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18 febbraio 2008

Invito a Ferrara


Golosi siamo a Ferrara per l'apertura della mostra "Mirò: la terra (visitabile fino al 25 Maggio). Ci immergiamo in un vitale mondo rurale fin dalle prime tele dell'artista catalano che ci accompagna in un viaggio per tappe: da una parte lo sviluppo della sua pittura, attraverso il surrealismo e la guerra, dall'altra un viaggio contrastato dalla nascita, alla sessualità, verso l'anzianità e quindi la morte raffigurata in decomposte teste di toro e mostri a spaventare stormi di uccelli. Osserviamo la realtà cedere il passo a una fantasia energica e affollata, il pennello andare a intaccare materiali poveri di spessore sempre maggiore, il corpo rappresentato farsi corpo agito in immensi affreschi e tele. Immaginiamo l'artista ormai anziano muoversi in mondi di colore a cercare di frenare l'avanzata incontrastabile del nero sui suoi blu stella, schizzare la tela superando la rigidità cadaverica di un mondo fantastico ma pur sempre regolato, allungare il braccio a cercare ancora di violentare la tela con un'azione energica. Tutto quello che rubiamo con lo sguardo ci ricorda intimamente la materia, quadri a far germogliare semi di idee, sperma di idee a fecondare il ventre di una donna. Terra madre. Terra contadina.
Per scaldarci in questa autentica giornata d'inverno un orologio di formaggi e un assolo di caffè.
Ferrara, splendida, apre il cielo grigio al sole e il duomo nudo si veste di luce, sovrastato d'azzurro. Senza fretta ci lasciamo proteggere il passo dai portici delle vie del centro ricamate da musiche d'anteguerra suonate con un vecchio giradischi da un uomo anziano, che ci sorride la sua graffiata musica senza denti. Come insetti sfuggiamo il sole e c'infiliamo in via degli archi. Scopriamo la vanità di un castello medievale che si maschera da palazzo rinascimentale, ornandosi di balconcini e segreti giardini da cui gli estensi potessero spiare la vita di strada.
E, come se ci si potesse arrampicare sulla vetta ultima della felicità, come se il caso giocasse a scacchi col nostro destino, per le vie di Ferrara ritrovo Agugliano intero (gita di marchigiani in terre romagnole). Incredula comincio a vedere visi familiari e fioriscono progetti già seminati, storie, abbracci, condivisione. Sotto il minaccioso braccio del Savonarola mi sento parte di una famiglia e sento un pò della mia terra, nel calore della mia gente, accompagnarmi verso un sole che, confine ottico, sparisce nel cielo senza accarezzare la pianura, come se fosse ansioso di cedere spazio alla luna, al domani che, oggi, vorrei non fosse.

Pochi scatti a rubare tempo all'emozione


*Scorcio del castello: foto di Gabriele

15 commenti:

marina ha detto...

A Ferrara ho passato solo una giornata molto tempo fa'. Mi hai fatto davvero venire voglia di tornarci.
La "tua gente" però la ricordo come sorridente e cordiale
ciao marina

chit ha detto...

Ci sono stato qualche volta e sempre con la sensazione di avere troppo poco tempo per visitarla, conoscere e gustarla tutta. Queste tue parole sono la conferma che non mi sbagliavo.
Ignoravo la presenza della mostra di Mirò, questo forse è ancora più grave!

Gianfranco ha detto...

Per un attimo ho temuto che si trattasse di un invito a (Giuliano) Ferrara.
Per una volta posso dire di esserci stato pure io, anche se molto di sfuggita e tanto tempo fa...
Per quanto riguarda Mirò, sono andato a trovarlo l'anno scorso a Taormina, non mi convinse appieno, intanto però sono divenuto proprietario di una litografia non firmata, la numero 442 del catalogo Mourlot, affare da 30 euro! Appena arriva condivido!

My funny Valentine ha detto...

Al domani che, oggi, vorrei non fosse...

Non posso aggiungere altro. Mi hai fulminato, con questa frase.
V

Andrea ha detto...

Un pò delle mie radici sono li..
Bellisimo post!

Ed ha detto...

Stessa reazione di Gianfranco: quando ho letto il titolo ho pensato che volessi invitare il ciccione per fargli la festa ^___^
Ferrara mi piacerebbe: uno dei miei sogni è sempre stato quello di scendere il Po fino al delta dove non ci sarà blues, ma sicuramente ottimo folk (borderline, Casadei, roba così).

guccia ha detto...

Se ci avessi pensato non l'avrei mai intitolato così

:O :O :O

Franca ha detto...

Oh, ma 'sti aguglianesi sono dappertutto!

Choppa ha detto...

ma la salama l'hai mangiata o no?

giulia ha detto...

Ho voglia di tornare in una città che mi è piaciuta molto e poi con quello che hai scrito la volgia è raddoppiata, Giulia

Andrea Patassa ha detto...

A settembre a Ferrara c'è stato l'incontro con i lettori organizzato da Internazionale, ed io, naturalmente, non ci sono andato... Ciao!

Gianluca ha detto...

Ciao, merita la mostra di Mirò?
la primavera si avvicina ed il richiamo della salama da sugo si fa incantatore.

guccia ha detto...

Sì Gianluca, merita. Un percorso che merita.

Anonimo ha detto...

bellissimo..sono di ferrara, ma ora abito a parigi...voglia di casa leggendo il tuo post..grazie mille e torna quando vuoi

guccia ha detto...

Grazie a te anonimo, sono felice di averti fatto rivivere casa, anche solo per pochi minuti. Tornerò senz'altro ;)