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02 gennaio 2008

La terra dove finisce la terra


Quest'anno abbiamo rinunciato al rito pagano dei fuochi nel cielo e risparmiato le forze per spenderle, il giorno successivo, ancora una volta, in terra di Liguria...
Perdonatemi un altro post in puzza di neorealismo e pittoricismo, questi giorni non ho forze, né tempo, per provare ad esprimermi diversamente


La Liguria è sempre un'esperienza in bilico fra sacrificio e aspra bellezza. Punta Chiappa è una terra sospesa sul mare, dopo la fatica del sentiero facile ma ripido; a piedi da S.Rocco l'impressione è di essere arrivati in una terra di confine, linea fra mondi. L'orizzonte, oltre il golfo a protezione delle case che scivolano fin sulle spiagge e sulle ultime rocce, è talmente vasto da poterlo immaginare rotondo.
La Liguria è terra che fiorisce anche d'inverno, ma fa sudare i suoi frutti sospesi grazie alla mano e al ferro arrugginito dell'uomo in terrazze, perfette, e sassi conquistati, come conquista la guerra, da muschio e minuscole piante grasse.
Odore di pesce oltre la piccola pieve immersa nel verde che non lascia spazio, e gatti dietro angoli stretti rubati alla montagna, in attesa fuori dai ristoranti e sotto il campanile: oggi pasto ricco anche per loro.
Oltre i panni stesi, su seggiole di legno d'altri tempi e fra corde usurate dalla fatica, ci si aspetta di vedere un vecchio pescatore riparare le reti, in questo giorno di riposo, in un luogo dove il tempo non ha potuto trasformare oggetti e abitudini, dove la vita va ancora guadagnata pesce su pesce, in un gioco di fiducia e sfiducia fra mare, vento e nuvole. Non si può resistere alla tentazione di spiare dentro finestre illuminate e calde, fra case a cui non è concesso arrivare che a piedi o in barca. Luoghi sacri dove il ricordo sopravvive al tempo. Ma le barche riposano, oggi, come la gente di Camogli, e mostrano tutto il tempo passato in mare, scolorite dalla salsedine. Lungo la riviera dei ricchi, lontana solo pochi chilometri e tanta vita, ci si scalda nei locali affollati e vaporosi d'alcool.
Fra le rocce e i muri a difendere dai capricci del mare i frutti ormai maturi dei fichi d'india, le macchie verdi dell'edera a sfidare la forza di gravità, gli ultimi raggi di sole a creare linee di fuoco oltre il mare color argento e a infilarsi fra i magazzini, nelle grotte, fra l'allegria dei galleggianti.

Anche stavolta ho rubato un raggio di sole per fermare, in un fantasma d'immagine, il tempo speso bene. Il risultato di tanto egoismo lo trovate qui.

11 commenti:

Franca ha detto...

E come sempre il tuo racconto regala emozioni...

Isabel Green ha detto...

ormai la liguria è la mia seconda casa e tutte le leggende sui liguri possono dirsi sfatate. ok all'apparenza sn un pò ruvidi e chiusi. bisogna dargli il loro tempo perchè poi quando si aprono sn dei tesori!

Ed ha detto...

E quando poi vi deciderete a spingervi più a ovest fatemelo sapere ché sarebbe davvero un piacere! Guarda che da Santa a qua ci vogliono 90 minuti!

valentina orsucci ha detto...

quando si dice che il bello sta negli occhi...

Andrea Patassa ha detto...

bellissime le tue parole, io, che di Liguria non conosco il sapore, ho sentito il gusto della sua terra. Grazie!

quisquilia ha detto...

Bello il post e bello il tuo blog.
Ti inserisco tra i miei link.
Piacere!

andrea ha detto...

Mi hai ricordato dei posti dove non vado da tanto tempo. bellissimo post! e anche le foto!!

Gianfranco ha detto...

Continuo a credere che la Liguria sia l'unica regione settentrionale d'Italia a sapere un po' di Sud...

Lieve ha detto...

Le tue esperienze da No Alpitur lasciano il segno anche in chi ti legge e perciò vede, e tuttavia resta qui ;)

Marco ha detto...

Sono stato in liguria,ma non ho visto molto,ma grazie ai tuoi racconti,mi sembra quasi di aver vissuto in prima persona i tuoi viaggi!!!!

My funny Valentine ha detto...

Le tue parole sulla Liguria non potevano non farmi emozionare e sorridere... e di conseguenza lasciare questo messaggio come una bottiglia nel mare.
Da una ligure doc, che ama la sua terra più di se stessa.
V