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01 febbraio 2010

Le parole, d'inverno, sono nuvole (un post ridicolo e un fatto serio).

Non so, fuori c'è la neve.
Mi hanno detto che siamo almeno dieci gradi sotto. Il padre di quel tale ricordava che in Siberia gelava la saliva così, se sputavi per terra, producevi un rumore quasi metallico.
Ghiaccio contro ghiaccio (Tlin!).
D'inverno le parole le vedi uscire dalla bocca e rimanere a galleggiare attaccate alle labbra. Le parole, d'inverno, sono nuvole.
Cento paia di occhi mi scrutavano da alti banchi di legno scuro.
Temevo un vuoto di memoria.
Tastavo gli appunti con le dita, un solco mentale entro cui far scorrere un filo di pensiero.
(Pitagora - Ippocrate. Pitagora...Ippocrate. Pitagora, Ippocrate)
L'aula, però, era calda.
La nuvoletta si è dissolta.
Poi, mi hanno detto, la voce si è incrinata. Dico "mi hanno detto" perché io non la sentivo, la voce; non ci sono mai stata, io, in Siberia.
Ma c'era lei che mi guardava. E, da casa, mi guardavano un po' tutti.
Avete presente le fiabe russe? Non si ha mai il vero senso della distanza.
Allora ho preso la rincorsa e mi sono buttata.

Mi hanno detto che era come se l'avessi sempre fatto. Mi hanno detto che dovevo essere marchigiana e che ci tenevano ad assicurare alla mia maestra che l'allieva è degna di lei. Questo, naturalmente, è impossibile. Ma occhi hanno ricambiato con attenzione la mia passione. Mi hanno ringraziata. E, a forza di allenare il cuore a saltare ostacoli, la pista si è un po' spianata. Ora, davvero, non m'importa che orizzonte ci sia alla fine della strada. Chiedo solo a voi, e alle mie scarpette rosse, di accompagnarmi ancora a casa.

(ho solo rotto il ghiaccio)

11 commenti:

Alzata con pugno ha detto...

E' bello scorgere la propria strada e non avere paura di percorrerla.
La facoltà di raccontare le cose in modo appassionante è rara, nonostante questo c'è un sacco di gente che si ostina a raccontare nonostante non sappia farlo. E' importante anche questo, che anche chi non sa raccontare lo faccia, perché ogni parola dimenticata o non detta è un pezzo di storia, una persona, un istante, perduto per sempre. Io amo ascoltare, e scommetto che amerei ascoltare i tuoi racconti dalla tua voce come amo leggerli.

guccia ha detto...

Quando si ama tanto si trova sempre il modo di non aver niente da perdere.
E tutto quello che s'incontra per strada, dovunque essa porti, è sempre qualcosa di guadagnato. Anche quando lungo la strada quella cosa si è costretti poi a lasciarla, perché resta nella memoria e la memoria è la nostra vera sostanza. Va comunque a fondare quello che diventiamo.
Il maestro Ettore Guatelli aveva capito che era meglio lasciar scrivere in dialetto i suoi piccoli allievi. Costringerli all'italiano significava solo bloccarli in un senso di impreparazione e inadeguatezza che avrebbe imprigionato i loro incredibili mondi possibili.
Immagino di essere insieme a te a raccontarci cose. Solo non riesco a decidere se davanti ad un camino acceso o in riva al mare.

Gloutchov ha detto...

Buttarsi è una cosa stupenda. E tu sei bravissima nel descrivere, raccontare, questo piccolo gesto fondamentale.

Franca ha detto...

Quanto al gelo neanche qui si scherza...
Per il resto: noi sapevamo già che sarebbe andata bene (un po' ti conosciamo, eh, eh...)

Colgo l'occasione per salutare con affetto "Alzata con pugno"...

guccia ha detto...

Alzata con pugno non si può che salutarla con affetto, vedi D. per noi sei di famiglia!

Fossi stata così sicura anch'io che sarebbe andata bene mi sarei evitata notti bianche, tremori e altri inconvenienti biologici che non mi sembra il caso di raccontare ;)

zefirina ha detto...

che bello essere tua allieva

marina ha detto...

vai ragazza mia, segui tutte le strade, noi tifiamo e ci sentiamo fieri
marina

spina ha detto...

sempre bello leggere il tuo blog!!

Anonimo ha detto...

ciao, ogni volta che rileggo quello che scrivi sul blog mi commuovo. Quando ti ho conosciuta mi sono bastate quelle poche parole scambiate con te per capire la tua grandezza , ancora non ti conosco a fondo ma ho l'impressione che dai il meglio quando scrivi e non è cosa da poco!continua a violentare la tastiera per il nostro piacere!Ross

redrage61 ha detto...

Ho conosciuto Guccia, la fantastica Guccia, tramite una mail di Rifondazione. E, sempre tramite la sua mail, questo sito davvero bello ed interessante. Dopo aver letto le poetiche e significative parole del suo testo mi butto timidamente a tentare un commento. Ma..... da compagno, più che fervente... direi estremo nelle mie scelte politiche ed anche di vita, non posso che rileggerle e rileggerle.... Grazie cara compagna Guccia, continua così, facci dono ancora ed ancora delle tue belle, dolci e forti parole. Perchè, a me è così che succede, ci regalano emozioni. Smack

guccia ha detto...

Veder fiorire commenti di nuove amicizie, qui sul blog, è il regalo più bello. Se si tratta di compagni, poi, è ancora più emozionante, perché tanta è la strada che dobbiamo ancora percorrere insieme.
Questo è un periodo povero di parole, le ho trasformate in passi, c'è tanta vita da vivere che non mi resta il tempo per rifletterci su. Immagazzino ricordi, materiale da rivivere in tempo di pioggia.
Sono io ad essere commossa adesso. Grazie.
Redrage61, mi lasceresti un contatto diretto?