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25 aprile 2007

25 Aprile 2007


Appena sveglia guardo il calendario per avere conferma dei sentimenti che provo: 25 Aprile 2007.
Orgoglio e sconforto.

14 commenti:

Marco ha detto...

ORGOGLIO CARA SARA O-R-G-O-G-L-I-O,FINCHE' CI SARANNO PERSONE COME NOI SARA'SEMPRE MOTIVO D'ORGOGLIO!
ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Marco ha detto...

LO AVRAI
CAMERATA KESSELRING
IL MONUMENTO CHE PRETENDI DA NOI ITALIANI
MA CON CHE PIETRA SI COSTRUIRÀ
A DECIDERLO TOCCA A NOI
NON COI SASSI AFFUMICATI
DEI BORGHI INERMI STRAZIATI DAL TUO STERMINIO
NON COLLA TERRA DEI CIMITERI
DOVE I NOSTRI COMPAGNI GIOVINETTI
RIPOSANO IN SERENITÀ
NON COLLA NEVE INVIOLATA DELLE MONTAGNE
CHE PER DUE INVERNI TI SFIDARONO
NON COLLA PRIMAVERA DI QUESTE VALLI
CHE TI VIDE FUGGIRE
MA SOLTANTO COL SILENZIO DEI TORTURATI
PIÚ DURO D'OGNI MACIGNO
SOLTANTO CON LA ROCCIA DI QUESTO PATTO
GIURATO FRA UOMINI LIBERI
CHE VOLONTARI S'ADUNARONO
PER DIGNITÀ NON PER ODIO
DECISI A RISCATTARE
LA VERGOGNA E IL TERRORE DEL MONDO
SU QUESTE STRADE SE VORRAI TORNARE
AI NOSTRI POSTI CI TROVERAI
MORTI E VIVI COLLO STESSO IMPEGNO
POPOLO SERRATO INTORNO AL MONUMENTO
CHE SI CHIAMA
ORA E SEMPRE
RESISTENZA

(Piero Calamandrei)

guccia ha detto...

E' infatti un immenso motivo d'orgoglio. Ma c'è anche il velo dello sconforto di una ricorrenza che dovrebbe essere più che mai viva e invece si spegne al passaggio di una banda che suona solo l'inno d'Italia.
Sconforto al vedere che tanti non si rendono conto che quello che siamo è nato dalla resistenza. Vedere che non siamo capaci di uccidere il revisionismo sul nascere, portare avanti la memoria in maniera affezionata ed efficace.

Marco ha detto...

Non voglio finte feste,bande e discorsi in pompa magna,mi riempio d'orgoglio vedendo una vecchia e ingiallita bandiera italiana sventolare da un balcone,per ogni bandiera che sventola c'è una persona che vive il 25 aprile nello stesso modo in cui lo vivo io!

guccia ha detto...

Che dirti? La memoria ha almeno altri 80 anni, sperando di camparne tanti!

princeps ha detto...

Auguri. Di cuore.
Contro ogni revisionismo, e memoria falsamente condivisa.

Radiant ha detto...

Auguri! W il 25 aprile, W la libertà.
Per quanto riguarda il repertorio bandistico, qui da me hanno fatto il classico locale "Valsesia, Valsesia", che prosegue "cosa importa se si muore? Questo grido del valore partigiano vincerà". Nonché la canzone del Piave al monumento dei caduti e Fischia il vento alla torre campanaria dove i nazifascisti uccisero dieci cittadini.
Il tutto completato da una bella orazione pronunciata dall'amica Wanda Canna, ex staffetta partigiana... e niente inno di Mameli... ;)
Peccato solo per le autorità partecipanti, quasi tutte lì un po' per facciata... ma ci siamo abituati.
Auguri ancora.

Lo'

Ed ha detto...

Ha ragione Marco: e nonostante tutto nella mia città con il centrodestra al 63%, oggi ho visto più partigiani e persone dell'anno scorso, davanti al monumento alla Resistenza.

Captain's Charisma ha detto...

Beh almeno hai l'orgoglio...sapessi quanta gente non è più orgogliosa di essere italiana :((((

Gianfranco ha detto...

E' bello leggere di questi sentimenti in ragazzi della tua età, ma vorrei che qlc mi dicesse quando si smette di vivere di ricordi e si inizia a vivere con i ricordi.
Per quanto mi riguarda toglierei questa festa e le bande e pure le bandiere.
Ti svelo un segreto...
Oggi l'Europa è unita e queste feste tendono a dividere più che unire.
Guai dimenticare, ma il modo in cui, ancora oggi, lo si fa è sbagliato.

Ciao, G.

gloutchov ha detto...

Mi è dispiaciuto solo il sapere che il nostro sindaco non fosse in piazza a ricordare... :(

Marco ha detto...

xGIANFRANCO
Ok cancelliamo tutta quella meglio gioventù spazzata via dalla follia nazista,cancelliamo il sacrificio di uomini e donne che hanno combattuto per me,per te e per tutte quelle persone che oggi possono definirsi "LIBERE"!
Per un'europa unita servono degli stati con sani principi e valori profondi e la Resistenza in Italia è uno di essi!

guccia ha detto...

gianfranco la resistenza ha fondato la nostra costituzione, non può limitarsi a diventare un banale ricordo, è parte di quello che siamo e che saremo. Unirsi non significa rinunciare alle proprie identità, ma condividere le proprie differenze in una ricchezza reciproca.
Io invece manterrei bande, bandiere, feste ma non mi limiterei solo a quello. Vorrei che ogni scuola potesse avere un partigiano a raccontare, ogni giovane capisse l'orrore e ne avesse raccapriccio, ognuno si sentisse fortunato e orgoglioso per quello che hanno fatto i veri italiani, quelli per cui c'è da essere fieri, imparare, far vivere il loro grande sacrificio per sempre nel ricordo. Gianfranco ti svelo un segreto: la resistenza non è stata solo italiana è stata europea in vari periodi della nostra storia comunitaria ed è stata anche mondiale, è un valore che tutta la comunità globale condivide in varie forme, non può disunire.

Gianfranco ha detto...

Caro omonimo, non condivido nessuna delle tue parole. E non le comprendo ancora di piùà perchè vedo che viaggi molto, e conosci certamente il mondo molto ma molto meglio di quanto possa conoscerlo io, romanticamente confinato nell'isola che amo. Sul venticinque aprile ti hanno risposto già numerosi, io allora vorrei puntualizzare che l'Europa non è unita, o meglio, è unita solo economicamente. Sull'opportunità di un'Europa unita politicamente mi pronuncerei certamente non ritenendola necessaria anzi estremamente dannosa. La realtà dei fatti una volta tanto mi dà ragione: i referendum sul trattato costituzionale (orrido tra le altre cose), la paura dell'apertura a est, il linciaggio mediatico dell' "idraulico polacco" perpetrato dai francesi, le forti identità nazionali di ciascuno Stato...