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18 aprile 2007

S.Anna di Stazzema


A Sant'Anna siamo arrivati dal mare. Ci siamo inerpicati per strette stradine di montagna che ci hanno fatto rapidamente scalare 600 metri di dislivello. Ma il mare non lo abbiamo mai lasciato, continuava a guardarci dal fondovalle. Dopo gli ultimi tornanti un paesino di quattro, cinque case, una piazza dove non giocano più bambini, un tabacchi che ha ricavato 3.50 € con una decina di turisti, una legnaia e una chiesa. Posti belli da togliere il fiato. Poi si arriva. Appena scendi dalla macchina la prima cosa che ti colpisce è il silenzio. Non il silenzio dei posti tranquilli, immersi nella natura e isolati, ma un silenzio veramente assordante, il silenzio che lascia la guerra, la follia, l'odio. Li senti quegli scarponi di cuoio nero che rincorrono piedi scalzi, li senti gli spari, le grida in tedesco e quelle in italiano: non solo SS come vogliono farci credere, ma anche fascisti, italiani che torturavano e uccidevano altri italiani. Più volte si è cercato di nascondere in particolar modo questa verità, ma a Sant'Anna è scritta con parole di ferro che resteranno per le generazioni a venire.
Anche i fiori su questo monte faticano a sbocciare, si aggrappano alla terra che li risucchia come ha risucchiato 560 vite, ma poi sbocciano ancora con più forza ed escono al cielo di viola e di giallo intensi.
La vita dei superstiti rimasta bloccata al 1944.
Un sentiero ripido fino a 560 nomi iscritti nel marmo, tutto quello che rimane di quelle vite. Nessuna parola, commozione e (secondo noi) nessun possibile perdono. Memoria.






Come sempre, altre foto qui.
Per riuscire a leggere cliccarci sopra.
Come sempre sono tutti miei scatti, ma le foto di visi di anziani che si trovavano in esposizione nel museo fanno parte del lavoro di Oliviero Toscani "Sant'Anna di Stazzema 12 Agosto 1944. I bambini ricordano". Libro che vi consiglio.

12 commenti:

Radiant ha detto...

Ho il libro ed è davvero molto interessante nel suo essere sconvolgente. Ricordo che andavo in vacanza in Versilia da piccolo coi miei, e una volta siamo anche passati da Sant'Anna. Hai fatto bene a ricordare una della più emblematiche stragi nazifasciste, penso che lì sia stato uno dei casi dove meglio si è vista la ferocia pura di questi personaggi.

Marco ha detto...

Come sempre.......sei grande!
La ricchezza più grande dell'umanità è la memoria,ma l'uomo spesso dimentica.

gloutchov ha detto...

Si... sai, leggendo il tuo post, mi sono venuti in mente i racconti di mia nonna, che di guerre mondiali ne ha viste 2 e che nascondeva il nonno nel porcile (tornato dall'albania perché mio babbo era nato), per evitare che lo trovassero i tedeschi...

Però mi raccontava anche dei soldati tedeschi, che presi singolarmente erano comunque uomini... sono stati due tedeschi ad insegnare a mio papà a camminare...

Ed ha detto...

E' bellissimo constatare che ci siano giovani come te, che certe cose non le dimenticano e fanno in modo che non sia mai dimenticate. Non mi stancherò di dirlo: sei bravissima!

guccia ha detto...

gloutchov i soldati spesso non scelgono di andare in guerra. Distinguiamo bene fra soldati ed SS. Entrare nelle SS (o nelle camicie nere) era una scelta ben consapevole e in nessun modo giustificabile.

guccia ha detto...

ed per fortuna ancora sono tanti i giovani che non dimenticano, credimi ;)
grazie.

Captain's Charisma ha detto...

I deliri del nazifascismo sono molto spesso nascosti dietro la connivenza dei semplici cittadini, che li ha resi tutti carnefici...un bacione...

Carlotta ha detto...

Anche io ho una nonna che l grandi guerre le ha viste tutte e due e che spesso mi racconta e mi ha raccontato storie..Nonostante isuoi neo-novantasette anni sembra avere ricordi tanto nitidi..Non leggerebbe mai libri di quel perioso, perchè lei lo ha vissuto e credo che alcuni ricordi le siano sufficienti...Ma credo che per le persone come noi sia fondamentale documentarsi...

guccia ha detto...

Carlotta fai gli auguri alla nonna!
:)

maurob ha detto...

Una splendida gita direi ... si si

Galadriel ha detto...

come hai percepito dall'ultimo racconto che ho postato sul blog sn decisamente sensibile a questo genere di storie.ho già aggiunto il libro nella lista(lunghissima)di quelli da leggere =)

guccia ha detto...

Più che leggere è un libro che si guarda e "si ascolta"