7I/AAAAAAAABf4/HjXVxR76JEI/s72-c/simbolofinale.thumbnail.gif' height='72' width='72'/><thr:total>48</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-3084970322142375408</id><published>2008-02-18T10:37:00.011+01:00</published><updated>2008-09-04T11:00:06.701+02:00</updated><title type='text'>Invito a Ferrara</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R7lTDqXyvxI/AAAAAAAABeE/njlC-T_njD4/s1600-h/IMG_0439.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R7lTDqXyvxI/AAAAAAAABeE/njlC-T_njD4/s400/IMG_0439.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168253369763151634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;                                                                                      &lt;br /&gt;Golosi siamo a Ferrara per l'apertura della mostra "Mirò: la terra (visitabile fino al 25 Maggio). Ci immergiamo in un vitale mondo rurale fin dalle prime tele dell'artista catalano che ci accompagna in un viaggio per tappe: da una parte lo sviluppo della sua pittura, attraverso il surrealismo e la guerra, dall'altra un viaggio contrastato dalla nascita, alla sessualità, verso l'anzianità e quindi la morte raffigurata in decomposte teste di toro e mostri a spaventare stormi di uccelli. Osserviamo la realtà cedere il passo a una fantasia energica e affollata, il pennello andare a intaccare materiali poveri di spessore sempre maggiore, il corpo rappresentato farsi corpo agito in immensi affreschi e tele. Immaginiamo l'artista ormai anziano muoversi in mondi di colore a cercare di frenare l'avanzata incontrastabile del nero sui suoi blu stella, schizzare la tela superando la rigidità cadaverica di un mondo fantastico ma pur sempre regolato, allungare il braccio a cercare ancora di violentare la tela con un'azione energica. Tutto quello che rubiamo con lo sguardo ci ricorda intimamente la materia, quadri a far germogliare semi di idee, sperma di idee a fecondare il ventre di una donna. Terra madre. Terra contadina.&lt;br /&gt;Per scaldarci in questa autentica giornata d'inverno un orologio di formaggi e un assolo di caffè.&lt;br /&gt;Ferrara, splendida, apre il cielo grigio al sole e il duomo nudo si veste di luce, sovrastato d'azzurro. Senza fretta ci lasciamo proteggere il passo dai portici delle vie del centro ricamate da musiche d'anteguerra suonate con un vecchio giradischi da un uomo anziano, che ci sorride la sua graffiata musica senza denti. Come insetti sfuggiamo il sole e c'infiliamo in via degli archi. Scopriamo la vanità di un castello medievale che si maschera da palazzo rinascimentale, ornandosi di balconcini e segreti giardini da cui gli estensi potessero spiare la vita di strada.&lt;br /&gt;E, come se ci si potesse arrampicare sulla vetta ultima della felicità, come se il caso giocasse a scacchi col nostro destino, per le vie di Ferrara ritrovo Agugliano intero (gita di marchigiani in terre romagnole). Incredula comincio a vedere visi familiari e fioriscono progetti già seminati, storie, abbracci, condivisione. Sotto il minaccioso braccio del Savonarola mi sento parte di una famiglia e sento un pò della mia terra, nel calore della mia gente, accompagnarmi verso un sole che, confine ottico, sparisce nel cielo senza accarezzare la pianura, come se fosse ansioso di cedere spazio alla luna, al domani che, oggi, vorrei non fosse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pochi &lt;a href="http://gucciafoto.blogspot.com/2008/02/invito-ferrara.html"&gt;scatti&lt;/a&gt; a rubare tempo all'emozione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R7lS-6XyvwI/AAAAAAAABd8/cxfL713xFus/s1600-h/IMG_0387.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R7lS-6XyvwI/AAAAAAAABd8/cxfL713xFus/s400/IMG_0387.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168253288158772994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;        *Scorcio del castello: foto di Gabriele&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-3084970322142375408?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/3084970322142375408/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=3084970322142375408' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/3084970322142375408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/3084970322142375408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/02/invito-ferrara.html' title='Invito a Ferrara'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R7lTDqXyvxI/AAAAAAAABeE/njlC-T_njD4/s72-c/IMG_0439.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-1767039869150314277</id><published>2008-02-15T18:36:00.004+01:00</published><updated>2008-08-27T18:09:13.142+02:00</updated><title type='text'>Non mi stanco di condividerla</title><content type='html'>Vi prego, voglio cantarla (di nuovo) insieme a voi. E battiamo, con forza, con rabbia, con nuova speranza le mani sul tavolo. E, solo per stavolta, un pensiero talmente dolce, talmente dolce... per una madre che, da madre, non ha avuto la forza di crescere il nuovo raccolto: Genoveffa Cocconi. &lt;br /&gt;Non aggiungo altro per non rischiare che anche le parole scritte comincino a tremare d'emozione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/lvNmdtgCT6w&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/lvNmdtgCT6w&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-1767039869150314277?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/1767039869150314277/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=1767039869150314277' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1767039869150314277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1767039869150314277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/02/non-mi-stanco-di-condividerla.html' title='Non mi stanco di condividerla'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-6928787814699808698</id><published>2008-02-09T12:09:00.001+01:00</published><updated>2008-08-27T18:09:13.142+02:00</updated><title type='text'>Maratona laica</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R62Sm6XyvgI/AAAAAAAABb8/7NRwCExJ70g/s1600-h/2246333017_29a63cde8b.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R62Sm6XyvgI/AAAAAAAABb8/7NRwCExJ70g/s200/2246333017_29a63cde8b.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5164945544865562114" /&gt;&lt;/a&gt;Lasciata Oblomovka sono tornata a correre. Ad alzarmi presto per andare incontro all'aria vergine di polmoni della prima mattina. A osservare dispersi ciuffi di lana come bandiere di resa oltre il filo spinato a materializzare un confine fra il luccichio dell'erba ingioiellata. Ho visto la stessa erba svestire l'abito da sera e arrendersi al sole. Per poter vincere sulla fatica nelle orecchie mi accompagnavano da Ivan Della Mea &lt;span style="font-style:italic;"&gt;O cara moglie, prima ho sbagliato, dì a mio figlio che venga a sentire, ché ha da capire che cosa vuol dire lottare per la libertà&lt;/span&gt; ai Sex Pistols &lt;span style="font-style:italic;"&gt;God save the queen her fascist regime it made you a moron a potential H bomb! God save the queen she ain't no human being there is no future in England's dreaming&lt;/span&gt; fino a Paolini e i mercanti di liquore &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Nella nebbia dell'alba si nascosero i cani, e chiusero gli occhi per non vedersi le mani. Negli occhi dei sette Cervi l'aurora si specchiò, dagli occhi fucilati il sole si levò&lt;/span&gt;. Sentivo concretamente i muscoli tendersi nello sforzo, conquistare un qualcosa d'indefinito passo dopo passo e mi accorgevo, centimetro su centimetro, dei confini interni del mio corpo. Mi chiedevo come avrei potuto abbandonare io quel piccolo sforzo, mentre le note che m'invadevano, che mi scuotevano erano un corteo di rabbia e dolore, un invito alla lotta. Così ho corso. Con l'idea di avanzare ad ogni passo. Di rifiutarmi di retrocedere tirata indietro da forze reazionarie e rabbiose. E correvo come se avanti a me ci fosse qualcuno a passarmi un testimone. Un testimone troppo importante per lasciarlo cadere.&lt;br /&gt;Va bene un pò di sconforto nel vedere che in questo periodo l'elastico torna inesorabilmente indietro, ma non arrendiamoci, continuiamo a tirare, non c'è limite di rottura per quanto riguarda diritti, libertà, cultura, generosità.&lt;br /&gt;Io ri-comincio una nuova, forte, stagione contro a partire da &lt;a href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2008/02/laici-dove-siete.html"&gt;questo&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-6928787814699808698?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/6928787814699808698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=6928787814699808698' title='25 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6928787814699808698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6928787814699808698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/02/maratona-laica.html' title='Maratona laica'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R62Sm6XyvgI/AAAAAAAABb8/7NRwCExJ70g/s72-c/2246333017_29a63cde8b.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-6794912085446584175</id><published>2008-02-04T10:57:00.000+01:00</published><updated>2008-09-04T11:00:06.701+02:00</updated><title type='text'>Il Teatro Olimpico di Vicenza: Il miracolo del Palladio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R6bs1d1cRlI/AAAAAAAABbk/YAXLP6SxHGg/s1600-h/IMG_0267.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R6bs1d1cRlI/AAAAAAAABbk/YAXLP6SxHGg/s400/IMG_0267.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5163074426112853586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Percorriamo quattrocentocinquanta chilometri solo per lui, un gioiello delicatissimo di legna,  mattone, gesso e stucco incastonato in una città del Nord, bella quanto fredda. Un gioiello immaginato nella testa barbuta del Palladio tesa verso la magnificenza degli antichi, tutta concentrata sullo studio di Vitruvio, fra le lunghe vesti con cui il suo corpo di marmo si ripara, ancor oggi, mentre un piccione inconsapevole gli si appoggia sulla spalla. Palladio che non ha neppure potuto godere della bellezza che aveva creato perché rapito dalla morte. Ma Edipo Re aveva bisogno di una degna scenografia, che venne realizzata ad opera di Scamozzi, in una prospettiva cittadina che taglia il fiato, ancora intatta, sopravvissuta allo scempio della guerra, pazzia che non è stata altrettanto clemente col suo fratello maggiore (solo per dimensioni), il Farnese. Il proscenio, bianchissimo, al limitare di questa lignea Tebe immortale, a far scorgere o nascondere prospettive diverse a seconda della posizione dell'osservatore, centro del mondo. Tutto il portico ornato di nicchie e statue che rappresentano chissà quali eroi antichi. Un cielo ricamato da nuvolette grasse e gentili a proteggerci la testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R6bteN1cRnI/AAAAAAAABb0/b4CS1BsKy44/s1600-h/IMG_0242.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R6bteN1cRnI/AAAAAAAABb0/b4CS1BsKy44/s400/IMG_0242.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5163075126192522866" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ci siamo seduti sulla delicata cavea immaginando chi, e come, nel cinquecento, l'aveva popolata, se anche il suo cuore si fosse fermato per tutto il tempo della propria permanenza in quell'angolo d'infinito, ci sembrava di disturbare la bellezza e la contemplazione ammirata degli altri visitatori persino con il modesto click della macchina fotografica. Il nostro silenzio concentrato si appoggiava sulla corona di statue come polvere. La scarsa luce che filtrava dalle uniche finestre in alto, aiutata da scenografiche lampade, ci drogava di sensazioni. &lt;br /&gt;Neanche il panorama dal monte Berico contornato dalle dolomiti innevate - dopo una veloce visita stitica al museo del risorgimento e della resistenza, trionfo di feticissimi cadaveri di ferraglia, più che avara memoria ritrovata superstite solo in alcuni vecchi scatti delle due guerre - ha potuto più meravigliarci. Neanche il centro storico con splendidi palazzi rinascimentali, abbracciato dal fiume. I nostri occhi erano sazi, il rumore della pioggia sul parabrezza, dolce melodia soporifera, chiamava a gran voce solo voglia di casa, odore di zuppa e ricordi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R6btLd1cRmI/AAAAAAAABbs/5wSVQ2L-ZZ4/s1600-h/IMG_0271.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R6btLd1cRmI/AAAAAAAABbs/5wSVQ2L-ZZ4/s400/IMG_0271.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5163074804069975650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-6794912085446584175?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/6794912085446584175/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=6794912085446584175' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6794912085446584175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6794912085446584175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/02/il-miracolo-del-palladio.html' title='Il Teatro Olimpico di Vicenza: Il miracolo del Palladio'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R6bs1d1cRlI/AAAAAAAABbk/YAXLP6SxHGg/s72-c/IMG_0267.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-6003530115973576019</id><published>2008-01-31T10:38:00.000+01:00</published><updated>2008-08-27T18:09:43.152+02:00</updated><title type='text'>Ho svestito la notte</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R6Gnd91cRQI/AAAAAAAABY8/GjI4fU5q6DM/s1600-h/IMG_6903.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R6Gnd91cRQI/AAAAAAAABY8/GjI4fU5q6DM/s400/IMG_6903.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5161590781200057602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Finiti gli arresti domiciliari torno ad avere cielo sopra la testa.&lt;br /&gt;Si sa, gli studenti dormono a lungo, la scusa di dover riposare molte ore per riuscire a studiare tutto il giorno è sempre buona. Ieri mi sono alzata alle cinque - in realtà mi capita quando sono di guardia in edicola e porto i giornali di cassetta in cassetta, postino notturno - e mi sono buttata contro un muro di nero, contro l'umido buio della notte. Spiragli di vita oltre finestre che si accendono, profumo di cappuccino ad evadere da un bar ancora chiuso, serranda a metà. In stazione poche persone ferme sotto pozzanghere di luce, lo sguardo ad accarezzare i binari lucidi su, su con l'immaginazione verso la montagna e poi lungo il solito viaggio fino alla città addormentata, senza mai staccare lo sguardo dal gelido ferro animato da vibrazioni via via sempre più forti. Ho violentato il silenzio col rumore metallico delle monetine d'oro a  schiantarsi nella pancia della macchinetta automatica, una donna di colore, con la borsa delle pulizie, si è voltata a guardarmi, le ho sorriso.&lt;br /&gt;Il mio sguardo preoccupato si è fissato su un enorme lampione stradale, sole artificiale.&lt;br /&gt;Bologna, materna, mi ha accolto spingendomi in mezzo ad un grasso corpo di folla che defluiva dalla stazione, mentre i negozi a poco a poco si aprivano e i commessi laureati lustravano vetrine cariche di voraci oggetti in saldo. Il mio dipartimento, a piedi, è un pò lontano, ho avuto tutto il tempo di nutrirmi di nozioni e tensione, di spiare donne scomode fermarsi a desiderare viaggi di carta prima di morire in ufficio e d'infilarmi in chiostri estranei a godere degli organi vivi di questa città da intellettuali, cantanti (intellettuali-cantanti) e buongustai. Di osservare i primi studenti assonnati trascinare il peso delle nozioni lungo corridoi sporchi di cultura. &lt;br /&gt;Il terrore dell'esame, appena in aula è rimbombato il mio nome a schiaffeggiare le pareti bianchissime sopra le quali domina un meraviglioso affresco, si è sciolto nel piacere di raccontare e tutto è andato bene, anche stavolta. &lt;br /&gt;Stamattina tolgo strati di piacevole fatica dalla pelle e dai pavimenti. Sgravido la mente dal racconto che la gonfia, scalcia e spinge. Nutro il mio parto di cibi unti e grassi.&lt;br /&gt;La tesina sarà pubblicata online, cosa che mi ha riempito di gioia più delle due cifre del voto, metto il link appena disponibile e nel frattempo continuo a sognare di morire di fame facendo ricerca e scrivendo, mentre i progetti si moltiplicano e il tempo, a poco a poco, sparisce. Ma, domenica, vado a soddisfare i miei occhi golosi a Vicenza: dopo il &lt;a href="http://www.artipr.arti.beniculturali.it/htm/Teatro%20farnese.htm"&gt;Farnese di Parma&lt;/a&gt; e il &lt;a href="http://www.comune.sabbioneta.mn.it/database/urp/sabbioneta/sabbioneta.nsf/b4604a8b566ce010c125684d00471e00/fa802840ddca5087c1256c250038aaa8!OpenDocument"&gt;Teatro all'Antica&lt;/a&gt; di Sabbioneta finalmente mi posso godere &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_Olimpico"&gt;l'Olimpico di Vicenza&lt;/a&gt;, meravigliosa famiglia. Intanto leggo (e vivo) Oblomov.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-6003530115973576019?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/6003530115973576019/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=6003530115973576019' title='24 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6003530115973576019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6003530115973576019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/01/ho-svestito-la-notte.html' title='Ho svestito la notte'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R6Gnd91cRQI/AAAAAAAABY8/GjI4fU5q6DM/s72-c/IMG_6903.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>24</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-5775161288337644621</id><published>2008-01-25T15:25:00.000+01:00</published><updated>2008-09-04T11:00:06.702+02:00</updated><title type='text'>Riempirsi gli occhi di acqua: da Castellaro Lagusello a Borghetto</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Proviamo a stemperare il dolore (ma non la giusta rabbia!) del post sotto a questo e recuperare alcune sensazioni già fin troppo evanescenti...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R5n2zN1cRPI/AAAAAAAABY0/8CRx6kSmFKI/s1600-h/IMG_0073.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R5n2zN1cRPI/AAAAAAAABY0/8CRx6kSmFKI/s400/IMG_0073.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5159426207877186802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La luce del sole può rendere bella anche la pianura, corpo anoressico di donna, in luci e colori che solo l'inverno, acquerellate dalla nebbia. E si può capitare in un paese dove alla mattina ci si sveglia e si lasciano cadere i pensieri nel fiume, appena sotto la finestra, quegli stessi pensieri che animano il mare, altrimenti piatto, di onde. Tempesta di fantasia. Lasciare che un cane ti accompagni per borghi e si rattristi della tua partenza, cercando di conservare fra i denti un tuo guanto, guardarlo morire dalla voglia di mangiare vita e bere, per impazienza, da pozzanghere cupe. Galline e santi incastrati nelle mura, pizzi imprigionati nelle tende, alle finestre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://gucciafoto.blogspot.com/2008/01/di-laghi-e-di-fiumi-e-di-borghi.html"&gt;Scatti&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-5775161288337644621?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/5775161288337644621/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=5775161288337644621' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5775161288337644621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5775161288337644621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/01/riempirsi-gli-occhi-di-acqua-da.html' title='Riempirsi gli occhi di acqua: da Castellaro Lagusello a Borghetto'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R5n2zN1cRPI/AAAAAAAABY0/8CRx6kSmFKI/s72-c/IMG_0073.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-1733738247908854903</id><published>2008-01-25T12:04:00.000+01:00</published><updated>2008-08-27T18:09:01.265+02:00</updated><title type='text'>E' proprio il caso di dire: Buon anno!</title><content type='html'>Ieri sera mi dolevo. Poi mi sono chiesta per cosa mi stessi dolendo e ho capito che lo spettacolo televisivo di cavalieri redivivi e prodi coraggiosi era riuscito ad annebbiarmi non solo la vista, ma pure il cuore. Ho spento la televisione e mi sono guardata intorno e sapete cosa ho visto? Ho visto i precari, ho visto l'università massacrata dalla riforma Moratti, ho visto la ricerca e l'aborto in pericolo, ho visto le leggi di Berlusconi godere di piena salute e brindare a lunga vita, ho visto la Bossi-Fini ancora in vigore, ho visto le lotte ai lavavetri e ai rumeni cattivi, ho visto gli sgomberi ai campi nomadi, ho visto le truppe in Afganistan, ho visto persone morire di lavoro e la classe operaia perdere la solidarietà &lt;a href="http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/09/piccola-storia-ignobile-delluomo-che-si_19.html"&gt;(ho raccontato piccole storie ignobili)&lt;/a&gt;, ho visto la mafia in politica, ho visto il centrosinistra massacrarsi da solo con la creazione del PD e cadere pur senza un briciolo di opposizione degna di chiamarsi tale che da mesi abbaia solo alla fine del governo senza proporre nulla, ho sentito scandalosi servizi giornalistici, ho visto una sinistra radicale non chiedere nulla, tacere e tenere su. E allora ho capito che non mi stavo dolendo per la caduta del governo, come credevo, ma per quelle scelte coraggiose e indispensabili che non si sono prese e che in Italia non si prenderanno mai. Ricordo, come al solito andai a votare (e convinsi ad andare a votare) contro me stessa (e la mozione del mio partito che i paletti non li aveva ottenuti), già delusa non solo dalla coalizione, facile essere delusi per questo, ma anche dal mio partito suicida, da quello che, si sapeva, non avrebbe chiesto e quello che la base, invece, voleva. Cominciò abbastanza bene col ritiro dall'Iraq, finì come tutti sapevamo che sarebbe finito.&lt;br /&gt;Lasciatemi spendere altre due righe per quei &lt;a href="http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/11/il-sorriso-di-haidi-giuliani.html"&gt;ragazzi di Genova&lt;/a&gt; (&lt;a href="http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/07/sei-anni-fa-per-noi-soltanto-ieri.html"&gt;noi trecentomila&lt;/a&gt; ormai  volenti o nolenti siamo e saremo per tutta la vita i reduci di quella follia, come i sopravvissuti di Reggio Emilia e Carlo, invece, con i morti) che si faranno la galera per cospirazione politica! Associazione sovversiva! Attentato allo Stato!!! Se si potesse fare una lista delle porcate di questi ultimi anni questa sarebbe la più grossa. Ce li lasciamo andare in galera questi capri espiatori? Non c'è attacco più grave di una lesione profonda ai diritti civili che viene da stato, forze di polizia e magistratura insieme.  &lt;br /&gt;E pensare che ieri passeggiavo contenta per le vie di Bologna, con la mia ricamata pergamena di laurea in braccio, a cullare uno sforzo di anni con cui potrei fare coriandoli (per non dire carta igienica), felice per aver passato un altro esame di questo corso di studi che non finisce più, che sfinisce nella ripetizione ossessiva di corsi, tesi, tesine, tirocini, laboratori, crediti e debiti, che mi ha tenuta lontana dalla politica, cosa che neanche le botte e le denunce... &lt;br /&gt;Cosa serve al paese si è visto con la &lt;a href="http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/10/1.html"&gt;manifestazione di Ottobre&lt;/a&gt;, è la spinta centrista e vaticana (scusate la ripetizione) che non permette le riforme sociali, l'avanzamento culturale ed economico del paese. È  così che i DS diventano PD e rifondazione diventa DS. E io non sono né pidiina né tantomeno DS.&lt;br /&gt;E mi hanno criticato tante volte per essere "idealista" che poi chissà che vuole dire... piena di contenuti invece che di lotte di potere e poltrone? Comunista? Perché, che altro rimane da essere, politicamente, in questo paese?&lt;br /&gt;Amen, che altro si potrebbe dire in Italia?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-1733738247908854903?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/1733738247908854903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=1733738247908854903' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1733738247908854903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1733738247908854903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/01/buon-anno.html' title='E&apos; proprio il caso di dire: Buon anno!'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-7122337438601093661</id><published>2008-01-22T14:11:00.000+01:00</published><updated>2008-09-04T11:00:06.702+02:00</updated><title type='text'>Allenarsi a morire, allenarsi a vivere. Diceria dell'untore di Gesualdo Bufalino</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.anobii.com/books/01f1827f1470505919/" title="Per saperne di più su Diceria dell'untore"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=01f1827f1470505919&amp;amp;time=0" title="Per saperne di più su Diceria dell'untore" alt="Immagine di Diceria dell'untore" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;blockquote&gt;"Certo, fossi stato sicuro di non lasciarmi dietro a ogni passo le mie lumacature e polluzioni d'untore, non sarei rimasto a covare nel pagliericcio la febbre come una cimice, ma sarei sceso a consumarmi fra la gente, in fretta, ero troppo vigliacco per morire a rate. Questo nei primi mesi, poi alla esistenza smozzicata degli altri finii con l'assuefarmi, e dal loro consorzio non volli più disertare. Con essi ho spartito, all'ombra della stessa bandiera gialla, ogni elemosina dell'ora, tutti gli inganni e i disinganni delle loro carriere, benché non la fine repentina che le concluse. Ma se di tanti io solo, premio o pena che sia, sono scampato e respiro ancora, è maggiore il rimorso che non il sollievo, d'avere tradito a loro insaputa il silenzioso patto di non sopravviverci."&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Per la seconda volta ho potuto amare queste pagine. Tastarle con gli occhi. Godere di un gioco di parole a creare una perfetta sinfonia di significato. In una terra che è il nucleo denso della bellezza del mondo - la Sicilia - un untore conserva in un sanatorio le sue polluzioni mortali fra la vergogna di morire e quella di sopravvivere, scartati dal mondo e da Caronte. Oltre uno stile ineguagliabile - poche storie potrebbero tenere con fatica il passo della diceria - un significato che penetra la carne e arriva a sondare la più intima delle interiorità umane; riflessioni filosofiche meditate come piaghe da decubito e espulse come tosse, scaturite dall'attesa della morte. Sapori antichi a mischiarsi con scale mobili, milioni di germi di storie in un'opera densa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-7122337438601093661?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/7122337438601093661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=7122337438601093661' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/7122337438601093661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/7122337438601093661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/01/allenarsi-morire-allenarsi-vivere_22.html' title='Allenarsi a morire, allenarsi a vivere. Diceria dell&apos;untore di Gesualdo Bufalino'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-3833053571836450135</id><published>2008-01-18T15:33:00.000+01:00</published><updated>2008-09-04T11:00:06.702+02:00</updated><title type='text'>WebCinema</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R5DFyG3tv3I/AAAAAAAABVE/0P1ax7jDNk4/s1600-h/horvath1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R5DFyG3tv3I/AAAAAAAABVE/0P1ax7jDNk4/s200/horvath1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5156839037967646578" /&gt;&lt;/a&gt;Questo post vuole essere, quasi esclusivamente, una raccolta di link che voglio condividere con voi.&lt;br /&gt;WebCinema è anzitutto narrare, nell'accezione più ampia del termine. Vive della fusione fra il cinema tradizionale, la videoarte e le caratteristiche (interattività, immersività, automazione, modularità...) proprie di internet. Manovich lo identifica come un &lt;span style="font-style:italic;"&gt;new media object&lt;/span&gt; e, come un luogo appena scoperto, vive delle sperimentazioni di artisti-esploratori che, nel raccontare, si fanno aiutare dagli utenti (non più solo spettatori) e dall'alto grado di isomorfismo. Insomma, se Dario Fo fosse nato una cinquantina di anni più tardi, invece di testare le proprie capacità di contastorie nel suo appennino, forse avrebbe scelto come palcoscenico delle sue sperimentazioni il vostro desktop. &lt;br /&gt;Vi chiedo di dedicare a voi stessi pochi minuti, andare in apnea dalla fretta della vita contemporanea, e concedervi una passeggiata in questi mondi sintetici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Doverosa la citazione del libro: WebCinema. L'immagine cibernetica di Luca Barbeni, da cui ho tratto il percorso che vado a proporvi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per primi i lavori di &lt;a href="http://www.6168.org"&gt;Peter Horvath&lt;/a&gt;, un artista canadese che, grazie alle pop-up windows (esattamente quelle che firefox disabilita automaticamente e che quindi dovete attivare per il sito in questione), costruisce un racconto fra il sogno, la questione dell'identità personale, la memoria. Sovrapponendo, intrecciando finestre e immagini provenienti dai libri, da riprese autobiografiche, dall'infinito archivio della rete, propone opere (non interattive in questo caso) altamente suggestive, fatte di penombre, d'invito alla riflessione, di uno sguardo rivolto verso l'anima, l'essere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A seguire &lt;a href="http://tulseluperjourney.com"&gt;The Tulse Luper journey &lt;/a&gt;la creatura di quell'artista multiforme che è Peter Greenaway, o meglio il solo gioco on-line di un progetto che si è sviluppato fra teatro, libri, installazioni, dvd, serie tv ecc. e prodotto dalla Submarine Channel. Una storia interattiva che svela frammenti di video solo una volta superati novantadue giochi che aprono altrettante valigie e svelano a poco a poco la vita di Tulse Luper attraverso il XX secolo. Integrata una piattaforma che permette agli utenti di scambiarsi informazioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se volete esplorare un'isola virtuale, invece, provate &lt;a href="http://www.8081.com"&gt;Island.8081&lt;/a&gt; di fabbricazione tutta italiana, perdetevi nel bosco, rilassatevi nella valle, lasciate che un pesce vi spieghi lo spirito dell'ambiente, catturate le sensazioni e gli stati d'animo che il gruppo 8081 vi propone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oppure perdetevi fra le centinaia di microvideo randomici, l'intera rappresentazione della cultura enciclopedica del web a "casa" di &lt;a href="http://www.sign69.com"&gt;Philip Wood&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R5HffW3tv4I/AAAAAAAABVM/SUk6Nj5FwXA/s1600-h/324994688_1283977982.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R5HffW3tv4I/AAAAAAAABVM/SUk6Nj5FwXA/s200/324994688_1283977982.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157148778124132226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In ritardo sul tempo si può scoprire anche cosa è stato un incredibile progetto ora chiuso chiamato &lt;a href="http://www.entropy8zuper.org/wirefire"&gt;wirefire&lt;/a&gt;, progetto che prevedeva performing dirette di una coppia di artisti (entropy8zuper), belga lui, americana lei, tramite uno specifico programma che trasmetteva immagini e suoni scelti sul momento e permetteva contatto diretto con gli spettatori tramite web cam. Dal link che ho inserito si possono raggiungere molti altri lavori interessanti della coppia fra cui il "videogioco d'autore" &lt;a href="http://tale-of-tales.com/TheEndlessForest/"&gt;The Endless Forest&lt;/a&gt; per non lasciare l'immaginario dei bambini solo nelle mani del commercio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo con un esempio di videoblog sentimentalmente antropologico e dall'interessantissima struttura: &lt;a href="http://www.performingmedia.org/vlog/"&gt; Il videoblog della Notte della taranta&lt;/a&gt; a difesa della tradizione, del locale. Consiglio in modo particolare il microvideo sul pane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona stimolazione sensoriale...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-3833053571836450135?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/3833053571836450135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=3833053571836450135' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/3833053571836450135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/3833053571836450135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/01/webcinema.html' title='WebCinema'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R5DFyG3tv3I/AAAAAAAABVE/0P1ax7jDNk4/s72-c/horvath1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-838231949264301675</id><published>2008-01-13T20:46:00.000+01:00</published><updated>2008-09-04T11:00:06.703+02:00</updated><title type='text'>Utopia di luce perfetta a Bastia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R4tl823tv1I/AAAAAAAABU0/cN6fppMyuBc/s1600-h/IMG_0009.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R4tl823tv1I/AAAAAAAABU0/cN6fppMyuBc/s400/IMG_0009.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5155326294651420498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ci sono giorni di luce perfetta in cui le Alpi Apuane da una parte e l'appennino emiliano dall'altra ti pizzicano i fianchi con le cime innevate e t'invitano a saziarti di vita al punto da non aver più voglia di mangiare. Dimentichi le silhouette di fantasmi di cose, oltre un muro di nebbia buono solo per i ricordi, ricordi di dita d'anziana avare di sensibilità a raccogliere faticosamente l'ultimo pezzo di verdura gelata dallo strofinaccio un pò logoro, frusciando di un rumore gentile e morbido, consapevole che se la memoria avesse un suono sarebbe quello, e accogli immagini nuove e talmente nitide da pungere gli occhi. Aculei di luce al peperoncino. Il giro di boa delle mie prime 10.000 foto - il cui zero scattato da una carissima amica lontana il giorno della mia laurea - me lo regala Bastia, trecento metri sopra il mondo. Un cumulo di case tutte vicine alle pareti possenti del piccolo castello a scaldarsi dal gelo dell'inverno che spezza il cielo in frantumi di nuvole. Ipotesi di mare oltre alberi secchi rifugio di partigiani. Sfioriamo terrazze di ulivi carichi di anni, curve dalla traiettoria impossibile, visi diffidenti intravisti oltre finestre che imprigionano immagini, per permettere al nostro sguardo goloso di scendere fino a valle, accarezzando la terra umida e fertile, ripido capriccio di passi senza padrone. Alberghi scrostati in un temerario tentativo di turismo impossibile, ruggine e muschio. Cadaveri di ricci di castagne fra le ruote di un vecchio trattore suicida. Una donna che porta del fieno al suo cavallo grasso mentre un uomo dai calzoni usurati riattizza il camino e ci spiega come preparare focacce nel testo indifferente al fatto che il suo cane attende ansioso un cenno della mano fra il pelo ispido, impolverato. Camminano insieme, lasciandoci memoria dei loro passi, invitando le migliaia di muscoli del nostro viso a tendersi in una smorfia di sorriso.&lt;br /&gt;Respirare vita pulita a domeniche alterne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Link alla consigliatissima Locanda del Grillo, vicino Aulla &lt;a href="http://www.vinidalveneto.ilcannocchiale.it/post/1035264.html"&gt;(qui)&lt;/a&gt; e prigione per raggi di sole &lt;a href="http://gucciafoto.blogspot.com/2008/01/giocare-con-la-luce-bastia-trecento.html"&gt;(qui)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R4tmRG3tv2I/AAAAAAAABU8/kUFgzu6h8v8/s1600-h/IMG_9985.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R4tmRG3tv2I/AAAAAAAABU8/kUFgzu6h8v8/s400/IMG_9985.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5155326642543771490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-838231949264301675?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/838231949264301675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=838231949264301675' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/838231949264301675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/838231949264301675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/01/utopia-di-luce-perfetta-bastia.html' title='Utopia di luce perfetta a Bastia'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R4tl823tv1I/AAAAAAAABU0/cN6fppMyuBc/s72-c/IMG_0009.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-6552561569976725249</id><published>2008-01-13T11:23:00.001+01:00</published><updated>2008-08-27T18:09:43.152+02:00</updated><title type='text'>Comunicare mondi piccoli e costruire il mondo a più mani</title><content type='html'>Di nuovo in piena fase da studi sulla comunicazione di massa mi ritrovo, per l'ennesima volta, a discutere con McLuhan, come se lui avesse voglia di discuterne con me, di forma sopra il contenuto e mezzo come messaggio.&lt;br /&gt;Ma, da un anno a questa parte, lo faccio come una che si è presa la briga di fare comunicazione di massa e trasformare quello che erano annotazioni assolutamente private fra sicurezza d'inchiostro, in annotazioni pubbliche in incertezza di memoria di bit. E, davvero, ho dovuto dare ragione al buon vecchio esperto, non per nulla. Noi blogghisti, in modo particolare, facciamo del mezzo un messaggio, se è vero che per la maggior parte dei casi il blog si caratterizza come uno strumento di diffusione di ricordi e esperienze (o opinioni) personali. Dunque è il mezzo a veicolare il contenuto e sta a noi utilizzare la forma per rendere interessanti significati di per se privi d'interesse per la maggior parte delle persone che si trovano ad entrare nelle nostre pagine. E questo cammina a fianco del nostro bisogno ossessivo/compulsivo di comunicare e comunicarci. Qualcuno ha scritto che ormai identifica i miei post con i piccoli mondi di guccia, mondi di per se stessi, appunto, insignificanti, ma dove io ho trovato l'indispensabile e, con i pochi mezzi stilistici a mia disposizione e soprattutto il mezzo blog, cerco di comunicarveli. Davvero la forma veicola il contenuto? Faccio fatica ad ammetterlo, ma più il buon vecchio McLuhan ribatte più devo cedergli campo. Del resto il gioco stilistico di Bufalino ha prodotto un'opera dal pulsante cuore di carta. &lt;br /&gt;Magari, con la tecnologia, possiamo recuperare quello che la tecnologia ci ha tolto. Ritrovarci di nuovo a scegliere, per mezz'ora, in un chioschetto all'ombra di un duomo, una cartolina in base alla persona a cui vogliamo spedirla, senza farci mangiare dalle migliaia di scatti di una macchina fotografica digitale. Ritrovare il gusto di scegliere un punto di vista unico sulle cose e di annusare l'odore dei ricordi svilupparsi in una camera oscura. Guardare dalla finestra, invece che nel monitor, persone svolgere sui marciapiedi il film della loro vita. Sporcarsi le dita d'inchiostro, leccare un francobollo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora provo a comunicarvi un'altra storia piccola (e grande) di paese. In un paese della provincia di Parma c'è un edicolante, un edicolante che vende giornali e regala parole, sorrisi, opinioni e consigli. Gli si rivolgono per trovare compagnia in una società sempre più frenetica e spersonalizzante, per avere un'opinione sincera sulle cose, anche a costo di aspri litigi. Lui sa andare oltre la prima impressione sulle persone e ha capito subito che una signora dura, corazzata dalla povertà, ha in realtà un cuore di burro. Una signora sempre vestita di nero e col fazzoletto in testa, a nascondere agli altri i pensieri e i ricordi, la sua più grande ricchezza. Lei, colpita dalla sua gentilezza, si è fidata di lui, ha scoperto che si può fare da soli, ma insieme è meglio. Tutti i giorni l'edicolante, prima dell'alba, le porta a casa il giornale di provincia che legge, unica distrazione che riesce a permettersi con una pensione che le ruba anche il pane. L'altro giorno l'edicolante è passato di fronte alla casa che solo a ottant'anni è riuscita a comprarsi, con l'aiuto del fratello, dopo una vita a farsi tagliare la gola dall'affitto, e il giornale non era stato ritirato. Parole pesanti come macigni restavano appese al portone a segnalare una richiesta d'aiuto. Hanno sfondato la porta e vi hanno trovato la signora, che era in terra da due giorni senza riuscire ad alzarsi per i suoi problemi di mobilità. Parole scritte e parole parlate l'hanno salvata, l'ha salvata togliersi il velo e condividere il suo tesoro di esperienza con qualcuno pronto e ben felice di ascoltarla, un generoso vampiro di emozioni.&lt;br /&gt;Una società che permette certi livelli di solitudine è una società persa in partenza. Il fatto che ognuno di noi ha un compito non dovrebbe avere niente a che vedere con l'economia, né con la soddisfazione personale o la carriera (vi rendete conto quanto sono inutili come concetti?), ma con la costruzione di qualcosa a più mani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S.: per aggiungere confusione al disordine dei pensieri: andate a vedere Meduse. Il film che avremmo dovuto fare sulle donne. Non un capolavoro (ma servono i capolavori, poi?), un film (e qui qualcuno digrignerà i denti) onesto, con rari sprazzi di poesia e alcune concessioni mirate al cervellotico discorso da critici.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-6552561569976725249?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/6552561569976725249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=6552561569976725249' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6552561569976725249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6552561569976725249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/01/comunicare-mondi-piccoli-e-costruire-il_13.html' title='Comunicare mondi piccoli e costruire il mondo a più mani'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-1533936995552139265</id><published>2008-01-06T19:11:00.000+01:00</published><updated>2008-09-04T11:00:06.703+02:00</updated><title type='text'>Desiderio di una vita in sapore d'essenziale (A Vigoleno)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R4EliW3tvUI/AAAAAAAABQo/bP24prVzk0M/s1600-h/IMG_9856.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R4EliW3tvUI/AAAAAAAABQo/bP24prVzk0M/s400/IMG_9856.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152440720873602370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Da dietro la finestra illuminata della taverna, a destra nella foto, vi osservo (sorrido) e scrivo...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guance rosse fra tavoli consumati dalle tarme, grandi, da stare seduti tutti insieme. Goccia di latte, nuvole nel thè, promessa dello zucchero di canna e briciole di punteggiatura nera (e di crostata fatta in casa). Una coppia che si scalda accanto al fuoco che brucia lento odori aromatici. Botti, paiolo da polenta e cassapanca. Ombra di cranio di Cervo. Bambini che fanno i compiti di geometria e ridono con la madre, che serve allegria d'uva nei bicchieri, fra pentole di rame appese alle pareti e spettacolo eterno di vecchie marionette fra le travi del soffitto. Cuore di maestra. Impettiti fantasmi di fagiani e d'antenati, fra lumini ad olio con stoppini consunti.&lt;br /&gt;Vigoleno è un paese da gatti e da presepi, da ultime ore di agonia di lucine natalizie e ultima neve a sciogliersi in torrentelli sull'acciottolato. Scheletri di riflessi sul vetro e bottiglie da pensionati in cerca di compagnia. Luci oltre le finestre a colonizzare il buio della valle. Melodia di campane - di calore a scaldare, sulla tazza, mani congelate - e di ricordo di colori che via via si spengono, mentre fuochi sotto alle stoviglie s'accendono e accendono nasi.&lt;br /&gt;Respirare pura vita (di ogni giorno) e lasciarsi sfuggire lettere e parole dalle mani come  spiccioli. Pensieri come un colpo d'ala di un bianco, enorme, airone a dominare la valle. Finite le feste si mangiano mandarini trovati nella calza, povera, della befana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://gucciafoto.blogspot.com/2008/01/colli-piacentini-vigoleno-mentre-si-fa.html"&gt;(Qui)&lt;/a&gt; le solite radiografie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-1533936995552139265?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/1533936995552139265/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=1533936995552139265' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1533936995552139265'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1533936995552139265'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/01/desiderio-di-una-vita-in-sapore.html' title='Desiderio di una vita in sapore d&apos;essenziale (A Vigoleno)'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R4EliW3tvUI/AAAAAAAABQo/bP24prVzk0M/s72-c/IMG_9856.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-901879718097091802</id><published>2008-01-02T15:23:00.000+01:00</published><updated>2008-09-04T11:00:06.704+02:00</updated><title type='text'>La terra dove finisce la terra</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R3ueZqFXibI/AAAAAAAABOg/sD8OeSTZyDk/s1600-h/IMG_9684.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5150884762459015602" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R3ueZqFXibI/AAAAAAAABOg/sD8OeSTZyDk/s400/IMG_9684.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Quest'anno abbiamo rinunciato al rito pagano dei fuochi nel cielo e risparmiato le forze per spenderle, il giorno successivo, ancora una volta, in terra di Liguria...&lt;br /&gt;Perdonatemi un altro post in puzza di neorealismo e pittoricismo, questi giorni non ho forze, né tempo, per provare ad esprimermi diversamente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Liguria è sempre un'esperienza in bilico fra sacrificio e aspra bellezza. Punta Chiappa è una terra sospesa sul mare, dopo la fatica del sentiero facile ma ripido; a piedi da S.Rocco l'impressione è di essere arrivati in una terra di confine, linea fra mondi. L'orizzonte, oltre il golfo a protezione delle case che scivolano fin sulle spiagge e sulle ultime rocce, è talmente vasto da poterlo immaginare rotondo.&lt;br /&gt;La Liguria è terra che fiorisce anche d'inverno, ma fa sudare i suoi frutti sospesi grazie alla mano e al ferro arrugginito dell'uomo in terrazze, perfette, e sassi conquistati, come conquista la guerra, da muschio e minuscole piante grasse.&lt;br /&gt;Odore di pesce oltre la piccola pieve immersa nel verde che non lascia spazio, e gatti dietro angoli stretti rubati alla montagna, in attesa fuori dai ristoranti e sotto il campanile: oggi pasto ricco anche per loro.&lt;br /&gt;Oltre i panni stesi, su seggiole di legno d'altri tempi e fra corde usurate dalla fatica, ci si aspetta di vedere un vecchio pescatore riparare le reti, in questo giorno di riposo, in un luogo dove il tempo non ha potuto trasformare oggetti e abitudini, dove la vita va ancora guadagnata pesce su pesce, in un gioco di fiducia e sfiducia fra mare, vento e nuvole. Non si può resistere alla tentazione di spiare dentro finestre illuminate e calde, fra case a cui non è concesso arrivare che a piedi o in barca. Luoghi sacri dove il ricordo sopravvive al tempo. Ma le barche riposano, oggi, come la gente di Camogli, e mostrano tutto il tempo passato in mare, scolorite dalla salsedine. Lungo la riviera dei ricchi, lontana solo pochi chilometri e tanta vita, ci si scalda nei locali affollati e vaporosi d'alcool.&lt;br /&gt;Fra le rocce e i muri a difendere dai capricci del mare i frutti ormai maturi dei fichi d'india, le macchie verdi dell'edera a sfidare la forza di gravità, gli ultimi raggi di sole a creare linee di fuoco oltre il mare color argento e a infilarsi fra i magazzini, nelle grotte, fra l'allegria dei galleggianti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche stavolta ho rubato un raggio di sole per fermare, in un fantasma d'immagine, il tempo speso bene. Il risultato di tanto egoismo lo trovate &lt;a href="http://gucciafoto.blogspot.com/2008/01/terra-di-liguria-da-srocco-punta.html"&gt;qui.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R3ufEKFXicI/AAAAAAAABOo/v_C8tt1S-7M/s1600-h/IMG_9733.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5150885492603455938" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R3ufEKFXicI/AAAAAAAABOo/v_C8tt1S-7M/s400/IMG_9733.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-901879718097091802?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/901879718097091802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=901879718097091802' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/901879718097091802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/901879718097091802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2008/01/la-terra-dove-finisce-la-terra.html' title='La terra dove finisce la terra'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R3ueZqFXibI/AAAAAAAABOg/sD8OeSTZyDk/s72-c/IMG_9684.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-1919951043616927439</id><published>2007-12-19T16:44:00.000+01:00</published><updated>2008-08-27T18:08:32.384+02:00</updated><title type='text'>Profusione di piccole perle di saggezza popolare</title><content type='html'>Lavorare in edicola può essere un'esperienza davvero unica. Nel mio caso si tratta di un'edicola di provincia, frequentata da molti anziani del paese: da vite che hanno conosciuto la campagna o la fabbrica, polvere sedimentata sui capelli, rughe a lasciare traccia di un dolore come pure di un sorriso, occhi abbagliati dallo scoppio di una bomba, cuori di bambini che giocavano con le armi, trovate nei boschi una volta finita la guerra. Queste ossa, questa pelle, questi organi bastano già - senza che fosse necessario l'accompagnarsi alle parole - a raccontare tante vite, come se in una sola di quelle non ci fosse già racchiuso il mondo intero. E allora tiro fuori lo sgabello annoiato nell'inutilità della sua presenza e lo offro a Maria, ai suoi piedi stanchi, al suo corpo ogni giorno più pesante da trasportare e ai suoi radi capelli bianchi nascosti dai fazzoletti in testa di una volta e lei, riconoscente alle mie orecchie disponibili, comincia a raccontare dell'unico viaggio della sua vita a guardare da lontano il papa, del suo golfino di lana di pecora magra, da povera gente, di fascisti e partigiani, di donne che partorivano al buio e, allo stesso tempo, m'insegna i suoni di questo dialetto estraneo. &lt;br /&gt;Ieri pomeriggio, ad esempio, accompagnato da un forte odore di ennesimo rosso al bar dei contadini - dove il martedì, durante il mercato - ancora si canta, è entrato un uomo di 83 anni sofferti e goduti e mi ha spiazzata - io che mi sforzavo di non farlo sentire vecchio, casomai anziano - nel spiegarmi che è bello essere diventati vecchi, perchè non si è morti giovani! &lt;br /&gt;Il gusto della provocazione e tutto il senso dei litri di vino condivisi fra parole mai annacquate in un bicchiere stracolmo, a macchiare - a perenne memoria - la tovaglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un piccolo consiglio per i regali di Natale:&lt;br /&gt;Io ho finito, quest'anno spesa piccola dal cuore grande... con calma ho ascoltato gli oggetti finchè sono stata capace di sentire i loro sussurri e, loro stessi, mi hanno suggerito a chi avrebbero voluto essere regalati :)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-1919951043616927439?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/1919951043616927439/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=1919951043616927439' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1919951043616927439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1919951043616927439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/12/profusione-di-piccole-perle-di-saggezza.html' title='Profusione di piccole perle di saggezza popolare'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-828020198074469688</id><published>2007-12-15T10:11:00.000+01:00</published><updated>2008-09-04T11:00:06.704+02:00</updated><title type='text'>Vademecum per aspiranti scrittori</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R2Oj3WOVNiI/AAAAAAAABJI/hn577mMb66M/s1600-h/vitadellecose.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R2Oj3WOVNiI/AAAAAAAABJI/hn577mMb66M/s200/vitadellecose.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5144135370641061410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Non apro il blog da giorni, scoprendo il vero valore delle "emozioni virtuali" nella nostalgia di leggervi. Ma la gioia della prima neve ad addobbare gli abeti e i grigi edifici dell'uomo, seppure con tre misere parole, dovevo condividerla e doveva portare in qualche modo la ricchezza delle cose oneste. Con emozione e la sensazione di spiare dal buco della serratura, mi limito a riscrivere la prima pagina di un libro: "Il Taro e altre storie" di Ettore Guatelli, del cui museo ho già avuto modo di parlare, Edizioni Diabasis, Coop consumatori nordest. Reperibile &lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/taro-altre-storie-guatelli-ettore/libro/9788881034208"&gt;qui.&lt;/a&gt; Ettore era un uomo semplice (maestro elementare figlio e fratello di contadini) e allo stesso tempo un artista coi suoi dubbi di stile, la sua necessità di raccontare, la sua creatività in cui le parole si mischiavano a pezzi di legno, ossa di maiale, fil di ferro a creare un giocattolo. Ettore era un uomo che parlava con gli oggetti e batteva a macchina nel silenzio del suo casolare di campagna, visitato di giorno da persone di tutto il mondo, fino a tarda notte. Nella prima pagina ho potuto "rubare" una serie di consigli fondamentali per chiunque sentisse l'esigenza di narrare, non scritti con questo intento. In particolare per quella necessità di "essenzializzare", togliere il ridondante, l'aggettivo in più, quel qualcosa di narcisista che inseriamo solo nel tentativo di farci fare i complimenti per lo stile a discapito del cuore, dell'idea, dell'intuizione, dell'emozione. La necessità dell'appoggio di persone amiche che, con più facilità, si accorgono del troppo e, meno coinvolti, meno sofferenti, riescono a ghigliottinare una frase vissuta [Nell'epoca degli effetti speciali, questa aderenza al contenuto sopra la forma, è un rischioso e fortemente umano andare contro tendenza]. E lo scrittore, in quanto tale, deve ricordarsi che non bisogna credere che una volta scritto qualcosa di valido, automaticamente, da quel momento in poi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ogni pisciata è buona&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Il resto del libro sono visi, parole, situazioni, pensieri, descrizioni raccolte lungo il fiume da chi aveva la giusta sensibilità per farlo. Sono persone vive fra corpi di carta e inchiostro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ozzano Taro, 28 Marzo 2000&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Cari Eugenio e Maria,&lt;br /&gt;sono le 23,30, forse di più. Da dove scrivo, non vedo l'orologio. Se riesco a farmi dare, domani, da Clemente, il vostro numero di casa, spedisco subito. Ci sono le ultime pagine delle scarpe e del Taro. Passatene una copia ad Ilaria, anche se so che la metterò in imbarazzo. Mi ha assicurato che, indipendentemente dall'uso del CD Rom, le leggerebbe volentieri. Ho appena passato di corsa, e solo per una correzione facile e superficiale, le 72 pagine. Se fossi in forze e avessi voglia, taglierei, "essenzializzerei", come ho fatto col libro, in cui però ho visto che ho lasciato qualche aggettivo o altro, a occupare spazio e rendere meno snella la frase. Se vedete che si può, togliete voi. Ma tirate via anche gli episodi meno vivi, di cui si può fare senza ai fini del racconto, che non può tenere attenti per così tante pagine. Ho scritto anche quando ero stanco, per togliermi dai piedi queste scarpe e questo Taro che avrebbero voluto essere fatti di miei ricordi e di poche altre testimonianze, e che han finito per diventare più documentazione anche di esperienze o di ricordi di altri, legati al fiume, che non narrazione. Ho cercato di telefonare, stasera, martedì, ma non c'era neanche la segreteria, da lasciare detto di chiamarmi, appena tornati. Non credo di essere a livello stilistico del libro, dove credo di aver raggiunto un certo equilibrio, tra forma e sostanza. Ce n'è voluto però a mettermelo in testa. Ci sono volute le rabbie di Cusatelli, e le prediche affettuosamente insistenti di Clemente. Adesso bisognerebbe che non mi persuadessi che ogni pisciata è buona.&lt;br /&gt;Passate una copia del tutto a Clemente. A Ilaria credo interessino solo le cose che ho scritto sulle scarpe. Sto crollando. Vi ripeto la mia gratitudine, per quello che fate per me, e anche tutto il mio affetto. Grazie, anche se è una ripetizione.&lt;br /&gt;                               &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ettore&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-828020198074469688?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/828020198074469688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=828020198074469688' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/828020198074469688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/828020198074469688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/12/vademecum-per-aspiranti-scrittori.html' title='Vademecum per aspiranti scrittori'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R2Oj3WOVNiI/AAAAAAAABJI/hn577mMb66M/s72-c/vitadellecose.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-5782117894143021796</id><published>2007-12-09T18:49:00.001+01:00</published><updated>2008-09-25T12:08:23.475+02:00</updated><title type='text'>Dalle pendici del Monte Rosa al lago Maggiore</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R1w1IxabYRI/AAAAAAAABI4/320iCG2xde4/s1600-h/IMG_9534.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R1w1IxabYRI/AAAAAAAABI4/320iCG2xde4/s400/IMG_9534.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5142043299369672978" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il nostro viaggiare ha inizio con una corona di montagne a impreziosire e proteggere il confine e i suoi onesti abitanti mani grandi, cuore caldo, bocca buona. Ci innamoriamo a prima vista della valle Anzasca, delle sue strade - dai piccoli balconi a invadere la carreggiata - accarezzate da rocce impregnate di odore di legna bruciata, di caminetto e funghi porcini. I nostri occhi golosi si appoggiano sulle case Walser, sui gattoni tigrati che schivano la prima neve, scuotendo la zampina bagnata, e si attivano desideri, immagini di vita sincera: una piccola libreria, parole scritte e parole parlate, un caminetto, le trote pescate il giorno prima al ruscello e fuori la tempesta di neve, a imbiancare il Monte Rosa. Penetriamo la valle fino a Macugnaga, sotto il tetto del Rosa che non riesce a proteggere il paese dal vento che sferza le tegole grossolane, gli scuri tetti d'ardesia, le pietre, le travi e le finestre abbellite con tendine di pizzo, dietro le quali casalinghe in odore di polenta e cacciagione aspettano il rientro di mariti pieni di grappa e chiacchiere mascoline acchiappate - in volo, neanche fossero farfalle - al bar. Mariti dai polmoni barattati col cibo per i propri figli nelle cave o dalle mani grasse di formaggio e di mucca. Un cielo completamente terso e illuminato da rive innevate - talmente luminoso da ferire gli occhi - viene sporcato solo da qualche aromatico sbuffo dei camini che accompagna la voglia di entrare in una di quelle case bollenti e chiacchierare con gente di montagna. L'atmosfera paesana e festosa dei mercatini di Natale si scioglie a contatto del turismo di massa, che tutto divora, e si schianta in terra fra mille pezzi di ghiaccio, quello stesso che gocciola al sole aggrappato con le ultime forze al bordo di un tetto. In trattoria un padre di famiglia parla di lavoro con i suoi anziani e divora, indifferentemente, una bistecca e un pesce grigliato. I bambini, fuori dal locale, tirano quattro calci al pallone.&lt;br /&gt;Il primo panorama del lago Maggiore lo rubiamo a Verbania, sul lungolago. Di nuovo ci lasciamo coccolare dall'atmosfera dei mercati natalizi in una splendida villa, oltre  un piccolo porticciolo da pescatori. Gli stessi pescatori che hanno appeso le reti alle case, per bellezza, e ora vivono di turismo, trasportando alle isole chi, come noi, è stufo di chilometri di alberghi e ristoranti. Il secondo giorno nuvole cariche incombono, si strizzano in pioggia, e gelano i colori di un meraviglioso paesaggio metallico. Fra i vicoli scoviamo due generazioni di bottegaie poetesse che, con una penna stilografica, lasciano deliziose parole tutte ghirigori a impreziosire i regali che con gusto scegliamo in un piccolo ambiente colmo di oggetti d'altri tempi, per portare un piccolo pezzo d'emozione a casa. Nonostante tutto il lago ci delude, lo splendido paesaggio è assediato da paesi curati, ma identici e talmente sfruttati da suonare finti. Forse perché è ancora fresco il ricordo delle stradine coi muriccioli di sasso a picco sul lago di Como o la riva ovest del Garda e il paragone danneggia il Maggiore.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel che non riesce a dire la penna ve lo dico &lt;a href="http://gucciafoto.blogspot.com"&gt;(qui)&lt;/a&gt; con gli occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R1w5WxabYSI/AAAAAAAABJA/vqeJ7tNDyWA/s1600-h/IMG_9429.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R1w5WxabYSI/AAAAAAAABJA/vqeJ7tNDyWA/s400/IMG_9429.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5142047937934352674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-5782117894143021796?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/5782117894143021796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=5782117894143021796' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5782117894143021796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5782117894143021796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/12/dalle-pendici-del-monte-rosa-al-lago.html' title='Dalle pendici del Monte Rosa al lago Maggiore'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R1w1IxabYRI/AAAAAAAABI4/320iCG2xde4/s72-c/IMG_9534.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-4304642659799138500</id><published>2007-12-07T10:25:00.000+01:00</published><updated>2008-09-04T11:00:06.706+02:00</updated><title type='text'>Sentimenti sparsi raccolti prima di un'altra piccola partenza</title><content type='html'>Nella sala d'aspetto della stazione di Bologna - stuprata dalla bomba - resiste ancora la simpatica figura di un anziano signore, sempre mezzo assopito, che, seduto sul suo sgabello troppo alto, col gomito appoggiato ad un piccolo tavolino e il mento a sua volta appoggiato alla mano dalle dita gonfie, aiuta i viaggiatori a leggere i - peraltro chiarissimi - orari del treno grazie al suo vocabolario ambientale di lingue. Forse annaffia, ogni tanto, la piccola stella di Natale che qualcuno ha posto in memoria della strage. A lui, adesso, e soltanto a lui, vorrei chiedere la storia dell'uomo investito dal treno per Venezia che ha accumulato mezz'ora e una vita di ritardo.&lt;br /&gt;A fianco a me una donna sfoglia riviste di gossip e lancia qualche rapida e ansiosa occhiata alla telecamera, dietro la quale ci spiano moderni dèi fantocci il cui braccio dovrebbe essere più veloce del frammento infinitesimale di tempo che innesca la bomba, sirene che dovrebbero superare in decibel l'assordante clic che precede l'attimo dello scoppio. Natale a Gerusalemme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo cominciato ad intervistare giovani donne. Ho comprato un registratore vocale col quale ho salvato storie senza odori, ma di grande sapore, e rumore di caffè. Rispolvero i miei incontri momentanei, nascondo la timidezza sotto maglioni pesanti e sorrido, desiderando ardentemente il racconto e di raccontarmi a mia volta. Scopro veramente l'antropologia e me ne invaghisco. Scopro che cosa desidero e parlo con chi fa quello che amo, collaborando con loro, lasciando crescere amicizia saporita e stima. Sbobino per ore, attivando papille gustative ad ogni sfumatura nei toni di voce, fino ad avere prurito agli occhi. Attraverso la pianura fino a portare la panda grigia sporca a cozzare contro le prime, improvvise, colline. Canto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma il tempo, il tempo chi me lo rende? Chi mi dà indietro quelle stagioni &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di vetro e sabbia, chi mi riprende la rabbia e il gesto, donne e canzoni, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;gli amici persi, i libri mangiati, la gioia piana degli appetiti, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;l' arsura sana degli assetati, la fede cieca in poveri miti? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domani parto per il lago maggiore, mi lascio proteggere la schiena dal Monte Rosa, stupisco per la creatività degli artigiani improvvisati dei mercatini di Natale e di certo non resisterò a comprare un altro paio di orecchini e chiacchierare con le mani che li hanno creati per portarmi via, in un sacchettino di carta colorata, pietruzze e passato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-4304642659799138500?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/4304642659799138500/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=4304642659799138500' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/4304642659799138500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/4304642659799138500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/12/sentimenti-sparsi-raccolti-prima-di.html' title='Sentimenti sparsi raccolti prima di un&apos;altra piccola partenza'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-846630257768739560</id><published>2007-12-04T10:11:00.000+01:00</published><updated>2008-08-27T18:09:59.089+02:00</updated><title type='text'>Premio nazionale di poesia "La poesia onesta".</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R1UjXBabX0I/AAAAAAAABFQ/xkooo8-__RE/s1600-h/LOGO_POESIA.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R1UjXBabX0I/AAAAAAAABFQ/xkooo8-__RE/s200/LOGO_POESIA.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140053428136533826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Con tutto il dolce peso dell'emozione, oggi mi ritrovo a parlare di un concorso e di un'associazione che hanno significato tanto per la mia vita e che ritengo di qualità e umanità senza pari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La poesia onesta, la poesia sincera, quella che non ha bisogno di fronzoli, termini aulici o esibizionismo, ma vive di briciole di umano, fiato, silenzi, sguardi, sussulti del mondo. Il poeta onesto, quello che - dice Saba - "mira al giusto equilibrio fra sentimento e arte, contenuto e forma", fissando i limiti della tecnica sulla passione che viaggia con e nella storia, nelle immagini che si sente la necessità di raccontare. Il poeta onesto, quello che apre occhi puri, occhi di cuore e d'intestino sul mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'associazione culturale "La Guglia" di Agugliano (AN) che, da molti anni, si è distinta nel settore culturale organizzando concorsi letterari, rassegne teatrali, pubblicazioni, gite sociali, laboratori arrivando ad aggiudicarsi persino la medaglia d'argento del presidente della repubblica, per la quarta edizione indice il concorso nazionale di poesia "La poesia onesta" patrocinato dai comuni di Agugliano, Camerata Picena e Polverigi, dalla provincia di Ancona e dalla regione Marche. Si può partecipare sia in italiano che in dialetto. Sono previsti premi in denaro e pubblicazioni ma, soprattutto, il concorso può vantare un'ottima giuria composta da poeti e docenti universitari, che ne garantiscono l'alto livello. Per partecipare c'è tempo fino al 16 febbraio 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non posso fare altro che consigliarvi, col cuore, di partecipare e rimandare al link col regolamento e i risultati delle precedenti edizioni.&lt;br /&gt;Tutte le informazioni necessarie le trovate raccolte &lt;a href="http://www.associazionelaguglia.it/La_Poesia_onesta_HOME.htm"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per il resto non posso che augurarvi in bocca al lupo, soprattutto a chi è alle prime esperienze letterarie, mettersi alla prova in certe iniziative di qualità assicurata è molto importante per un futuro poeta, confrontarsi con altri emergenti e professionisti garantisce una crescita fondamentale. Spero di vedervi chiacchierare con gli organizzatori che saprete di certo apprezzare come meritano fra le vie del mio paesello natale.&lt;br /&gt;Per qualsiasi altra informazione, comunque, io, ma soprattutto loro ci sono, troverete tutti i contatti che vi servono sul sito che vi ho linkato sopra e che compare nella barra di destra del blog.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-846630257768739560?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/846630257768739560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=846630257768739560' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/846630257768739560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/846630257768739560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/12/premio-nazionale-di-poesia-la-poesia.html' title='Premio nazionale di poesia &quot;La poesia onesta&quot;.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R1UjXBabX0I/AAAAAAAABFQ/xkooo8-__RE/s72-c/LOGO_POESIA.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-5105978018140748014</id><published>2007-11-30T15:37:00.000+01:00</published><updated>2008-09-04T11:00:06.706+02:00</updated><title type='text'>Finalmente l'Immortale di Ol'ga Slavnikova</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.anobii.com/books/01d999fdb69887f2ab/" title="Per saperne di più su L' immortale"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_item.php?a=1&amp;type=4&amp;isbn=8806169602" title="Per saperne di più su L' immortale" alt="Immagine di L' immortale" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Finalmente ho pochi minuti per parlarvi di questo libro straordinario. Cliccando sull'immagine andate direttamente sulla pagina di aNobii dedicata al libro dove trovate quarta di copertina e commenti di altri utenti. &lt;br /&gt;Aleksej è un veterano russo della seconda guerra mondiale che uccideva nazisti con un cappio di seta. Tornato dalla guerra, trasportandosi per treni e carretti un pesantissimo letto dorato preso al nemico, subisce un ictus e resta paralizzato e così costretto nello stesso letto. La sua pensione sostiene la famiglia che cerca di evitargli traumi nascondendogli lo scorrere della storia, facendogli credere di vivere ancora nella Russia socialista. La figlia, aspirante giornalista, gli prepara nuove notizie ricavate da vecchi documenti storici e gli appende una fotografia di Breznev in camera, facendogli credere che niente sta cambiando e, in effetti, imprigionandolo in una sorta di assenza di tempo, di immortalità senza passato nè futuro, ma solo un eterno, immobile presente. Ma Aleksej allena le sue membra viziate a sostenerlo nell'intenzione e comincia a fabbricare cordicelle con cui cerca di tradire sua moglie accettando nel suo letto d'infermo la morte. &lt;br /&gt;La storia incredibile (copiata pari pari nel film Goodbye Lenin) in odore della più grande letteratura russa - vi si ritrovano sprazzi d'impossibile bulgakoviano, atmosfere e personaggi dostoevskijani e il grottesco di Gogol' - vive pulsando di uno stile incredibile in cui un cesto da basket senza rete diventa il cerchietto metallico (ora di plastica) per fare le bolle e il cielo invernale il sapone. Oppure per descrivere la mancanza di odore di lenzuola lavate ripetutamente dall'urina del vecchio infermo si usano come metro di paragone le rose sintetiche dell'abito dell'addetta alla pensione del veterano.&lt;br /&gt;Descrizioni che vivono di un immaginario quasi impossibile, profondità di sentimenti umani possibili solo nella totale mancanza di pudore degli scrittori russi.&lt;br /&gt;Consigliatissimo... e ora divoro Diceria dell'untore di Bufalino, altrettanto incredibile nella storia e nello stile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-5105978018140748014?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/5105978018140748014/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=5105978018140748014' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5105978018140748014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5105978018140748014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/11/finalmente-limmortale-di-olga.html' title='Finalmente l&apos;Immortale di Ol&apos;ga Slavnikova'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-2566590838533776571</id><published>2007-11-26T16:52:00.000+01:00</published><updated>2008-08-27T18:07:38.929+02:00</updated><title type='text'>Egocentrici editori di se stessi.</title><content type='html'>Non potevo non rispondere all'invito di un &lt;a href="http://unpercento.blogspot.com"&gt;amico&lt;/a&gt; e così, anche se quando mi trovo ad Ancona (purtroppo solo per poche ore) cerco di disintossicarmi da internet per qualche giorno, mi ritrovo a riflettere sui motivi scatenanti l'esistenza virtuale di queste pagine.&lt;br /&gt;Per poter rispondere sono dovuta tornare indietro di un anno nell'archivio e mi sono resa conto che il primo post non era altro che un tentativo di scappare da altre pagine, ben più fisiche, in odore di gialla carta stampata e inchiostro da pochi soldi. All'improvviso mi ero resa conto che la laurea specialistica appena cominciata mi aveva tolto troppo tempo libero, il tempo che divido in parti uguali fra amici, famiglia, sconosciuti. Il tempo dei viaggi e il tempo di letture non condizionate, ma soprattutto che dieci ore di sforzo intellettivo richiedevano una via d'uscita, anche fosse fatta di pochi secondi, purché non comportasse l'uscire dalla mia prigione dorata. E' così, con poca coscienza di quello che stavo facendo e di quello che volevo dire che nasce questo blog dai complessi d'inferiorità. Il tutto, ovviamente, era condito da uno spesso strato di voglia di condivisione, desiderio di farmi conoscere sia da chi mi ha incontrato poi, sia da chi mi conosceva già bene, ma mai fino in fondo. Nello stesso periodo, inoltre, cominciavo a coltivare non un sogno, più che altro lo strumento appena scoperto di esternazione dei miei pensieri - la scrittura - e avevo bisogno di condividerla, di giudizi, critiche e apprezzamenti che mi avrebbero permesso di migliorare (perché, oltre che cura, scrivere è essenzialmente aver voglia di farsi leggere). Sentivo anche che una nuova stagione di vita si andava aprendo (anche se poi è rimasta fossilizzata negli anni) e avevo paura. Comunque, in definitiva, ho aperto un blog perché sono curiosa, perchè a differenza di un sito comportava meno competenze informatiche e più libertà espressiva, perché si avvicinava di più alla forma del diario che, considerata la mia memoria corta che tiranna si ricorda solo delle cose che mi entusiasmano veramente, facendomi sempre sentire ignorante, mi avrebbe permesso, col tempo, di rispolverare le tante esperienze che sarebbero poi piovute nella mia vita che cerco sempre di arricchire con scoperte casuali. In seguito mi sono accorta che vecchi amici lontani (e la mia stessa famiglia la cui lontananza forzata mi ha lasciato una cicatrice sul cuore) potevano scambiare con me opioni quotidianamente e che con i nuovi amici le opinioni scambiate grazie a frammenti di minuti rubati al dovere, servivano a rafforzare un legame non solo virtuale.&lt;br /&gt;Questa scrittura è diventata un allenamento a vivere, parole scorrono come le espressioni dell'attore che, davanti allo specchio, prepara le sue rughe ad incontrare quelle del personaggio che, grazie a lui, gli spettatori vedranno redivivo sul palco fin nei minimi, sentimentali, atteggiamenti. &lt;br /&gt;Non saprei dire quale post mi ha reso più orgogliosa o mi ha fatto vergognare, ma valgono quanto azioni giornaliere e voi che passate valete quanto sorrisi e pianti accarezzati con lo sguardo o con le dita. &lt;br /&gt;E, mentre guardo le colline che di solito mi mancano tanto, mi rendo conto che è tutto qui, che sono tutta qui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-2566590838533776571?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/2566590838533776571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=2566590838533776571' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/2566590838533776571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/2566590838533776571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/11/egocentrici-editori-di-se-stessi.html' title='Egocentrici editori di se stessi.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-9103708375532236929</id><published>2007-11-22T09:55:00.000+01:00</published><updated>2008-08-27T18:09:43.153+02:00</updated><title type='text'>A volte in un vecchio taccuino ingiallito (e in una casa senza sedie, nè lampadari)</title><content type='html'>E' cominciato il mio ultimo anno da universitaria e ricomincio a muovermi per le strade vaporose della fredda e materna Bologna. Mentre nella stupenda aula Dioniso del nostro restaurato dipartimento redivivo si discuteva di serialità, io mi sentivo sulle ginocchia il piccolo peso del taccuino nero che, persi i viaggi in treno, ora recuperati grazie al nuovo ciclo di pendolarismo, avevo lasciato impolverare su una scrivania già ingombra di libri tanto desiderati da non avere il tempo di leggere. Fra le sue pagine ormai ingiallite tre viaggi e due anni di pensieri alla rinfusa ma, soprattutto, l'invito a fotografare, di nuovo, i miei pensieri, recuperare da incontri con vecchi amici le immagini trascritte di una vecchia sede fumosa di partito e di cuori pesanti che battevano all'unisono, il mio con qualche colpo a vuoto a non poter assorbire tanto affetto, e tutti col difetto di essere spostati decisamente più a sinistra della norma. Rincollo ad una ad una vecchie emozioni come carta da parati e poster ammuffiti, ma non sbiaditi. E mi ritrovo di nuovo a scrivere e a partecipare, a occupare quell'ora e mezzo di viaggio che per me è pura libertà mentale e a leggere (finalmente il meraviglioso Immortale di Ol'ga Slavnikova), a condividere con sconosciuti il puro piacere di raccontarsi. &lt;br /&gt;Ma domani non si va a scuola, la scolara modello che ero ha da preparare un importante arrivo. Ci sono i muri da ripulire da strati di vita che si sono depositati ad appesantire l'intonaco, ci sono i lampadari da scegliere e appendere al posto di sei anni di semplici fili a sostenere una lampadina che era più che sufficiente a farci sentire a casa, che era tollerata dai nostri amici come parte stessa del nostro carattere a due, ci sono sedie da comprare perché quattro non bastano più alla nostra cerchia di affetti intimi che si sta allargando. Ma, domani, siamo noi a voler vedere nascere questa casa, per accogliere e, come una guida turistica del sentimento, scovare in città e nell'immensa pianura luoghi e affreschi sbiaditi da condividere con chi respira le cose allo stesso ritmo del tuo fiato.&lt;br /&gt;Vi aspetto &lt;a href="http://franca-bassani.blogspot.com"&gt;Mamma&lt;/a&gt; e Agnese ;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-9103708375532236929?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/9103708375532236929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=9103708375532236929' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/9103708375532236929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/9103708375532236929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/11/volte-in-un-vecchio-taccuino-ingiallito.html' title='A volte in un vecchio taccuino ingiallito (e in una casa senza sedie, nè lampadari)'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-4163329433663582177</id><published>2007-11-20T11:05:00.000+01:00</published><updated>2008-08-27T18:08:10.829+02:00</updated><title type='text'>Palermo story o Il cielo sopra Palermo</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;Se si arriva in un posto con delle idee precostituite non si è liberi di immaginare. Sono venuto con il cuore aperto, voglio che Palermo mi racconti la sua storia, affinché io la racconti. [...] Sono gli stereotipi i peggiori nemici della cultura contemporanea. Ho già dimostrato quanto questo approccio &lt;span style="font-style:italic;"&gt;rock'nroll&lt;/span&gt; mi sia congeniale.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Palermo, capricciosa e femmina, prepara la sua gente (e i suoi soldi) ad un nuovo progetto di Wim Wenders, maliziosa si mostra al suo occhio di viaggiatore documentarista e cerca nel suo cuore più vero, fra le sue tante ferite, pescatori e donne incinte da regalare ad una storia che ancora non esiste. E lui si lascia catturare dal cuore d'Italia, dalla lingua melodiosa e pungente dei mercati e del porto, del teatro Garibaldi, un teatro all'italiana dove si muovono ancora fantasmi di lunghe e gonfie gonne, di cerone e parrucchini. Il regista si muove fra gli odori dei ristoranti e dei vicoli, della Vucciria e, girato l'angolo, si lascia meravigliare da edifici barocchi che gli suggeriscono immagini e parole, si stupisce dell'immodestia del liberty e si lascia fagocitare da stanze d'albergo, le stesse che lo hanno visto, per l'ultima volta, con Antonioni, il cui sentire, e forse anche qualcosa in più, è tutto intorno a questa sceneggiatura ancora da scrivere. Nel viaggio inquieto di Campino ne aspettiamo la musica, dopo la voce soprannaturale di Teresa Salgueiro e i tram di Lisbona, i sigari dei vecchi cubani e le sigarette del Jazz.&lt;br /&gt;E' la città, splendida Palermo in odore africano e arabo, dove in un tempo immobile e perenne donne conversano ancora nei fumi dei bagni turchi, che suggerisce il film all'autore e noi ne aspettiamo il viaggio dentro ai nostri occhi, preparandoci al richiamo inevitabile verso un'altra partenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-4163329433663582177?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/4163329433663582177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=4163329433663582177' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/4163329433663582177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/4163329433663582177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/11/palermo-story-o-il-cielo-sopra-palermo.html' title='Palermo story o Il cielo sopra Palermo'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-873258864577914333</id><published>2007-11-18T09:48:00.000+01:00</published><updated>2008-08-27T18:09:13.143+02:00</updated><title type='text'>Il sorriso di Haidi Giuliani</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R0AKKGtsQaI/AAAAAAAABEI/ihbndm-wYyU/s1600-h/IMG_9284.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R0AKKGtsQaI/AAAAAAAABEI/ihbndm-wYyU/s320/IMG_9284.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5134114743919591842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per tornare a Genova ho preferito la solitudine. Avevo bisogno di pensare, rivivere tre giorni oltre il finestrino di un treno che ha attraversato alcune fra le zone più squallide di un'Italia martoriata da quell'economia fallimentare che doveva farla crescere. Fra scheletri di umanità e edifici grigi come le zolle dei campi, mi accompagnavano ragazzi che infilavano il naso nei cellulari perché non c'era niente da vedere. Cercavo di riavviare quella parte di cuore che sei anni fa si è fermata e non ha mai più voluto saperne di ripartire, ogni suo piccolo tentativo, infatti, veniva regolarmente ucciso dai tanti che si permettevano di giudicare attraverso i giudizi di altri. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R0AK-GtsQeI/AAAAAAAABEo/NErfHjIiiwo/s1600-h/IMG_9360.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R0AK-GtsQeI/AAAAAAAABEo/NErfHjIiiwo/s200/IMG_9360.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5134115637272789474" /&gt;&lt;/a&gt;Portavo a Genova un fardello di sei anni di coltellate. Le scheletriche geometrie della peggiore pianura padana mi hanno lasciato, tremante di freddo, alla stazione di Tortona. Per me, ragazza di mare, un non-posto di scortesia. Poi è arrivato il treno per Genova e i denti erano talmente stretti da scricchiolare. Quando ho cominciato a sfogliare la mia copia del Manifesto una signora di mezza età mi ha aggredita: "cosa state facendo a Genova?". Un'altra avvertiva casa di non venirla a prendere in stazione, tanto ci sarebbero volute ore ad arrivare perché la stazione, secondo lei, era occupata dai manifestanti. Sguardi sprezzanti. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R0AKwmtsQdI/AAAAAAAABEg/FHKCdkde8WE/s1600-h/IMG_9367.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R0AKwmtsQdI/AAAAAAAABEg/FHKCdkde8WE/s200/IMG_9367.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5134115405344555474" /&gt;&lt;/a&gt;Ero basita, cose che succedevano decenni fa... quando Guccini cantava "e alcuni audaci in tasca l'Unità".&lt;br /&gt;E non c'era cuore che intendeva rimettersi in marcia.&lt;br /&gt;Ma, attraverso i finestrini, il paesaggio andava facendosi più accogliente e Genova ci attirava nel suo cuore di terra, attraverso le sue tante gallerie, sopra i suoi ponti sospesi sul mare. &lt;br /&gt;Ero sola, il mio viaggio richiedeva solitudine e avevo bisogno di arrivare, per questo ho evitato di prendere uno dei treni speciali. Ricordavo l'assurdo ritardo che ci avevano fatto accumulare sei anni fa, le minacce alla stazione di Brignole dove celerini continuavano a caricare dopo tre giorni di continue e assurde violenze e non ci permettevano di andarcene da quell'inferno di apnea, di farci riprendere, seppure per sempre asmatici, a respirare.&lt;br /&gt;Avevo la cartina, ma non serviva, un mare di gente mi indicava la strada. Il popolo di Genova lo riconosci dalle gonne colorate, i sorrisi ai quali fanno corona i rasta,  gli zainetti carichi di panini e merendine per il lungo viaggio, i tanti lunghi viaggi. &lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R0AKSWtsQbI/AAAAAAAABEQ/6pMmrxkLGpg/s1600-h/IMG_9265.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R0AKSWtsQbI/AAAAAAAABEQ/6pMmrxkLGpg/s200/IMG_9265.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5134114885653512626" /&gt;&lt;/a&gt;E, fra quel mare di gente, gli amici di sempre. Gli stessi con cui ho affrontato la paura di morire, il bisogno di difenderli e di essere difesa. E anche loro, come me, avevano totale fiducia in ogni testa e cuore di quel corteo, ma non si fidavano dei celerini nascosti dal prefetto su richiesta del sindaco e continuavano a spiare i tetti sopra le nostre teste, gli stessi da cui partivano lacrimogeni che ferivano la testa, che lasciavano ragazzi svenuti in terra e poi massacrati. Guardavamo con terrore la sopraelevata che accompagnava il corteo per la quasi totalità del percorso. Ma vedevamo anche i sorrisi di chi forse in quei giorni non c'era, ma che ha saputo, è inorridito, e ne ha fatto anche la sua battaglia. Soprattutto ci è capitato di vedere Haidi. E Haidi rideva di quell'abbraccio collettivo. E noi scioglievamo il nostro cuore bloccato nel suo sorriso, ci sentivamo un pò tutti suoi figli e Carlo nostro fratello, un fratello che ha difeso i suoi fratelli minori, più spaventati, più impreparati e ha pagato anche perché noi riportassimo intere le nostre teste alle nostre madri, perché avessimo il tempo di correre, quello che ci avevano detto di fare a casa, ma quello che non era possibile fare senza le barricate, senza chi, lanciando pietre, rallentava la marcia impazzita di uomini che non rispondevano più neanche agli ordini del comando di polizia.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R0AKhGtsQcI/AAAAAAAABEY/GT7T36JPttM/s1600-h/IMG_9338.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R0AKhGtsQcI/AAAAAAAABEY/GT7T36JPttM/s200/IMG_9338.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5134115139056583106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Genova, col sorriso di Haidi, ci ha rimesso in marcia i cuori, ha riacceso la speranza che Genova, che ci ha concesso una riappacificazione, resti memoria della follia, impensabile, che non ha più pretesti per riesplodere. Genova sia adesso una grande famiglia che difende alcuni dei suoi componenti che stanno pagando per aver avuto bisogno di difendersi, che chieda giustizia, che permetta alla famiglia di Carlo di avere un minimo di pace, se è più possibile, che vigili affinché questo meccanismo di morte, violenza e pazzia si fermi una volta per sempre e le persone possano riavere la libertà, le piazze, che in Italia non serva coraggio per difendere le proprie idee. &lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R0ALnmtsQhI/AAAAAAAABFA/1wmEkXRFWjk/s1600-h/IMG_9301.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R0ALnmtsQhI/AAAAAAAABFA/1wmEkXRFWjk/s200/IMG_9301.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5134116350237360658" /&gt;&lt;/a&gt;Ho camminato come fossi un tutt'uno con un corteo silenzioso, rispettoso, determinato. Un silenzio che è esploso in un boato di rabbia arrivati nella zona in cui non era concesso esistere, ma che si è subito spento. Con i ragazzi, le donne, gli uomini, gli anziani e i bambini del corteo ho riconciliato le mie emozioni devastate, ho sentito che non sono sola nel mio dolore, nelle mie paure che a tutt'oggi svegliano il mio sonno nervoso. &lt;br /&gt;E poi mi sono lasciata ingurgitare di nuovo dalle gallerie di Genova e le paure pietrificate che da sei anni comprimevano il mio respiro si sono sciolte e ho respirato a pieni polmoni un'aria libera da gas, oggi e sempre.&lt;br /&gt;Ragazzi in marcia! La storia siamo noi, lo eravamo nel '45 e lo siamo stati sei anni fa e ieri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R0ALZGtsQgI/AAAAAAAABE4/ZdKvpiLuVLk/s1600-h/IMG_9364.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R0ALZGtsQgI/AAAAAAAABE4/ZdKvpiLuVLk/s400/IMG_9364.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5134116101129257474" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-873258864577914333?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/873258864577914333/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=873258864577914333' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/873258864577914333'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/873258864577914333'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/11/il-sorriso-di-haidi-giuliani.html' title='Il sorriso di Haidi Giuliani'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/R0AKKGtsQaI/AAAAAAAABEI/ihbndm-wYyU/s72-c/IMG_9284.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-7273989108936467073</id><published>2007-11-14T15:17:00.000+01:00</published><updated>2008-08-27T18:09:13.143+02:00</updated><title type='text'>Comunicazione di servizio per la manifestazione del 17 Novembre a Genova.</title><content type='html'>Io, con buone probabilità e con tutto il cuore e il fegato che riesco a mettere da parte, ci sarò, come ci sono stata ormai sei anni fa, per ricordare e non rivivere gli stessi incubi, per non permettere la condanna di capri espiatori, per chiedere giustizia, perché in Italia ci sia di nuovo la libertà di pensiero e di parola, perché si risolva il grosso problema di legalità e diritti civili, ripetutamente violato dalle forze dell'ordine. &lt;br /&gt;Se avete notizie su treni e organizzazione in generale fatemi sapere. Mi incontro coi compagni là, ma faccio il viaggio da sola.&lt;br /&gt;Sembra che il corteo parta alle ore 15.00 dalla Comunità di San Benedetto al Porto, Marina di Genova, per giungere in Piazza De Ferrari.&lt;br /&gt;Alcune notizie &lt;a href="http://www.globalproject.info/art-13664.html"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Se andate scrivetemi via mail (saraiommi@tin.it) che ci confrontiamo su come prepararci.&lt;br /&gt;Se avete bisogno che io ci porti anche un pezzettino del vostro cuore speditemelo, che me lo metto in tasca e lo faccio viaggiare da clandestino, sul treno, insieme a me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-7273989108936467073?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/7273989108936467073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=7273989108936467073' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/7273989108936467073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/7273989108936467073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/11/comunicazione-di-servizio-per-la.html' title='Comunicazione di servizio per la manifestazione del 17 Novembre a Genova.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-5709443557461803987</id><published>2007-11-13T17:09:00.000+01:00</published><updated>2008-08-27T18:08:41.983+02:00</updated><title type='text'>Purea di pensieri, ripartenze, progetti, immagini, esperienze.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/RznVl__9WtI/AAAAAAAABEA/nawmnoZvWg4/s1600-h/IMG_9212.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/RznVl__9WtI/AAAAAAAABEA/nawmnoZvWg4/s320/IMG_9212.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5132368099176962770" /&gt;&lt;/a&gt;Mi prendo una dolcissima pausa fra la preparazione di questo esame e altre attese e vi preparo un polpettone di giornate diverse condito di emozioni e nuove esperienze prima che la data di scadenza della memoria si avvicini troppo. &lt;br /&gt;Siamo passati attraverso e oltre l'appennino reggiano, per strade strette fatte di curve e paletti per la neve, abbiamo svalicato e incontrato castelli. Fra le vecchie montagne le cui energie sotterranee sono tutte raccolte in frutta e ortaggi dalla gente semplice dell'appennino, abbiamo scoperto luoghi che si chiamano come le cose: canala, bettola, gatta. I nostri occhi hanno assaporato colori autunnali, gustato l'immagine di viti ormai senza uva e idee di cantine colme di bottiglie di vino novello stappato per affetto su lunghi tavoli in legno grezzo macchiati dai cerchi delle bottiglie e dei bicchieri.&lt;br /&gt;Sono entrata a far parte di un gruppo di ricerca di antropologia del contemporaneo. Intervisterò signore e ragazze, farò parte della loro vita per qualche istante, quel poco di tempo che basta a rubare un'idea di matrimonio, scoprire cosa sta cambiando nell'immaginario femminile. Osserverò osservata sguardi densi di memoria o di aspettative per il futuro, ruberò particolari e parole con l'occhio meccanico della telecamera e il fruscio della penna (rigorosamente nera) sul taccuino. Cercherò d'interpretare disagi, premure, diffidenza, condivisione intima.&lt;br /&gt;Recentemente ho visto due film al cinema: in Un'altra giovinezza di Coppola ho trovato troppi richiami abusati alla letteratura, ma anche alcune scene da sentirle fin dentro alla pancia (io le cose che realmente mi emozionano, mi danno, le sento nell'intestino che può gelarsi o sciogliersi nel calore di un piacere addirittura piccante, fastidioso). Vi ho trovato un finale ripetitivo e una simbologia ostentata ma mancante di vero senso, la ricerca dell'immagine oltre un significato assente, inutili e ripetitivi specchi che si rompono, ma anche una perfetta scena nel bar. Facili richiami eros / nazismo e troppi personaggi superflui che vengono presto uccisi dalla loro stessa inutilità, escamotage facili, ma funzionali. La bella idea di una ricerca fino al protolinguaggio, un conflitto fra amore e cultura (che poi l'amore stesso è cultura), un messaggio che fra evidenti difetti riesce comunque a trasparire, a comunicare, a respirare. &lt;br /&gt;Poi mi sono lasciata conquistare da Ai confini del paradiso di Fatih Akin, da istintivi e profondissimi rapporti d'affetto, un intreccio di culture a creare l'umano, una sceneggiatura perfetta che vive di soffi, pelle e sguardi sfiorati contro un destino forse beffardo, un'inquadratura finale che da tutto il senso precario dell'attesa e della vita, un film che è un viaggio interminabile di partenze, ritorni e ripartenze. &lt;br /&gt;Ho visitato la mostra di uno dei miei pittori preferiti (Burri alla Magnani Rocca ancora fino al 2 Dicembre) e ho riflettuto sull'umano fra saldature, crepe, muffe, bruciature, colore, graffi, giochi di luce fra opaco e lucido. Una lotta di elementi come la lotta delle cellule e l'aggressione del tumore. Un'esposizione ragionata, dove si può seguire un percorso d'evoluzione di un'idea che resta sempre la stessa, ma ha tante possibilità espressive. Mi sono sentita scaldare dal fuoco che continua ad ardere nei suoi lavori oltre una villa bianco gelo e un giardino immenso, dove oziano pavoni e fontane (il ricordo, intanto, tornava all'inverno condiviso di Città di Castello). &lt;br /&gt;Ho provato il piacere di scegliere il pesce al mercato, chiacchierando con pescivendoli d'importazione e casalinghe. &lt;br /&gt;Forse viene prima il dovere, ma questa voglia di raccontare il piacere era arrivata al punto di rottura e non ho potuto far altro che travasarla dalla mia mente, al mio cuore, alla pagina in bianco e nero fatta di luce e condivisione che è diventato questo blog...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-5709443557461803987?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/5709443557461803987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=5709443557461803987' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5709443557461803987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5709443557461803987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/11/purea-di-pensieri-ripartenze-progetti.html' title='Purea di pensieri, ripartenze, progetti, immagini, esperienze.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/RznVl__9WtI/AAAAAAAABEA/nawmnoZvWg4/s72-c/IMG_9212.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-8154085248111321291</id><published>2007-11-04T22:48:00.001+01:00</published><updated>2008-09-04T11:00:06.707+02:00</updated><title type='text'>Una passeggiata nel bosco delle cose.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/Ry4_MKZVyDI/AAAAAAAABDY/S6XqR_YkEfU/s1600-h/IMG_9138.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/Ry4_MKZVyDI/AAAAAAAABDY/S6XqR_YkEfU/s400/IMG_9138.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5129106503803193394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Decidiamo di camminarli i quattro più quattro chilometri che separano casa nostra da un posto in cui è contenuta tutta la poesia delle cose vecchie, ricordi e vite contadine, ruggine, ragnatele e polvere illuminate in riflessi di bottiglia dai malati raggi solari di questo inverno che comincia, timidamente, a farci sperare nella neve.&lt;br /&gt;Guardiamo il greto del fiume cambiarsi lentamente d'abito, i fagiani sparire fra i cespugli, il sole tramontare troppo presto per la nostra voglia di muovere passi fino a che non cominciamo a scorgere viti selvatiche che si intrecciano attorno a vecchie damigiane quasi scordate in un prato.&lt;br /&gt;In un vecchio casolare è raccolta la storia della passione di Ettore Guatelli, un maestro elementare figlio di contadini e con la sua è raccolta la storia di migliaia di uomini e dei loro oggetti comuni, dei loro oggetti inventati, dei loro oggetti sofferti, dei loro oggetti rammendati da mani sapienti di miseria. Pretendono attenzione calzolai, contadini, orsanti e le loro calze buche e ricucite migliaia di volte, il finto violino della scimmietta.  &lt;br /&gt;Ettore era un uomo che dormiva vestito, scambiava le bombe lasciate dai tedeschi con la roba che tutti, passata la peggiore miseria, ormai, buttavano via e si è ritrovato un museo per casa, quasi a non lasciare spazio al lavoro agricolo dei fratelli, ma chiamarlo museo non rende giustizia a quell'idea, a quella poesia, a quell'amore e soprattutto alla vita che si respira in quella non morte di oggetti che nessuno ha più bisogno di utilizzare.&lt;br /&gt;Mi riscopro animista, mi muovo fra l'affascinato e l'inquieto fra centinaia di oggetti di uso comune disposti in incredibili composizioni che scopro osservarmi dai muri, dai tetti, dalle scansie come se ascoltassero il mio respiro e provassero anche loro a gonfiare i polmoni per urlare la loro storia ormai taciuta, per spiegare i calli, le rughe, il freddo di vetri che gelavano dall'interno, la guerra, i troppi figli. Ombre, fantasmi, cocci di storia contadina, fumo e odori fra l'intonaco stanco di un casolare che ha visto la fatica e non è riuscito a proteggere le sue vite dal freddo. Bracieri da mettere sotto il letto e una madre che spaccava con le mani il ghiaccio che si formava nell'acqua, in camera.&lt;br /&gt;Mi stupisco della genialità del bisogno, dell'inesistenza dello spreco nella nostra povera società contadina: macchine per togliere pelucchi ai maglioni, taglieri bucati per il troppo uso, caschetti tedeschi divenuti orinatoi.&lt;br /&gt;Una camera da letto fra centinaia di orologi e di macchine da scrivere ad angosciarsi di ogni minuto di vita che passa, non uno, ma decine di oggetti simili fra loro, perché ogni graffio ha da raccontare una storia diversa, di una casa diversa, di simili visi sporchi. Il rumore melodioso e leggero di tappi legati a corda di salame che sbattono fra loro a proteggere l'uscio dalle mosche, quello ripetitivo del telaio, il rumore sordo e ritmato della zappa.&lt;br /&gt;E poi centinaia di barattoli e in ognuno di quei barattoli migliaia di piccoli e minuscoli oggetti, uno strofinaccio incorniciato per mostrare il rammendo delle donne, la loro più grande ricchezza, la certezza di essere sposate.&lt;br /&gt;Un non-luogo di ricordo a cui arrivare a piedi, rispettosi e curiosi, rime scritte nel ferro, nella canapa, nelle pannocchie, nel legno. Desiderio intenso di imparare a raccogliere parole e combinarle insieme come Ettore raccoglieva storie di oggetti e delle loro persone, partorendo una meravigliosa poesia di fatica e memoria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://www.museoguatelli.it/default.asp" title="http://www.museoguatelli.it/default.asp"&gt;http://www.museoguatelli.it/default.asp&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Io vorrei un museo dall'estremo ieri all'estremo domani"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se volete passeggiare attraverso i miei occhi nel bosco delle cose fatelo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://gucciafoto.blogspot.com/2007/11/una-passeggiata-nel-bosco-delle-cose.html" title="qui"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-8154085248111321291?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/8154085248111321291/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=8154085248111321291' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/8154085248111321291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/8154085248111321291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/11/una-passeggiata-nel-bosco-delle-cose.html' title='Una passeggiata nel bosco delle cose.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/Ry4_MKZVyDI/AAAAAAAABDY/S6XqR_YkEfU/s72-c/IMG_9138.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-6527845699710237462</id><published>2007-11-02T10:23:00.000+01:00</published><updated>2008-09-04T11:00:06.708+02:00</updated><title type='text'>Una luce oltre il buio salato del mare.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/Ryr696ZVxgI/AAAAAAAAA_A/OuOq42-eYp0/s1600-h/Tellaro.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/Ryr696ZVxgI/AAAAAAAAA_A/OuOq42-eYp0/s400/Tellaro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5128187067269236226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Arriviamo mentre un tramonto salato si sta spegnendo a poco a poco a contatto con l'acqua, scoraggiati da un'autostrada che ci ha rubato ore di vita. L'ansia da spazio stretto, il dispiacere per ore di libertà spese all'ergastolo dell'asfalto si scioglie fra mille riflessi spinti al cielo e ai nostri occhi da piccole onde tranquille, come tranquillo d'improvviso torna ad essere il nostro sentire. &lt;br /&gt;Scalette, fiori, ulivi, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;cupole di fogliame da cui sprizza una polifonia di limoni e di arance e il velo evanescente di una spuma, di una cipria di mare che nessun piede d`uomo ha toccato o sembra...*&lt;/span&gt;, muriccioli in sasso, strade a picco sul mare e sui paesi. Si scorge dall'alto il castello di Lerici, che domina la baia di fiascherino, se le calde temperature estive ci avessero rinfrancato la pelle avremmo potuto immaginare persone stimolarsi l'appetito osservando la luce del cielo che si spegne e le luci degli uomini che si accendono, passeggiando davanti ai ristorantini protetti dalla possenza dei bastioni, lungo un molo che non accoglie più la pesca, comprato dal turismo. Ma muove i primi passi l'inverno e le strade sono per gli abitanti e per il rumore del mare.&lt;br /&gt;Tellaro è un'accozzaglia di case, un trionfo di balconcini che sgomitano per dominare quel mare che va a poco a poco perdendo colore. Un intricato percorso di borghi, un improvviso panorama, una chiesa di canti che si difende dal mare e una abbandonata alla sua posizione scomoda. Tellaro sono agavi morte dai fiori vivi oltre le grasse foglie centenarie avare di frutti. &lt;br /&gt;Vedo Gabriele sparire dietro l'ennesimo muro e all'improvviso aprirsi l'infinito. L'infinito negli occhi di un anziano signore dalle mani scure di pesce e di olive che osserva l'unica luce fra un buio che divora e non sostiene lo sguardo. Un'unica ancora di luce sulla quale, forse, è appoggiato suo figlio fra reti e pescato. La luce si spegne e si riaccende e l'uomo si allontana, il capo reclinato, gli scappa un sospiro. &lt;br /&gt;Altri uomini mettono in mare le barche, è finita la stagione turistica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Montemarcello si difende da una vita di pesca e si arrampica all'interno di un'area protetta dove la natura rompe gli spazi geometrici creati dall'uomo in una confusione intricata e abbondante. Oltre le case c'è solo la chiesa, nessun ristoro condiviso, in questi paesi dall'agricoltura faticosa conquistata alla terra ripida si sente la necessità di condividere solo le pene, di scambiare con la madonna e il santo un voto per una guarigione. &lt;br /&gt;Una donna chiama i suoi gatti che la seguono frettolosi in casa. E' l'unica figura umana che si può scorgere oltre i raggi ormai spenti di questa giornata di festa che va scemando. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sfioriamo Ameglia rincorrendo gusti già conosciuti. Anche le tombe si aggrappano saldamente alla terra per non scivolare in mare. Passiamo dentro il vento che s'infila fra le case, viene respinto dal duomo, fa muovere i teloni di una vecchia giostra di legno spenta oltre l'ordinato centro storico di Sarzana. Ci accoglie un ristorante che è solo il prosequio di una casa di vecchi sarzanesi. La figlia serve in tavola, possiamo osservare gli anziani genitori muoversi nel corridoio che conduce alle camere, in vestaglia lei, col suo bastone lui. Salutano cordialmente se si accorgono che li stiamo osservando. &lt;br /&gt;Rientriamo nel traffico che avevamo ormai dimenticato, ma anche l'autostrada, di notte, ha il suo fascino e tornare, ormai stanchi, ci sembra solo il giusto riposo per prepararci ad un'altra piccola partenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/Ryr7MaZVxhI/AAAAAAAAA_I/EkoVuutB66o/s1600-h/barca+tellaro.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/Ryr7MaZVxhI/AAAAAAAAA_I/EkoVuutB66o/s400/barca+tellaro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5128187316377339410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le foto di Tellaro le trovate &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://gucciafoto.blogspot.com/2007/11/una-luce-oltre-il-buio-salato-del-mare.html" title="qui"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;* Montale, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Verso Tellaro&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-6527845699710237462?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/6527845699710237462/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=6527845699710237462' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6527845699710237462'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6527845699710237462'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/11/una-luce-oltre-il-buio-salato-del-mare.html' title='Una luce oltre il buio salato del mare.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/Ryr696ZVxgI/AAAAAAAAA_A/OuOq42-eYp0/s72-c/Tellaro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-1882753332610965212</id><published>2007-10-29T14:19:00.000+01:00</published><updated>2008-09-04T11:00:06.708+02:00</updated><title type='text'>Angoli di Roma.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/RyYBNKZVxdI/AAAAAAAAA-o/CtYzPxhUQi8/s1600-h/IMG_8885.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/RyYBNKZVxdI/AAAAAAAAA-o/CtYzPxhUQi8/s400/IMG_8885.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126786551448454610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non è facile riordinare i pensieri in un treno che viaggia in mezzo alla notte. Mi aggrappo alle poche luci della campagna laziale in cerca di un segnale di ragione, di parole in fila dentro e oltre il sentimento. Cerco un'ancora di luce, oltre la monotonia del buio, per la mia anima che non ne vuole sapere di restarsene seduta col corpo e alla fine deraglia. Guardo dormire la stanchezza di Gabriele, i suoi occhi chiusi sulle chiese di Roma e la bocca semiaperta a ricordare un sapore condiviso. Mangio biscotti per sopravvivere alla nostalgia amara, olive per non farmi travolgere dalla dolcezza. Telefono a casa, mando messaggi contrari al senso di marcia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma ci si è mostrata in tutta la sua generosità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era solo ieri che respiravo l'odore dell'incenso di un rito profano oltre la porta pesante del pantheon e seguivo strade che si ritagliavano spazio fra proprietà ecclesiali dove si conserva il rito antico di una messa per pochi, parole in tedesco pronunciate da un parroco alto e diritto, fedeli seri a circondarlo nell'abbraccio di una comunità ermetica e sfumata dalla medievale bellezza atroce di S.Stefano rotondo.&lt;br /&gt;Solo ieri a trastevere mi emozionavo nella luce che filtrava da una finestra in una scia di polvere, fumo, sudore di un ritorno insperato d'estate, spiavo centinaia di pensieri scritti e lasciati nelle mani del santo, mi perdevo nell'edera rossa che avvolge le case, ci mascheravamo insieme da turisti davanti ad un piatto fumante di rigatoni cacio e pepe. A S.Giovanni in laterano conversavo con le statue bianche che chiedevano ai passanti compagnia, oltre la solitudine di un tetto e in metropolitana scrutavo curiosa le facce, le espressioni diverse e giocavo a far finta di capire le parole, le inflessioni di tutto il mondo. Mi rilassavo e riflettevo nei chiostri dove riposano gli ulivi, la bellezza, il pensiero, fra i tavolini dei bar pieni di lingue e gelati, nella musica che riempiva le strade.&lt;br /&gt;Al campo nomadi avevano steso e le donne abitavano fra un meraviglioso regalo di raggi estivi, l'odore del bucato, gli schiamazzi dei bambini, il riposo degli uomini. &lt;br /&gt;Abbiamo camminato ore e ore senza essere stanchi e il nostro passo, vicino alla fontana di piazza del popolo, si è incontrato con altri passi di cui, ancora adesso, sento il rumore ritmato, in questa strada dal cielo grigio dove camminiamo ancora insieme.&lt;br /&gt;Roma, la città delle contraddizioni, ci ha dato due giorni d'amore e ci ha traditi nell'accettare la beatificazione di 498 assassini di uomini e di libertà, torturatori franchisti. &lt;br /&gt;Grazie a Nicoletta e Mariano la città eterna non ci è mai sembrata così bella, le nostre labbra non si sono mai stese così a lungo in un sorriso. Anche il tempo era nostro complice, e ci ha regalato un'ora solare che posticipava il momento del ritorno, rendeva relativo lo scorrere tiranno dei minuti.&lt;br /&gt;Impossibile ringraziare per tanto affetto e ricchezza, cercare di spiegare quanto è ricambiato.&lt;br /&gt;D'ora in poi dietro le nostre spalle secoli di storia passata, davanti ai nostri occhi una vita da scrivere e riscrivere assieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le foto degli angoli di Roma le trovate &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://gucciafoto.blogspot.com/search/label/Roma" title="qui"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/RyYB-aZVxeI/AAAAAAAAA-w/f1bDse1L0wM/s1600-h/IMG_8828.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/RyYB-aZVxeI/AAAAAAAAA-w/f1bDse1L0wM/s400/IMG_8828.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126787397557011938" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-1882753332610965212?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/1882753332610965212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=1882753332610965212' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1882753332610965212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1882753332610965212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/10/non-facile-riordinare-i-pensieri-in-un.html' title='Angoli di Roma.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/RyYBNKZVxdI/AAAAAAAAA-o/CtYzPxhUQi8/s72-c/IMG_8885.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-3563617490651890879</id><published>2007-10-25T10:19:00.000+02:00</published><updated>2008-08-27T18:07:38.931+02:00</updated><title type='text'>Ritrovare l'amore in uno sbuffo di farina</title><content type='html'>Questo piccolo appartamento ammuffisce un pò alle pareti, ma è pieno di vari tipi di amore. Ieri cucinavo per amici, due professori agli opposti, che deliziosamente quando ci vengono a trovare si beccano tutta la sera, facendoci ridere di gusto. Uno preciso e puntuale, l'altro ritardatario e "straiato". Entrambi di grande cultura, di quella cultura senza trofei, quella spartita come fosse un abbraccio. Parma, la splendida Parma del duomo e del battistero, la Parma del Regio e del Farnese amato da orde di poeti, intellettuali, nobili, distrutto dalla guerra e ricostruito dalla povera gente, la Parma della splendente e immodesta Palatina, di solito, è chiusa e altezzosa, conscia della sua superiorità culturale e alimentare disprezza i regali degli altri, ma con Maurizio e Giovanni, Parma, mi ha aperto il cuore e, da quando li conosco, sorrido sempre per le vie di questa città che mi aveva accolto tanto freddamente. Mi capita di passare, per le vie nebbiose di questa città di pianura, davanti ad un ragazzo con un sax a cui volentieri lascio una monetina e un gesto di ringraziamento, e mi scopro a pensare allo sbuffo di farina, allo schizzo di pomodoro, alla tentazione di assaggiare la torta che ho preparato per il loro compleanno e sorrido. &lt;br /&gt;Passando in cucina, prima di cena, mi rubavano acini d'uva.&lt;br /&gt;Ogni volta che li vedo mi riconcilio col mondo.  &lt;br /&gt;Fra due giorni mi penserete a Roma, vado a trovare mia sorella acquisita per amore, Nicoletta, di cui spesso mi scopro di raccontare e, come lei stessa dice, riavremo modo di guardarci nei nostri occhi color cannella, dopo tanto tempo di lontananza solo fisica. Gabriele, l'uomo della mia vita, stavolta mi può accompagnare. Oggi vado  a scegliere un libro per lei e ho pensato di copiare il dolce/amaro regalo di Maurizio: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;la cucina color zafferano&lt;/span&gt; di Yasmin Crowther.&lt;br /&gt;Penso a Marco che va a New York, a un ragazzo conosciuto in fabbrica che mi ha telefonato e invitato a riattivarmi per il partito qua, in una città a cui ho dato sette anni della mia vita e che sta cominciando a cedere e permettermi di sentire un pò mia, che ha voluto condividere con me le emozioni della grande manifestazione di Roma. Per me politica praticata non era più esistita senza gli amici di una volta.&lt;br /&gt;Mi sento circondata da tanti tipi di amore e la canzone &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Stranamore&lt;/span&gt; di Vecchioni è un loop desiderato e sofferto di una sofferenza di caramella nella mia testa.&lt;br /&gt;Oggi, a pranzo, risotto di zucca!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-3563617490651890879?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/3563617490651890879/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=3563617490651890879' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/3563617490651890879'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/3563617490651890879'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/10/ritovare-lamore-in-uno-sbuffo-di-farina.html' title='Ritrovare l&apos;amore in uno sbuffo di farina'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-798054818876197040</id><published>2007-10-23T13:52:00.000+02:00</published><updated>2008-08-27T18:09:13.143+02:00</updated><title type='text'>Quando un bimbo muore di freddo, in Italia.</title><content type='html'>Scrivo questo post fra un miscuglio di emozioni che spaziano dal dolore all'odio. Mi sento persino colpevole: colpevole di aver desiderato tanto l'inverno. Io, che a volte accendo il termosifone in solaio per non far gelare le mutande.  &lt;br /&gt;Rivado col pensiero al periodo in cui ho conosciuto una ragazza straordinaria, talmente colma di vita da doverne per forza regalare un pò agli altri. &lt;br /&gt;Nicoletta è una ragazza di Roma, di origine marchigiana. Anni fa si è improvvisata a titolo volontario mediatrice culturale del campo nomadi di Saxa Rubra ottenendo non solo grandi risultati, ma soprattutto amicizia reciproca. Ha lavorato nelle scuole per favorire l'integrazione degli stranieri e mi raccontava cosa è riuscita a fare con l'hennè, per rendere possibile l'inserimento di una ragazzina musulmana. Grazie ai suoi studi d'avvocato ha seguito gratuitamente cause per persone sfruttate, portate a lavorare in Italia e poi tenute come schiavi. Si occupa anche della gente dell'est che arriva in Italia, il paese delle pubblicità del mulino bianco, in cerca di una vita migliore, di un lavoro per sfamare i propri figli, aprirgli la strada per una nuova vita e invece finisce sulle rive del Tevere, nelle baracche di cartone. Ai tempi del rischio d'alluvione ha assistito centinaia di persone sistemate momentaneamente nei tunnel della metropolitana, si occupa di trovare indumenti e medicine per questa gente. Le medicine le tiene a casa sua ed è pronta a partire anche solo per un raffreddore, infatti, a differenza degli abiti, del cibo, le tiene lei per paura che la necessità porti i disperati che assiste a venderle.&lt;br /&gt;Nicoletta è tanto buona, ma si arrabbia spesso e la sua voce rimane sempre inascoltata.&lt;br /&gt;Ad ogni occasione elettorale, infatti, il tanto amato Veltroni, segretario del partito che non c'è, che niente ha in comune con la famosa isola, dice ai suoi vigili-sicari di sgomberare il lungo fiume, il che significa che tali signori cacciano queste persone già al limite della miseria distruggendone i rifugi di fortuna, limitandosi a spostare il problema da un posto all'altro della città e poi ricominciando ad ignorare la situazione. &lt;br /&gt;Questi sgomberi annullano tutto il lavoro di Nicoletta, ma non solo. &lt;br /&gt;Mentre Roma era tutta lustrini per la festa del cinema, due ragazzi (rom rumeni), lei diciassettenne, lui poco più grande, hanno perso il piccolo Francesco, loro figlio di due mesi appena, che non ce l'ha fatta, è morto di freddo.&lt;br /&gt;Dopo la rabbia di Nicoletta viene il mio odio. L'odio per questa politica che è il trionfo della mediocrità, dell'indifferenza, dell'opportunismo. Una politica del conteggio che accetta le richieste di una società malata d'egoismo e si scaglia contro i lavavetri, le prostitute, gli extracomunitari, gli zingari perché è questo che rende popolari. L'odio verso questa assurda richiesta di sicurezza a tutti i costi di stampo prettamente fascista, di contenuti nulli, tranne l'opportunismo. &lt;br /&gt;Una società di finti onesti contribuenti che pretendono che le loro tasse vengano utilizzate solo per loro e per fare pulizia.&lt;br /&gt;Francesco è morto di freddo, neanche fossimo già diventati l'America dove chi non ha non vive, ma tanto è già storia passata, come è già sbiadito ricordo e presunta medaglia la storia di Dragan, bosniaco, padre di due figli, che è morto per salvare due figli di italiani che non hanno neanche ringraziato i suoi parenti, non hanno neanche aspettato di trovarne il cadavere. &lt;br /&gt;Ma a noi interessano di più le storie giornalistiche di rumeni cattivi e zingari ladri, gli stessi che facciamo vivere sulle discariche e che lasciamo morire di freddo senza neanche una parola. Ci piace disprezzare gli extracomunitari che si schiantano la schiena, in nero, nelle nostre fabbriche. A noi interessano di più le primarie, per far vedere quanto siamo democratici e che grande consenso riusciamo ad ottenere stando un pò di qua e un pò di là anche a costo di affossare l'Italia economicamente, umanamente e culturalmente per non dover prendersi il rischio di scegliere, non dover cambiare, non dover dare quello a cui spetta di diritto a tutti, contribuenti e non, regolari e irregolari.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-798054818876197040?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/798054818876197040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=798054818876197040' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/798054818876197040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/798054818876197040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/10/morire-di-freddo-in-italia-nel-2007.html' title='Quando un bimbo muore di freddo, in Italia.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-357609704087100224</id><published>2007-10-20T20:21:00.001+02:00</published><updated>2008-08-27T18:09:13.144+02:00</updated><title type='text'>1.000.000</title><content type='html'>&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/RxpHVtTBlJI/AAAAAAAAA5M/Co-BVgfQvZM/s1600-h/manifestazione.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/RxpHVtTBlJI/AAAAAAAAA5M/Co-BVgfQvZM/s400/manifestazione.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5123485964349576338" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;                                                                                                 Di diritti, contenuti, conquiste sociali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E, finalmente, di nuovo, un mare di rosse bandiere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-357609704087100224?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/357609704087100224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=357609704087100224' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/357609704087100224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/357609704087100224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/10/1.html' title='1.000.000'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/RxpHVtTBlJI/AAAAAAAAA5M/Co-BVgfQvZM/s72-c/manifestazione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-1535528788185078629</id><published>2007-10-20T10:05:00.000+02:00</published><updated>2008-08-27T18:09:13.144+02:00</updated><title type='text'>Quando il Sig.Rossi non è un Sig.Rossi qualunque</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/RxnB2dTBlHI/AAAAAAAAA48/LtGkK0Dop38/s1600-h/bozzetto.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/RxnB2dTBlHI/AAAAAAAAA48/LtGkK0Dop38/s200/bozzetto.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5123339192432170098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Oggi mi permetto di raccontarvi una storia che sembra una favola a lieto fine, invece appartiene alla cronaca di questi giorni, una delle tante notizie defilate di cui farebbe bene parlare. &lt;br /&gt;Ormai dovrebbe esserci noto che, invece di piangere e gridare al mostro cinese, quello che ci chiede il mercato internazionale sono prodotti di elevata qualità. Elevata qualità a cui, le mie piccole Marche, hanno sempre guardato. Infatti, in particolar modo nella zona dell'ascolano, sono vive e produttive molte piccole aziende di produzione artigianale di alta qualità apprezzate in tutto il mondo. Queste aziende godono di ottima salute, continuano ad aumentare il proprio giro d'affari e tutto questo lo devono anche alla grande preparazione dei loro dipendenti. Bene, a questo punto della storia entra in scena il Il Sig.Rossi, imprenditore fermano dell'azienda "Campofilone", azienda che produce pasta all'uovo di alto livello (è buonissima, io le ho provate le tagliatelline Campofilone col ragù della mamma), attività cominciata a partire da una casalinga delle nostre colline - ancora a misura d'uomo e dove sono vive vecchie tradizioni - che apre una trattoria... ma questa è un'altra storia.&lt;br /&gt;Il Sig. Rossi, e a questo punto appare chiaro che non stiamo parlando di "un sig.Rossi qualunque" formula strausata dalle maestre elementari, ma del Sig.Enzo Rossi, vede che il fatturato della sua azienda va alle stelle grazie ai mercati giapponesi e americani e, tranquillo del suo successo economico, pensa di vedere come se la passano i suoi dipendenti. Con due figlie e una moglie a carico decide di provare per un mese a vivere con lo stipendio dei suoi operai. Ebbene arriva al 20 del mese e poi da forfait: conducendo una vita normalissima non si può vivere con poco più 1000 € al mese. E così, il Sig. Rossi dichiara &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"E' giusto che retribuisca di più i miei dipendenti perché lavorano bene e meglio degli altri - ha spiegato - E poi non sono assolutamente inferiori ai loro colleghi tedeschi, francesi, inglesi che percepiscono stipendi superiori a quelli degli italiani"&lt;/span&gt; e gli assegna 200 € mensili in più in busta paga. Che dire? Un buon inizio! (Sperando che i suoi colleghi facciano sì che questo sia l'inizio di qualcosa).&lt;br /&gt;Pur non capendone granché di economia ho sempre pensato che un paese non cresce affamandone la popolazione, sarebbe come togliere l'olio ad un motore. Credo che se le persone avessero più tempo libero, più possibilità formative, più disponibilità economica, sarebbero più disposte a spendere, procreare, inventare progetti, credere nel futuro, nelle istituzioni, persino nei datori di lavoro. Il Sig.Rossi e la situazione delle aziende delle altre nazioni europee ci dimostrano che alzare gli stipendi è possibile. Che questa sia la prima scintilla dell'incredibile rivoluzione bolscevica degli imprenditori? Se non ci pensano operai e sindacati, qualcuno ci dovrà pur pensare...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;O.T.(?): Aderisco anima e corpo alla manifestazione di oggi e avrei davvero voluto essere a Roma, ma devo essere nella capitale la prossima settimana e le finanze non mi permettono tanto. La prossima non mi sfugge.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-1535528788185078629?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/1535528788185078629/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=1535528788185078629' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1535528788185078629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1535528788185078629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/10/quando-il-sigrossi-non-un-sigrossi.html' title='Quando il Sig.Rossi non è un Sig.Rossi qualunque'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/RxnB2dTBlHI/AAAAAAAAA48/LtGkK0Dop38/s72-c/bozzetto.gif' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-5680383449339349559</id><published>2007-10-18T13:00:00.001+02:00</published><updated>2008-08-27T18:08:32.386+02:00</updated><title type='text'>Essere donna non è una macchia di sangue</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;A mia mamma che ha radunato tutto l'amore possibile e mi ha restituito quelle lettere, che ha raggiunto con me la nostra stazione; a mia nonna che ha resistito alle atroci sofferenze della sua vita fino a permettermi di nascere e di cambiarmi parecchi pannolini; all'altra mia nonna che non ha accettato che l'amore possa essere distrutto dalla morte; a Stefano che vuole fare un film sulle donne.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diventare donna non è una macchia di sangue, quella mattina l'unica consapevolezza che acquisisci è la posizione fisica delle tue ovaie e un forte mal di pancia che ti renderà intrattabile per tutti i cinque giorni al mese della tua vita. &lt;br /&gt;Non si diventa donne nemmeno con la seconda macchia di sangue, a farti donna è quando il tuo ragazzo, la prima volta, non ce l'ha fatta e tu, dolcemente, riesci a fargli capire che vale molto di più quella sua tenera emozione che un lenzuolo da lavare. &lt;br /&gt;Di certo diventare donna è una grave forma di autolesionismo, quando ci si crede in dovere di sacrificarsi per gli altri e quando sacrificarsi per gli altri non serve proprio a niente oltre ad una continua gratificazione della propria tendenza al martirio.&lt;br /&gt;Donna ricordati che chi accetta il tuo sacrificio senza sofferenza, di certo non lo merita.  &lt;br /&gt;Perdonare uno stupratore non deve essere cosa da donna, lasciamolo alle sante e al perdono cristiano, che fa più danno della violenza.&lt;br /&gt;Essere donna è sposarsi tanto quanto avere il coraggio di divorziare o rimanere zitella.&lt;br /&gt;Solo una donna può partorire il figlio di un uomo o decidere di abortirne il feto.&lt;br /&gt;Diventare donna può essere mettere solo un trucco leggero o comprare una gonna, dopo una vita di pantaloni, e poi vergognarsi di indossarla, ma in casa provarla e riprovarla; diventare donna è capire quanto potere esercita il tuo corpo sugli uomini e nasconderlo o abusarne, soffrire come un cane per una ceretta o fregarsene di avere i baffi. &lt;br /&gt;Qualcuna diventa donna cominciando a desiderare i sogni repressi, altre non volendo morire e lottando contro la vecchiaia, o quel tremendo male incurabile, per vedere nascere i figli dei propri figli, i figli dei propri nipoti, altre ancora capiscono di essere ormai donne quando smettono di considerare un sacrificio i lavori di casa e si accorgono di aver costruito un nido insieme all'uomo della loro vita. &lt;br /&gt;Diventare donna è avere accanto almeno altre due donne, di altre due generazioni, è sentirsi belle con quella ruga vicino agli occhi o non tollerarla. &lt;br /&gt;Essere donna è portare il velo con convinzione o non accettarlo e così essere costrette a dover rinunciare per questo alla propria religione e alla propria famiglia, dover accettare un matrimonio combinato, non avere il coraggio di denunciare una violenza domestica, crescere i propri fratelli orfani, curarsi dei genitori anziani non indipendenti.  &lt;br /&gt;Se diventare donna è, come io credo, essenzialmente, desiderarlo, soffrirne e compiere delle scelte, anche un uomo può davvero diventare una donna.&lt;br /&gt;Sono donne tanto i travestiti di Almodóvar, quanto le martiri di Lars Von Trier. E' donna Medea, che sacrifica i suoi figli per colpire il suo uomo che l'ha tradita, tanto quanto lo sono le casalinghe che, quotidianamente, si fanno succhiare la vita da famiglie parassita o quanto lo è una vedova che rispetta la sua vedovanza fino alla morte.&lt;br /&gt;Ogni donna è donna a modo suo, ma tutte sono accomunate da uno straziante e dolce dolore di fondo, da un forte altruismo e una morbosa sensibilità, lato imprescindibile dell'essere state donne nei secoli in una società dove hanno dominato i maschi, ma l'universo femminile per gli uomini era sostegno discreto, spalla, realizzazione del desiderio narcisistico di vivere oltre la morte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-5680383449339349559?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/5680383449339349559/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=5680383449339349559' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5680383449339349559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/5680383449339349559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/10/essere-donna-non-una-macchia-di-sangue.html' title='Essere donna non è una macchia di sangue'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-134180849389122006</id><published>2007-10-15T14:20:00.000+02:00</published><updated>2008-09-04T11:00:06.709+02:00</updated><title type='text'>Un porto sicuro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/RxOAv9TBk9I/AAAAAAAAA3s/4YwTxvgFBxI/s1600-h/IMG_8719.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/RxOAv9TBk9I/AAAAAAAAA3s/4YwTxvgFBxI/s400/IMG_8719.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121578762646950866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mi aggiro, munita di macchina fotografica, come fossi una turista, per le vie del ghetto, ad Ancona. Mi fermo ad annusare ad occhi chiusi l'odore dei cibi che massaie scrupolose stanno preparando già dall'alba di questa domenica mattina. Osservo stupita architetture molto particolari a cui non avevo mai fatto caso con l'attenzione rapita dalla bellezza esibita di piazza del Plebiscito, piccole e minuscole chiese che si affacciano oltre l'ennesimo angolo, a fianco di quel borgo stretto dove ripide scalette arrancano verso il Duomo, sospeso fra l'alba e il tramonto del golfo. Prima delle grandi e sfarzose navi da crociera, ben altre navi sono passate sotto questo tempio: grandi corazzate dell'ultima guerra fraticida che ha visto popolato solo da paura lo stesso ghetto, stive piene di sacchi neri di plastica per i morti che ha risparmiato il terremoto, accanitosi solo con gli ultimi edifici scampati ai bombardamenti inutili degli americani. La frana, la guerra, il terremoto, forse Ancona doveva scontare la posizione in un luogo dov'è concentrata tanta diversa bellezza. Ma oggi sono diretta al cimitero ebraico, che ho scoperto essere il più grande d'Italia e che è appena stato restaurato e siamo diretti anche nel luogo dove il vento che sferzava il faro, la pioggia invernale che giocava a trasformarsi in ghiaccio, non impedivano ad un amore in bilico di mettere radici. Non smetterò mai di essere riconoscente ad un vecchio faro in pensione che ci ha protetti senza giudicare, ad emozionarmi nell'abbraccio di quel panorama a 360 gradi, non riuscirò mai a stancarmi di vedere la città tuffarsi, col porto, in mare senza rinunciare a piccole deliziose spiagge di colori improbabili, a picco sotto la scogliera. Bianchissime lapidi di forme uniche nel loro genere mi ricordano che lì sono stati sepolti, al tramonto, una donna impareggiabile e un padre amatissimo. Bianchissime lapidi pesanti a nascondere in fretta la vergogna della morte, a mostrarsi in incomprensibili segni di una lingua antica, parole che non mancano di errori, fra cui quello della morte stessa, l'unico incorreggibile. Davanti a quel mare schiumoso e infinito scopro di essermi fermata a riflettere sulla pazzia del genocidio, al razzismo presunto esportato dai colonizzatori che riesce a far sentire diversi anche gli uguali. Oggi penso alla zuppa di banane degli Utu e alla carne, al latte dei Tuzi, alle radio che diffondevano le targhe delle automobili per riconoscere, nella totale uguaglianza etnica e culturale, chi doveva essere trucidato, lasciato morire lentamente con gli arti tagliati, penso a chi aveva la fortuna di poter pagare per essere ucciso con una pallottola e non a colpi di machete o martello. Oggi penso alle fosse comuni di Sebrenica, appena al di là di questo mare, dove gli assassini parlavano la stessa lingua degli uccisi, dove bisogna ancora oggi fare 110 km per trovare un dottore e ai pochi bambini fortunati che frequentano la scuola viene insegnata la storia della Serbia. Penso alle città fantasma della Cecenia, della zona settentrionale dell'isola di Cipro, ai Kurdi, agli armeni. Penso ai passamontagna del Chiapas, ai Tamil. Penso all'orrore di sentir parlare italiano, in mezzo a sconosciuti idiomi tedeschi, dai torturatori e assassini di Marzabotto, di Sant'Anna di Stazzema. Penso a tutti quelli che non hanno trovato posto nei miei pensieri, uno spazio bianco che riempirà il cuore di chi legge.&lt;br /&gt;Il genocidio, l'eccidio, lo sfruttamento, la violenza non sono solo in presenza di differenze etniche, culturali, linguistiche, religiose, l'uomo, parte dello stesso popolo mondiale, uccide anche in mancanza di tali differenze, che vengono fabbricate ad ogni sanguinaria necessità. Un popolo unico fatto di identità plurime che vengono giornalmente sezionate e isolate per farci sentire diversi in nome di altri interessi.&lt;br /&gt;Questa che ho intorno oggi è la mia terra e vorrei che, non solo per me, non solo per noi, ma soprattutto per gli altri, possa essere per sempre un porto sicuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/RxOBq9TBlAI/AAAAAAAAA4E/XkS-v6FLDrs/s1600-h/IMG_8720.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/RxOBq9TBlAI/AAAAAAAAA4E/XkS-v6FLDrs/s400/IMG_8720.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121579776259232770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-134180849389122006?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/134180849389122006/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=134180849389122006' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/134180849389122006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/134180849389122006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/10/un-porto-sicuro.html' title='Un porto sicuro'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/RxOAv9TBk9I/AAAAAAAAA3s/4YwTxvgFBxI/s72-c/IMG_8719.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-8998622949868786522</id><published>2007-10-09T18:49:00.000+02:00</published><updated>2008-08-27T18:09:13.144+02:00</updated><title type='text'>La storia lo assolverà</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/Rwu5qNTBk8I/AAAAAAAAA3k/JQupx4x1Bqw/s1600-h/Che_Fidel_snak01.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/Rwu5qNTBk8I/AAAAAAAAA3k/JQupx4x1Bqw/s200/Che_Fidel_snak01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119389536211801026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Quest'anno, appositamente, ho evitato di ricordare il quarantesimo anniversario della morte di Che Guevara. Perché quando si parla del Che, inevitabilmente, si parla di Cuba e, quando si parla di Cuba, inevitabilmente, si parla di Fidel Castro. Ho deciso, invece, sul finire della serata, di gettarmi nella polemica scatenatasi in vari blog.&lt;br /&gt;Bene, Cuba, dalla fine degli anni cinquanta è governata da questo uomo apparentemente duro, sempre in uniforme militare. Io, guardandolo, per prima cosa mi chiedo: perché, Fidel, quell'uniforme ancora oggi? Se davvero, come molti dicono, ti sei fatto mangiare dalla voglia di potere, perché non hai indossato la cravatta dei ricchi? Perché te ne vai in giro per le strade di Cuba, senza scorta, con una vecchia mercedes? Perché invece di dedicare anima e corpo allo stato non ti godi un pò la vita che, probabilmente, stai per finire? La risposta che mi sono data è che Fidel, la divisa, non può togliersela. Non può perché la sua piccola nazione è ancora in guerra, anche se abbandonata e condannata dall'opinione pubblica e dai governi del mondo intero. Sono all'ordine del giorno le spie americane trovate a promettere denaro in cambio di una democrazia fantoccio che non farebbe altro che riappropriarsi delle risorse, delle multinazionali, che riaprirebbe le case di prostituzione per vendere agli americani, per l'ennesima volta, le donne, il popolo cubano. Fidel questo lo sa, Fidel, ogni giorno di questi cinquant'anni ha temuto l'attacco che non avrebbero potuto respingere. Nonostante questo, nonostante un embargo che affosserebbe noi paesi ricchi, ha dato cibo, istruzione e sanità a tutti i suoi cittadini e anche a poveri del resto del mondo, fra cui americani. Senza contare gli sforzi democratici degli ultimi anni: fra tutti le elezioni dei governi municipali, probabilmente più democratiche delle nostre. Sicuramente quest'uomo, in quanto tale, avrà commesso degli sbagli, ma guardandolo in quegli occhi stanchi, sentendo la commozione che trasuda dalle sue parole quando ricorda la figura del Che, sicuramente, io so che in quelle condizioni nessuno avrebbe potuto fare di più. Il Che è stato un grande idealista e resterà per sempre (capitalismo e magliette permettendo) nel cuore di tutti i giovani del mondo, la sua speranza di un mondo migliore sarà sempre difesa, resterà giovane e perfetto. Fidel, invece, è l'uomo che ha dovuto fare il lavoro sporco, quello necessario, quotidiano e resterà uomo, un grande uomo.&lt;br /&gt;E ricordatevi: giudicare un uomo estraendolo dal suo contesto storico e sociale è solo faziosità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-8998622949868786522?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/8998622949868786522/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=8998622949868786522' title='37 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/8998622949868786522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/8998622949868786522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/10/la-storia-lo-assolver.html' title='La storia lo assolverà'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5g9AL9IaczU/Rwu5qNTBk8I/AAAAAAAAA3k/JQupx4x1Bqw/s72-c/Che_Fidel_snak01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>37</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-2910325925103945735</id><published>2007-10-07T18:00:00.000+02:00</published><updated>2008-08-27T18:07:38.932+02:00</updated><title type='text'>La polpa indifesa del caco.</title><content type='html'>A me l'autunno fa un bell'effetto. Mi accoccolo dentro un maglione enorme e mi sistemo vicino al termosifone. Mi viene voglia di fare, ricomincio a sentire il bisogno di scrivere, immagino la prossima neve, divento riflessiva e aspetto la domenica di festa per godermi i nuovi colori delle colline e delle città d'arte. I frutti dell'autunno, poi, soddisfano il mio gusto come nessun altro sapore: i cachi, le castagne, la zucca, i funghi, la polenta. Ho voglia, come un felino, di cibi grassi per prepararmi al freddo dell'inverno, ho voglia di sapori nuovi per far uscire il corpo dal tunnel del lavoro ripetitivo.&lt;br /&gt;Il nuovo micetto tigrato trova ottimo che io mi sia rimessa a studiare: le mie gambe sono patria sua, visto che per ore non mi schiodo dal tavolo, per potersi accoccolare al caldo facendo due fusa riconoscenti ogni tanto, sbadigliando e guardandomi curioso con quei due occhietti tondi e pestiferi. Io ci guadagno una morbidezza che non ha pari che ristora il mio tatto corteggiato solo dai solchi che lascia sul foglio il mio tratto pesante. Forse per questo gatti e intellettuali vanno tanto d'accordo.&lt;br /&gt;Isolo un pensiero dal flusso continuo di parole che disordina la mia mente, incitata dalla stanchezza mentale e dagli stimoli continui prodotti dallo studio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La grande pianura, costretta dalla mietitura a scoprire il proprio orizzonte, con falsa pudicizia, si adorna di una nebbia leggera, un velo semitrasparente.&lt;br /&gt;I rami tetri degli alberi sono carichi di cachi vivaci e succosi la cui polpa è messa facilmente a nudo dalla precaria promessa della loro pelle liscia.&lt;br /&gt;Senza altro bisogno che di mani ansiose di portarsi alla bocca un sapore dimenticato, mette radici il seme nel ventre di una donna che ha deciso di annullarsi per due vite che iniziano dove finisce la sua.&lt;br /&gt;Le femmine maturando concimano la loro propensione al sacrificio.&lt;br /&gt;Oltre il vetro sporco di pioggia sinfonia d'autunno e consapevolezza che l'uva è già mosto e non sarà mai vino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-2910325925103945735?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/2910325925103945735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=2910325925103945735' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/2910325925103945735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/2910325925103945735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/10/la-polpa-indifesa-del-caco_07.html' title='La polpa indifesa del caco.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-6687308902442810773</id><published>2007-10-06T11:24:00.000+02:00</published><updated>2008-08-27T18:08:10.830+02:00</updated><title type='text'>La stagione cinematografica 2006/2007 vista da guccia</title><content type='html'>Questa stagione mi ha vista raramente sulle poltrone rosse ma pubblico ugualmente, col nuovo numero di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Segnocinema&lt;/span&gt; fra le mani, due o tre frasi per ogni film che ho potuto vedere sul grande schermo. [in ordine alfabetico per titolo].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Anplagghed al cinema&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Regia Rinaldo Gaspari, dalla regia teatrale di Arturo Brachetti, soggetto e sceneggiatura Aldo, Giovanni e Giacomo, Gialappa's Band, Valerio Bariletti, Arturo Brachetti, Cesare Alberto Gallarini. Italia 2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non i migliori Aldo Giovanni e Giacomo dei "corti", a tratti noioso, nonostante alcuni sketch sinceramente divertenti. Teatro portato sullo schermo, di cinema praticamente niente.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Apocalypto&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;regia di Mel Gibson, soggetto e sceneggiatura Mel Gibson, Farhad Safinia. USA 2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Lo nomino quale "film più noioso della stagione". Tanto splatter (sbudellamenti di ogni genere), tante corse, poco contenuto, storia banale.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cars - motori ruggenti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Regia John Lasseter, Joe Ranft, sceneggiatura Dan Fogelman, John Lasseter, Joe Ranft, Kiel Murray, Phil Lorin, Jorgen Klubien. USA 2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Da veri professionisti dell'animazione, alla Pixar realizzano un altro bel lavoro, anche se ad ogni opera la storia si sta disneyzzando sempre di più banalizzando il lavoro. A loro favore il fatto di riuscire a far sorridere senza essere mai volgari.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Centochiodi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Regia, soggetto e sceneggiatura Ermanno Olmi. Italia 2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Da un'ottima idea un film che ha deluso le mie aspettative. Solito film di Olmi. Filosofia banalizzata all'inverosimile. Pessimo Degan.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Clerks II&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Regia, soggetto e sceneggiatura e montaggio Kevin Smith. USA 2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dopo la prima parte un pò debole una seconda parte spassosa tanto quanto il primo clerks (che è tutto dire). Da non perdersi la scena in cui Randal, in un fast food,  stronca il signore degli anelli a favore della trilogia...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Eragon&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Regia Stefen Fangmeier, sceneggiatura Peter Buchman. USA 2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Simpatico". Un film che ricalca le orme di guerre stellari e si lascia guardare.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Fascisti su Marte&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Regia Corrado Guzzanti, Igor Skofic, Sceneggiatura Corrado Guzzanti Paola Cannatello. Italia 2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dall'idea abusata del pianeta "rosso bolscevico" questo film che Guzzanti ha definito "non per tutti". Di certo non per me. Tremendo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il grande capo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Regia, soggetto e scenggiatura Lars Von Trier. Danimarca, Svezia, Francia 2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;A carattere cubitali sulle locandine c'era scritto: una commedia di Lars Von Trier. Commedia?!? Non mi perderei nessuno dei capolavori di questo autore enorme, ma la cosa mi aveva spiazzata un pò. Metacinematografico, divertente, profondo. Curiosa la tecnica dell'Automavision, il regista lascia scegliere le inquadrature ad un computer disorientando lo spettatore. Come al solito, comunque, in Von Trier, nonostante la grande sperimentazione, è l'idea, perfetta, a primeggiare sulla tecnica.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Grindhouse - A prova di morte&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Regia, soggetto, sceneggiatura e fotografia Quentin Tarantino. USA 2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Uno psicopatico assasino, sangue e incidenti. La soddisfazione della vendetta. Peccato che per scelte di produzione abbiano separato il film di Rodriguez da questa opera sicuramente particolare.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Grizzly man&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Regia, soggetto e sceneggiatura Werner Herzog. USA 2005&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Lo strano rapporto dell'uomo con la natura e la pazzia utopica di Timothy Treadwell, figlio della società che lo ha creato, l'America, dove tutto è amplificato. Herzog sceglie sempre storie al limite dell'umano. Commenta le riprese fatte direttamente da Timothy, attore inconsapevole che comunque recita di fronte alla sua piccola camera. Interessante e molto bello. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La masseria delle allodole&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Regia e sceneggiatura Paolo e Vittorio Taviani. Italia, Bulgaria, Spagna, Francia 2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Brutto, patetico, troppo magniloquente, retorico. Non basta fare un film su un argomento del quale si dovrebbe parlare e riparlare (il genocidio degli armeni, ancora negato dalle autorità turche) per poter dire che si tratta di un bel film.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Mille miglia... lontano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Regia Zhang Ymou, soggetto e sceneggiatura Zhanh Ymou, Jingzhi Zou. Hong Kong, Cina, Giappone 2005&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dolce, profondo, bello sia nei contenuti che nella splendida fotografia (che riflette i sentimenti dell'anziano). Un padre fallito può recuperare il suo rapporto col figlio realizzando il suo ultimo desiderio in punto di morte? Per poterlo fare dovrà impegnarsi un viaggio che gli darà modo di riflettere sulla propria vita e sull'uomo in genere.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Nuovomondo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Regia soggetto e sceneggiatura Emanuele Crialese. Italia Francia 2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Estremamente metaforico e simbolico senza perdere di vista la concretezza della realtà, senza essere  retorico, raccontando la storicità dei fatti attraverso un esercizio di stile mai fastidioso. In America, per gli emigrati Siciliani, i fiumi erano fatti di latte e le carote erano enormi, l'impatto però fu poi ben diverso, a cominciare dalle visite di "idoneità fisica e psicologica". &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Pasolini prossimo nostro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Regia, soggetto e sceneggiatura Giuseppe Bertolucci. Italia, Francia 2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dal set di Salò o le 120 giornate di Sodoma si parla di Pasolini (ne parla lui stesso) attraverso un'intervista, foto di scena, fotogrammi, scene inedite del film o del lavoro di scena. Prossimo nostro, perché le riflessioni di Pasolini sono più che mai attuali, perché farebbero bene a questa opinione pubblica malata di falso buonismo e moralità. Accompagnato da una mostra in cui Toccafondo "pittura" articoli di giornale di allora in cui si può scoprire quanta cattiveria gli si scagliava addosso, quanto possa dar fastidio l'intelligenza.  &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il segreto di Esma (Grbavica)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Regia, soggetto e sceneggiatura Jasmila Zbanic. Austria, Germania, Bosnia, Croazia, Olanda 2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Come spiegare alla propria figlia che il padre non è un eroe della guerra nell'ex Jugoslavia ma uno stupratore? Come guarire insieme in una città, che essa stessa, pur desiderando ardentemente la normalità, non riesce a curare le proprie ferite? Un film che merita appieno l'orso d'oro che ha conquistato a Berlino.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La stella che non c'è&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Regia Gianni Amelio, sceneggiatura Gianni Amelio, Umberto Contarello. Italia, Francia, Svizzera 2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Un operaio, di sua iniziativa, si mette alla ricerca di un altoforno dismesso da un'acciaieria italiana e venduto ai cinesi perché è convinto di aver trovato il modo di riparare un difetto potenzialmente pericoloso. Un viaggio che diventa crescita umana, amore, scoperta. Per me bellissimo, a dispetto del giudizio della critica. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;300&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Regia Zack Snyder, Sceneggiatura Zack Snyder, Kurt Johnstad, Michael B. Gordon. USA 2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Buona la resa visiva nel grande schermo di un fumetto (idealmente apprezzabile o meno ma dalla grande tecnica... per capirci Miller è lo stesso autore del "ritorno del cavaliere oscuro") ma esagerato, retorico, patetico, noioso. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il vento che accarezza l'erba&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Regia Ken Loach, soggetto e sceneggiatura Paul Laverty. Irlanda, UK, Germania, Italia, Spagna 2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Alcune scene di ottimo cinema, bella fotografia, un argomento delicato e difficile ma non un capolavoro. Di sicuro spunto per una riflessione sul terrorismo... la violenza è sempre a torto? O piuttosto il torto non è di chi costringe gli uomini ad usare violenza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essermi dovuta limitare a poche righe per ogni commento mi ha causato il mal di pancia, ma vista la lunghezza del post non avrei potuto fare altrimenti. Non perdetevi l'ultimo di Rivette (nuova stagione). Non mi perderò Inland Empire (vecchia stagione).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-6687308902442810773?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/6687308902442810773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=6687308902442810773' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6687308902442810773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/6687308902442810773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/10/la-stagione-cinematografica-20062007.html' title='La stagione cinematografica 2006/2007 vista da guccia'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4202971864730377615.post-1281819107062363472</id><published>2007-09-26T19:15:00.000+02:00</published><updated>2008-08-27T18:09:13.145+02:00</updated><title type='text'>Essere uomini. Una proposta di nobel per la pace al popolo rom.</title><content type='html'>La parola Rom significa uomo. Ma cosa significa essere uomini ai nostri giorni? Prima che la notizia diventi troppo vecchia voglio segnalare che Liberazione del 22 Settembre si apriva con un'intervista a Moni Ovadia che, provocatoriamente o meno, proponeva il nobel per la pace al popolo rom. I rom, infatti, sono un popolo libero, senza esercito né frontiere, senza condizionamenti economici. Sono un popolo in perenne fuga, a partire da quel lontano giorno in cui furono costretti a lasciare l'India, dove  lavoravano il ferro, l'impiego più umile del paese in quanto considerato demoniaco. Spesso, negli occhi di una ragazza rom, potete leggere la diffidenza; una diffidenza data dalle persecuzioni, il razzismo, il genocidio perpetrati ai danni di questa incredibile cultura, una cultura che conserva ancora la magia del rito, il valore di una cultura orale sopravvissuta a secoli di tentativi di distruggerla (la sterilizzazione forzata in Svizzera è andata avanti fino al 1975...i roghi di campi nomadi legittimi [spesso situati sopra vecchie discariche] sono all'ordine del giorno). Fra l'altro integrazione in Italia è sinonimo di rinuncia e i rom non vogliono rinunciare a quello che sono. L'incontro di culture avviene nella crescita e rispetto reciproci, la cultura più forte non deve pretendere di divorare quella più debole. La loro è una diffidenza giustificata da un odio ingiustificato che non si è mai tramutata in violenza checché l'opinione pubblica ne dica. I luoghi comuni dello zingaro rapitore di bambini o ladro si spezzano non appena si viene a contatto con loro. Si scoprono le loro micro economie marginali, quelle che noi rifiutiamo, la loro abilità nell'uso dei metalli, la loro creatività, il loro senso incredibile della famiglia che si allarga fino all'intera comunità, la gioia con cui vivono giorno per giorno, l'importanza della ricchezza interiore più di quella esteriore.   &lt;br /&gt;Essere gadjo, cioè non rom, ci sta portando a valori snaturati dal mercato, dalla fretta, da falsi miti, ci sta portando insomma ad essere non uomini. Se davvero siamo capaci di considerare la diversità come la vera ricchezza, specchiamoci negli occhi di quelle ragazze dalle lunghe gonne colorate che tentano di venderci braccialetti e di quegli uomini che tanto amano giocare a carte in compagnia e che restaurano vecchie pentole di ristoranti e cerchiamo di vederci quello che noi non siamo più capaci di essere. Leggiamo nei loro occhi che la nostra rabbia verso di loro è solo paura: paura di libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Un film da vedere: Gadjo Dilo di Tony Gatlif&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;(Lo straniero pazzo)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Musica? Django Reinhardt&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4202971864730377615-1281819107062363472?l=gucciaguccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/feeds/1281819107062363472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4202971864730377615&amp;postID=1281819107062363472' title='28 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1281819107062363472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4202971864730377615/posts/default/1281819107062363472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gucciaguccia.blogspot.com/2007/09/essere-uomini-una-proposta-di-nobel-per.html' title='Essere uomini. Una proposta di nobel per la pace al popolo rom.'/><author><name>guccia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06108970128885596947</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger2/1596/104810876624781/1600/IMG_3849.jpg'/></author><thr:total>28</thr:total></entry></feed>
